Donne al limite tra caldo e carico mentale. Intervista alla coach Alessandra Bitelli

Operative anche sotto il sole, a casa o in vacanza, per moltissime donne la pausa estiva è solo una leggenda, dimostrata anche dal fatto che il 64% si sente più affaticata d’estate che nei mesi lavorativi.

Il mese di Luglio dovrebbe essere un tempo di pausa, ma si trasforma spesso in una versione più sudata e meno supportata della solita routine. Le scuole sono chiuse, il lavoro corre lo stesso, e chi regge tutto è sempre lei, la madre, la compagna, la figlia, la professionista. Il carico non cala, si riscalda. Stesse dinamiche, più caldo e meno aiuti.  Ne facciamo chiarezza con Alessandra Bitelli, coach, pedagogista e autrice de “Il primo romanzo utile del coaching” che ci fornisce preziosi suggerimenti.

Noi donne siamo davvero “multitasking” anche a Luglio?

Siamo cresciute con l’idea che saper fare tutto insieme fosse un punto di forza ma più che multitasking siamo diventate specialiste nel resistere. Solo che la resistenza cronica logora. Luglio ci invita a fermarci, ma spesso lo si fa solo a parole. E se non cambiamo sguardo rischiamo di vivere la vacanza come un’ennesima prestazione da gestire. Ho dedicato un capitolo del mio libro per spiegare questo meccanismo di dover tenere insieme tutto, sempre, senza cedere un millimetro. Una convinzione radicata che genera frustrazione, senso di colpa e stanchezza silenziosa. Il suggerimento è netto ed è nella direzione di sostituire l’urgenza con la priorità, scegliendo dove stare, e soprattutto con chi.

Una vera vacanza come deve essere?

Una vera vacanza non si misura in chilometri percorsi ma in pensieri che smetti di rincorrere. Se non ci concediamo uno spazio mentale senza doveri, cambiamo paesaggio ma restiamo prigioniere. Il luogo è solo il contenitore. La libertà vera comincia da dentro.

Il mito del multitasking è finito?

Il vero antidoto al multitasking non è la lista delle priorità, è il coraggio di lasciare indietro qualcosa. Fermarsi davvero significa riconoscere che non siamo al servizio dell’efficienza,

ma della nostra energia. Il primo passo? Non un’aggiunta, ma una rinuncia: scegliere una cosa sola, ogni giorno, da non fare. Perché a volte il vero potere sta nel sottrarre. E come dice il mio fisioterapista, il riposo fa parte dell’esercizio!

Qualche consiglio per affrontare la quotidianità a luglio?

Cinque stop. Sono piccoli segnali quotidiani, a volte trascurabili che rivelano un carico mentale più grande di quanto sembri. Eccoli:

  1. Non fare il programma per tutti.

Il tempo libero non ha bisogno di un’agenda. Lascia spazio all’improvvisazione, anche se i primi 10 minuti sembrano caos.

  • Non dire “faccio io” anche quando non serve.

A volte lo dici per anticipare la fatica di spiegare. Ma spiegare è educare. Lascia che anche gli altri imparino.

  • Non controllare le mail di lavoro con il costume bagnato.

Se ti sei concessa una pausa, rispettala. Se non puoi, almeno non fingere di essere in vacanza: la finzione stanca più della realtà.

  • Impara a dire di no

Se non ce la fai, non ce la fai. Impara a dire no senza aggiungere giustificazioni. Anche il caldo può essere un confine.

  • Non pensare che un momento per te sia tempo rubato

Non è così. Se non ti ricarichi, ti svuoti. E poi non resti per nessuno, nemmeno per te.