Papa: ‘Pietro e Paolo, pilastri della Chiesa’

“Oggi festeggiamo due fratelli nella fede, Pietro e Paolo, che riconosciamo come pilastri della Chiesa e veneriamo come patroni della diocesi e della città di Roma”. Papa Pietro e Paolo sono celebrati con grande devozione. E’ l’omaggio che papa Leone rivolge ai santi patroni di Roma celebrando la messa a San Pietro. Durante l’omelia benedirà e imporrà i Pallii agli arcivescovi metropoliti nominati nel corso dell’anno. 

“La storia di questi due Apostoli interpella da vicino anche noi, Comunità dei discepoli del Signore pellegrina in questo nostro tempo. In particolare, guardando alla loro testimonianza – osserva – vorrei sottolineare due aspetti: la comunione ecclesiale e la vitalità della fede”.

Pietro e Paolo, pilastri della Chiesa

Il Papa concelebra in San Pietro con quattrocento tra vescovi e cardinali. Tratteggiando le figure dei santi patroni di Roma, ha ricordato che “sia Pietro che Paolo donano la loro vita per la causa del Vangelo”. “Tuttavia, – ha sottolineato – questa comunione nell’unica confessione della fede non è una conquista pacifica. I due Apostoli la raggiungono come un traguardo a cui approdano dopo un lungo cammino. Nel quale ciascuno ha abbracciato la fede e ha vissuto l’apostolato in modo diverso.

La loro fraternità nello Spirito non cancella le diversità dalle quali sono partiti. Simone era un pescatore di Galilea, Saulo invece un rigoroso intellettuale appartenente al partito dei farisei. Il primo lascia subito tutto per seguire il Signore. Il secondo perseguita i cristiani finché viene trasformato da Cristo Risorto. Pietro predica soprattutto ai Giudei. Paolo è spinto a portare la Buona Notizia alle genti. Tra i due, come sappiamo, non mancarono conflitti a proposito del rapporto con i pagani”.

la Chiesa ha bisogno di fraternità, uniti nelle diversità

“La storia di Pietro e Paolo ci insegna che la comunione a cui il Signore ci chiama è un’armonia di voci e di volti. Non cancella la libertà di ognuno”. Lo ha sottolineato papa Prevost nella messa in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma. “I nostri patroni – ha osservato – hanno percorso sentieri diversi, hanno avuto idee differenti. A volte si sono confrontati e scontrati con franchezza evangelica. Eppure ciò non ha impedito loro di vivere la concordia apostolorum. Cioè una viva comunione nello Spirito, una feconda sintonia nella diversità”. 

“È importante imparare a vivere così la comunione, come unità nella diversità, perché la varietà dei doni, raccordata nella confessione dell’unica fede, – ha osservato Prevost – contribuisca all’annuncio del Vangelo. Su questa strada siamo chiamati a camminare, proprio guardando a Pietro e Paolo. Perché di tale fraternità abbiamo tutti bisogno. Ne ha bisogno la Chiesa, ne hanno bisogno le relazioni tra laici e presbiteri, tra i presbiteri e i Vescovi. Così come anche tra i Vescovi e il Papa hanno bisogno della fraternità. Ne hanno bisogno la vita pastorale, il dialogo ecumenico e il rapporto di amicizia che la Chiesa desidera intrattenere con il mondo”. 

Da qui il monito: “Impegniamoci a fare delle nostre diversità un laboratorio di unità e di comunione, di fraternità e di riconciliazione. In questo modo, ciascuno nella Chiesa, con la propria storia personale, impari a camminare insieme agli altri”.

‘apriamoci ai cambiamenti, no a ritualismi, strade nuove per evangelizzare’

‘Pietro e Paolo ci interpellano sulla vitalità della nostra fede’ 

La Chiesa si apra ai cambiamenti e cerchi strade nuove per diffondere il Vangelo. E’ il monito di papa Leone nel corso della messa a San Pietro nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma. “I santi Pietro e Paolo – ha osservato – ci interpellano anche sulla vitalità della nostra fede”. “Nell’esperienza del discepolato, infatti – ha messo in guardia – c’è sempre il rischio di cadere nell’abitudine, nel ritualismo. Anche in schemi pastorali che si ripetono senza rinnovarsi e senza cogliere le sfide del presente. Nella storia dei due Apostoli, invece, ci ispira la loro volontà di aprirsi ai cambiamenti, di lasciarsi interrogare dagli avvenimenti e dalle situazioni concrete delle comunità. Come anche dagli incontri. Cercare strade nuove per l’evangelizzazione a partire dai problemi e dalle domande poste dai fratelli e dalle sorelle nella fede”.

‘uscire dal rischio di una fede stanca e statica’

“E’ importante uscire dal rischio di una fede stanca e statica”. Papa Prevost, celebrando la messa nella Basilica di San Pietro nella solennità dei santi Patroni, Pietro e Paolo, invita i fedeli a fare continuamente il test sulla fede: “Al centro del Vangelo che abbiamo ascoltato c’è proprio la domanda che Gesù pone ai suoi discepoli. La stessa che oggi rivolge anche a noi, perché possiamo discernere se il cammino della nostra fede conserva dinamicità e vitalità. Se è ancora accesa la fiamma della relazione con il Signore. ‘Ma voi, chi dite che io sia?’. Ogni giorno, ad ogni ora della storia, sempre dobbiamo porre attenzione a questa domanda. Se non vogliamo che il nostro essere cristiani si riduca a un retaggio del passato, dobbiamo essere vigili. Come tante volte ci ha ammoniti Papa Francesco. È importante uscire dal rischio di una fede stanca e statica. Per chiederci: chi è oggi per noi Gesù Cristo? Che posto occupa nella nostra vita e nell’azione della Chiesa? Come possiamo testimoniare questa speranza nella vita di tutti i giorni e annunciarla a coloro che incontriamo?”. 

Osserva papa Leone XIV che “l’esercizio del discernimento, che nasce da questi interrogativi, permette alla nostra fede e alla Chiesa di rinnovarsi continuamente e di sperimentare nuove vie e nuove prassi per l’annuncio del Vangelo. Questo, insieme alla comunione, dev’essere il nostro primo desiderio”.

Papa, ‘pace al vostro popolo’

“Desidero salutare i membri del Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina: grazie per la vostra presenza qui e per il vostro zelo pastorale. Il Signore doni la pace al vostro popolo”. Papa Leone fa un nuovo appello per la pace in Ucraina celebrando in San Pietro nella solennità dei santi patroni di Roma, Pietro e Paolo.

 ‘Chiesa a Roma porti la consolazione del Vangelo in tutte le situazioni’

“In particolare oggi vorrei rivolgermi alla Chiesa che è in Roma. Perché più di tutte essa è chiamata a diventare segno di unità e di comunione, Chiesa ardente di una fede viva. Comunità di discepoli che testimoniano la gioia e la consolazione del Vangelo in tutte le situazioni umane”. Lo ammonisce il papa nella messa celebrata in San Pietro nella solennità dei santi patroni di Roma, Pietro e Paolo. 

Il Pontefice si rivolge ai nuovi arcivescovi metropoliti che riceveranno il Pallio: “Nella gioia di questa comunione, che il cammino dei santi Pietro e Paolo ci invita a coltivare, saluto i fratelli Arcivescovi che oggi ricevono il Pallio. Carissimi, questo segno, mentre richiama il compito pastorale che vi è affidato, esprime la comunione con il Vescovo di Roma. Nell’unità della fede cattolica, ciascuno di voi possa alimentarla nelle Chiese locali a voi affidate”.

al Patriarcato ecumenico, ‘camminiamo insieme nella comunione’

Il Papa “con viva riconoscenza” saluta la Delegazione del Patriarcato Ecumenico, “qui inviata dal carissimo fratello Sua Santità Bartolomeo”. “Cari fratelli e sorelle, edificati dalla testimonianza dei santi apostoli Pietro e Paolo, camminiamo insieme nella fede e nella comunione. Invochiamo la loro intercessione su tutti noi, sulla città di Roma, sulla Chiesa e sul mondo intero”, il monito di Prevost al termine dell’omelia in occasione della celebrazione nella solennità dei santi patroni di Roma, Pietro e Paolo.