‘Urgenti interventi di manutenzione e ristrutturazione’.
Nell’ambito della discussione sulle carceri, Mattarella ha sottolineato: “So che ogni giorno cercate di assolvere con sacrificio e con professionalità il vostro impegno, reso ancor più difficile dalle preoccupanti condizioni del sistema carcerario, contrassegnato da una grave e ormai insostenibile condizione di sovraffollamento, nonchè dalle condizioni strutturali inadeguate di molti istituti, nei quali sono necessari interventi di manutenzione e di ristrutturazione, da intraprendere con urgenza, nella consapevolezza che lo spazio non può essere concepito unicamente come luogo di custodia, ma deve comprendere ambienti destinati alla socialità, all’affettività, alla progettualità del trattamento”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando il capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, ed una rappresentanza della Polizia penitenziaria.
Sensi, ‘Parlamento agisca dopo parole Mattarella, subito provvedimento clemenza’
“Se il Presidente della Repubblica, come ha fatto oggi, parla del sovraffollamento carcerario come ‘insostenibile’, non credo ci sia molto altro da fare per il governo e per il Parlamento se non trarne immediatamente le conseguenze, con un provvedimento di clemenza indifferibile”. Lo scrive sui social il senatore Pd, Filippo Sensi.
“I luoghi di detenzione non devono trasformarsi in palestra per nuovi reati, in palestra di addestramento al crimine, nè in luoghi senza speranza, ma devono essere effettivamente rivolti al recupero di chi ha sbagliato. Ogni detenuto recuperato equivale ad un vantaggio di sicurezza per la collettività oltre ad essere l’obiettivo di un impegno notoriamente, dichiaratamente costituzionale”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando il capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, ed una rappresentanza della Polizia penitenziaria.
“Servono investimenti -ha sottolineato il Capo dello Stato- in modo da garantire un livello dignitoso di vita e di trattamento dei detenuti e al contempo migliori condizioni del lavoro che voi svolgete con scrupolo. Sono investimenti necessari e lungimiranti, perchè rivolti, ripeto, a garantire maggior sicurezza ai cittadini. È particolarmente importante che il sistema carcerario disponga delle risorse necessarie, umane e finanziarie, per assicurare ad ogni detenuto un trattamento e un regime di custodia che si fondino su regole basate su valutazioni attuali, per ciascuno, con l’obiettivo rivolto al futuro”.
Mattarella, ‘carenza di organico in Polizia penitenziaria e altri operatori’
“Vi ringrazio per la dedizione che riversate nel vostro compito, articolato, complesso, che svolgete in conformità alla Costituzione” caratterizzato da funzioni “che non si esauriscono nella vigilanza. Quante difficoltà, so bene, pesano sulle vostre funzioni, sui vostri compiti, difficoltà che interpellano anche altre istituzioni: la carenza di organico, che da tempo è una condizione critica del sistema penitenziario e che riguarda il Corpo e tutti gli operatori; penso alla grave insufficienza del numero di educatori, al difficile accesso alle cure sanitarie dentro gli istituti, specialmente per i detenuti affetti da problemi di salute mentale”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando il capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, ed una rappresentanza della Polizia penitenziaria.
“Occorre che gli istituti di pena -ha sottolineato il Capo dello Stato- siano dotati di nuove e più adeguate professionalità, in caso contrario anche il vostro compito sarà inevitabilmente appesantito e gravato da un improprio sovraccarico di funzioni che dovrebbero essere affidate ad altri”.
‘Numero suicidi drammatico, emergenza sociale da fermare’
“Il numero dei suicidi nelle carceri è drammatico, da troppo tempo non dà segni di arresto. Si tratta di una vera e propria emergenza sociale, sulla quale occorre interrogarsi per porvi fine immediatamente”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando il capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, ed una rappresentanza della Polizia penitenziaria.
La situazione delle carceri richiede una serie di interventi da attuare “per rispetto dei valori della nostra Costituzione, per rispetto del vostro lavoro, per rispetto della storia del Corpo di Polizia penitenziaria, per rispetto dei suoi caduti vittime del terrorismo e della criminalità”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando il capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, ed una rappresentanza della Polizia penitenziaria.
Magi, ‘da Mattarella drammatico appello, ora indultino e numero chiuso’
“L’appello del Presidente Mattarella sulla situazione delle carceri mette ancora di più l’accento sulla drammaticità della situazione e che diventa una emergenza in queste giornate di caldo asfissiante”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
“Un appello, quello del Capo dello Stato che arriva opportunamente alla vigilia di un’estate che sarà terribile per le carceri italiane, come e più delle altre estati perché nel frattempo è stato lasciato passare tempo senza intervenire: questo governo e il ministro Nordio hanno deciso di voltarsi dall’altra parte. La situazione delle carceri ormai è esplosiva e destinata a peggiorare, visto che l’esecutivo Meloni ha aumentato in maniera esponenziale i reati, andando così ad aggravare il problema del sovraffollamento”, prosegue Magi.
“Non c’è stata una sola misura per riportare gli istituti di pena italiani a una situazione di legalità o quantomeno di umanità. Eppure sul tavolo abbiamo una gamma di strumenti per alleviare l’emergenza ma anche per avviare una riforma strutturale del carcere, e i due piani devono necessariamente coesistere: revisione dell’art . 79 della Costituzione, o altrimenti i provvedimenti di clemenza saranno di fatto impossibili, liberazione anticipata speciale (PdL Giachetti), ma stiamo lavorando a una proposta di “indultino” e a una misura sui liberi sospesi”, dice ancora Magi. “Poi servirebbero riforme come il numero chiuso e le Case di reinserimento sociale, altra nostra proposta già depositata, per chi ha meno di un anno di pena residua. Le proposte ci sono ma manca la volontà politica da parte della maggioranza e del governo”, conclude Magi.
Verini, ‘Nordio ascolti Mattarella e si muova subito’
“Il ministro Nordio dovrebbe ascoltare le parole del Presidente della Repubblica, sulla drammatica e insostenibile situazione delle carceri italiane, pronunciate poco fa davanti a rappresentanze della Polizia Penitenziaria”. Lo dice il senatore Walter Verini, segretario della commissione Giustizia e capogruppo Pd in commissione Antimafia.
“Ascoltarle, e intervenire immediatamente con provvedimenti straordinari di fronte ad una polveriera di disumanità, che esplode ogni giorno negli istituti italiani e che rischia di deflagrare ancora di più in questo periodo di caldo torrido. Un mix che acuisce ancora di più il sovraffollamento, la frequente mancanza d’acqua, le conduzioni spesso fatiscenti, la mancanza di attività sociali e rieducative. Con rischi quotidiani anche per le persone del Corpo di Polizia Penitenziaria”, aggiunge.
Avs, ‘Nordio dopo Parlamento ignorerà anche Mattarella?’
“Per il ministro Nordio il sovraffollamento nelle carceri non esiste, al punto che ha ignorato una sessione parlamentare dedicata al tema. In tre anni nessuna proposta, anche i suicidi in carcere sono ‘fisiologici’, ha sostenuto. Ora ci auguriamo che cambi strada e di fronte alle osservazione del presidente Mattarella proponga strategie di alleggerimento delle sofferenze dei detenuti”. Così il capogruppo di Avs nella commissione Giustizia della Camera, Devis Dori.
Delmastro, ‘sinistra non tiri Mattarella per la giacca, da governo centinaia milioni’
“Alla sinistra ricordo che è sempre buona norma non tirare per la giacca il Presidente della Repubblica, né attribuirgli interpretazioni improprie”. Lo dice all’Adnkronos il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, esponente di Fratelli d’Italia, replicando alle opposizioni dopo le parole del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha definito “drammatico” il numero di suicidi nelle carceri chiedendo di porre fine a una vera e propria “emergenza sociale”.
“Quando il Presidente, pur segnalando le condizioni di sovraffollamento nelle carceri, sottolinea la necessità di interventi di ristrutturazione per garantire anche spazi destinati alla socialità, sta esprimendo esattamente ciò che stiamo facendo: stiamo infatti mettendo in campo risorse per centinaia di milioni di euro”, rimarca Delmastro, sottolineando come il piano del governo punti “a recuperare circa 7.000 dei 10.000 posti detentivi attualmente mancanti. A questo – rivendica – si aggiungono risorse di altra natura, e confidiamo di poter raggiungere l’obiettivo”.
“È sempre buona norma non farsi interpreti del pensiero del Presidente. Noi raccogliamo le sue parole, così come il grido di dolore sul sovraffollamento carcerario”, conclude l’esponente di Fdi.
Cucchi (Avs), ‘giusto richiamo Mattarella su sovraffollamento, sono gironi infernali’
‘subito misure alternative e di clemenza’
“Le carceri italiane sono gironi infernali danteschi, dove si muore e si soffre. Luoghi al di fuori del diritto e della Costituzione. Il carcere non deve essere un luogo di abbandono, ma di recupero e le parole del presidente della Repubblica Mattarella sono più che mai un richiamo forte e autorevole alla realtà drammatica degli istituti di pena italiani. Richiamo che rischia di cadere nel vuoto perché il governo Meloni da questo orecchio proprio non ci sente, troppo impegnato a proporre leggi securitarie e di polizia, che le carceri le riempiono e non le svuotano”. Lo afferma la senatrice di Alleanza verdi e sinistra Ilaria Cucchi.
“Il sovraffollamento – aggiunge -, le condizioni strutturali degradate, il numero crescente e ormai quotidiano di suicidi sono la realtà degli istituti penitenziari italiani. Realtà negata dal ministro Nordio. Tutto questo non è più tollerabile in un Paese civile. Occorre cambiare rotta. Servono misure alternative al carcere e, in una situazione straordinaria come quella attuale, bisogna avere il coraggio di pensare a misure di clemenza. Provvedimenti capaci di alleggerire da subito la pressione sul sistema penitenziario”.
“Restituire umanità e legalità alle nostre carceri deve essere la priorità della politica. Non si tratta di buonismo, ma di civiltà e di rispetto della Costituzione”, conclude Cucchi.
psicologi, ‘bene Mattarella, non sono luoghi di disperazione’
Gulino (Cnop), ‘benessere psicologico, socialità e trattamento sono condizioni costituzionali, non sono diritti negoziabili’
“Le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sull’emergenza carceri ci richiamano a una responsabilità collettiva e urgente. Quando si parla di suicidi, sovraffollamento, assenza di spazi per la socialità e per la formazione, carenza di operatori sociosanitari e accesso difficoltoso alle cure – soprattutto per il benessere psicologico – non si parla solo di diritti negati, ma di una ferita aperta della nostra democrazia. Il disagio psichico è un elemento strutturale del sistema carcerario, che coinvolge tanto le persone detenute quanto gli agenti di polizia penitenziaria e tutti coloro che vi lavorano quotidianamente, esposti come sono a condizioni di stress emotivo e organizzativo. Il carcere non può essere un luogo di disperazione e abbandono: deve tornare a essere un luogo di cura, recupero, reinserimento. È un principio costituzionale, non è un’opzione”. Così in una nota Maria Antonietta Gulino, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi, commenta le dichiarazioni di Mattarella che, ricevendo al Quirinale una delegazione della Polizia penitenziaria, è intervenuto sul sovraffollamento carcerario definendolo “grave e insostenibile”.
Nordio, ‘grande attenzione a parole Mattarella, prevenzione suicidi è priorità’
Al lavoro contro sovraffollamento, da detenuti tossicodipendenti a strutture accoglienza a riforma carcerazione preventiva.
“Grande è l’attenzione per le parole del capo dello Stato, Sergio Mattarella, sulle criticità del sistema penitenziario. La prevenzione dei fenomeni di autolesionismo e dei suicidi è la priorità di questo governo per quanto riguarda la detenzione. Questi fenomeni traggono origine da molti fattori legati al disagio ed allo sconforto del carcerato”. Lo dichiara il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
“Il governo è già intervenuto e continuerà ad intervenire soprattutto per il sostegno psicologico, per il quale abbiamo già stanziato 3 milioni di euro annui a partire dal 2025 – continua – Altri 132 milioni sono stati destinati al lavoro dei detenuti al fine di agevolare il loro reinserimento sociale. Il personale addetto alla prevenzione e controllo è stato aumentato di quasi 4.000 unità”.
“Per ridurre il sovraffollamento carcerario il Governo è impegnato in tre direzioni: una detenzione differenziata per i tossicodipendenti; l’espiazione della pena per gli stranieri presso i Paesi di origine; strutture di accoglienza per i detenuti che hanno i requisiti per l’accesso alle misure alternative alla detenzione ma sono privi delle condizioni socioeconomiche; e soprattutto la riforma della custodia preventiva per i reati non di criminalità organizzata – conclude Nordio – Infatti, più del 20% dei detenuti è in attesa di giudizio, ed una buona parte di loro alla fine viene assolta. Infine, l’attività del commissario straordinario per l’edilizia carceraria consentirà entro breve tempo un efficace ampliamento delle strutture detentive”.
Greco (Cnf), ‘parole di Mattarella non restino inascoltate’
“Le parole del presidente della Repubblica sull’emergenza suicidi in carcere non possono restare inascoltate. Il sistema penitenziario italiano è al collasso: sovraffollamento, condizioni disumane, logiche carcerocentriche e una rieducazione solo teorica evidenziano da tempo criticità strutturali irrisolte”. Lo dichiara Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense (Cnf), che aggiunge: “Occorre una riforma strutturale, non risposte parziali”.
“Serve ampliare le misure alternative, valorizzare la messa alla prova, il ruolo del terzo settore, il lavoro retribuito dentro e fuori il carcere – continua – In particolare, per le donne detenute, si dovrebbe guardare con maggiore convinzione alle esperienze internazionali di probation e giustizia riparativa: sostenere il reinserimento delle madri significa proteggere i figli e prevenire la recidiva. Il decreto Sicurezza ha introdotto misure sull’occupazione esterna, ma il lavoro intramurario resta un nodo irrisolto”.
“Occorre tornare allo spirito dell’articolo 27 della Costituzione – prosegue Greco – rendendo effettiva la funzione rieducativa della pena. La carcerazione preventiva deve essere l’estrema ratio, e la liberazione anticipata non può essere svuotata di significato restringendo le garanzie difensive. Umanizzare la pena, difendere le garanzie, ricostruire il senso della giustizia: è questa la strada obbligata per una democrazia matura. La pena non può ridursi a sofferenza, né il carcere a vendetta sociale. La nostra Costituzione impone una pena che educhi, non che annienti”.