La capitale ucraina, Kiev, ha subito questa notte quello che le autorità definiscono un “attacco combinato su larga scala” da parte delle forze russe, con un numero record di proiettili.
Secondo le prime stime, sarebbero stati impiegati ben 537 tra missili e droni, in quella che si prefigura come una delle offensive più intense dall’inizio del conflitto.
Il cielo notturno sopra Kiev è stato squarciato dal rombo delle esplosioni e dal crepitio della difesa antiaerea per diverse ore, gettando nuovamente la città nel terrore.
Le sirene d’allarme hanno risuonato ininterrottamente, costringendo i residenti a cercare rifugio nei ripari. Kiev continua a vivere una situazione di forte tensione.
Le autorità locali hanno confermato l’entità dell’attacco, pur non fornendo immediatamente dettagli precisi sui danni o sulle vittime.
Tuttavia, l’uso del termine “attacco combinato su larga scala” suggerisce un’offensiva pianificata per saturare le difese aeree ucraine, impiegando simultaneamente diverse tipologie di armi.
Si attende nelle prossime ore un bilancio più dettagliato da parte delle autorità militari ucraine, che stanno valutando l’efficacia delle proprie difese e l’entità dei danni a infrastrutture civili e militari.
La popolazione di Kiev, sebbene provata da mesi di conflitto, si trova ancora una volta ad affrontare la dura realtà di un’aggressione che non accenna a diminuire.
L’intensità di quest’ultimo attacco solleva gravi preoccupazioni sulla strategia russa e sulla capacità di resistenza delle città ucraine di fronte a offensive di tale portata.
