Donald Trump attacca Jerome Powell: “Alla Fed abbiamo una persona stupida”. E chiede tassi d’interesse all’1%. Cresce la tensione sulla politica monetaria USA.
Trump torna ad attaccare la Federal Reserve: “Alla Fed c’è una persona stupida”
Washington – Donald Trump non modera i toni e lancia un nuovo, durissimo attacco contro il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. In un’intervista trasmessa su Fox News, l’ex presidente degli Stati Uniti ha dichiarato senza mezzi termini: “Alla Fed abbiamo una persona stupida”. Si riferisce direttamente al numero uno della banca centrale americana.
Un’affermazione che riaccende le tensioni già esistenti tra Trump e Powell, rendendo chiaro che Trump attacca Fed e il suo presidente. Questo avviene in un momento in cui la politica monetaria è al centro del dibattito economico e politico negli Stati Uniti. Inoltre, ciò accade in vista delle prossime elezioni presidenziali del 2025.
Trump: “I tassi vanno tagliati, devono scendere all’1%”
Durante l’intervista, Trump ha criticato la gestione della Federal Reserve. L’accusa è di mantenere tassi di interesse troppo elevati. Secondo lui, ciò rischia di rallentare la crescita economica e aggravare il costo del debito per famiglie e imprese. “I tassi d’interesse – ha affermato – dovrebbero essere al massimo all’1%. Invece li stanno tenendo troppo alti per ragioni che non hanno nulla a che vedere con l’economia reale.”
Le dichiarazioni arrivano in un contesto in cui la Fed ha mantenuto i tassi intorno al 5,25%-5,50%. L’influenza di Trump attacca Fed nel contesto è evidente. Questa misura serve per contrastare un’inflazione ancora al di sopra dell’obiettivo del 2%. Secondo Trump, è una linea di rigore che rappresenta un errore strategico e una minaccia alla ripresa economica.
Un attacco politico e personale
Le parole di Trump non sono nuove, ma stavolta assumono un peso maggiore. Ciò è dovuto alla loro esplicita carica personale. Chiamare “stupido” un presidente della Fed rappresenta una rottura significativa delle convenzioni istituzionali. Questo perché la figura del presidente della Fed è tradizionalmente indipendente dal potere politico. Powell era stato nominato dallo stesso Trump nel 2018. Tuttavia già durante il suo mandato l’ex presidente aveva più volte espresso malumori verso le scelte della banca centrale.
Con queste nuove dichiarazioni, Trump sembra voler rafforzare la propria immagine di “uomo del popolo contro l’élite finanziaria”. Questo è un messaggio destinato a fare presa su una parte dell’elettorato. Si tratta di quella parte stanca di un sistema economico percepito come distante dalla vita quotidiana dei cittadini, nel contesto in cui Trump attacca Fed.
La reazione dei mercati e degli analisti
Finora, la Federal Reserve ha scelto di non commentare pubblicamente le parole di Trump. Tuttavia, tra gli analisti economici e nei mercati finanziari le dichiarazioni sono state accolte con una certa inquietudine. Il timore è che un eventuale ritorno di Trump alla Casa Bianca possa minacciare l’indipendenza della Fed. Questa indipendenza è ritenuta cruciale per la stabilità economica a lungo termine.
Molti osservatori sottolineano come, tra le altre accuse, ci sia il fatto che Trump attacca Fed sulla richiesta di tassi all’1%. La situazione attuale vede l’inflazione restare elevata. Inoltre, c’è il rischio che un allentamento prematuro potrebbe alimentare nuove ondate inflazionistiche.
Verso le elezioni 2025: economia al centro
Le parole di Trump confermano che la politica economica sarà uno dei temi centrali della campagna elettorale del 2025. L’ex presidente punta a differenziarsi dai democratici proponendo una visione di economia espansiva e anti-establishment, anche a costo di scontrarsi con le istituzioni indipendenti.
Il messaggio è chiaro: se tornerà alla Casa Bianca, Trump vorrà avere maggiore controllo sulla politica monetaria, in un contesto in cui Trump attacca Fed. Questo potrebbe accadere anche a costo di sfidare le regole consolidate della Federal Reserve.
