Scatta il fermo per l’assegno di inclusione (ADI) per circa 500.000 famiglie italiane nel mese di luglio

Il governo pronto a nuove misure per evitare l'impatto dell'aumento dei prezzi di elettricità e gas




Una pausa inaspettata che precede l’introduzione della nuova misura di sostegno al reddito, il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL). Questo è destinato a sostituire definitivamente l’ADI a partire da ottobre.

Questa interruzione temporanea del sussidio, stimata in un costo di 250 milioni di euro per le casse dello Stato, lascia molte famiglie nell’incertezza per il prossimo mese.


L’Assegno di Inclusione, introdotto in sostituzione del Reddito di Cittadinanza, ha rappresentato un sostegno economico cruciale per milioni di nuclei familiari in condizione di fragilità. Tuttavia, la sua erogazione verrà sospesa a luglio per tutti quei beneficiari che non rientrano nei criteri di continuità previsti dalla nuova normativa. Anche per coloro che sono in fase di transizione verso il SFL.


La logica dietro questa sospensione di un mese non è ancora del tutto chiara. Tuttavia, sembra legata ai tempi tecnici necessari per la riorganizzazione del sistema di erogazione e per l’implementazione delle nuove procedure che accompagneranno il SFL.


Quest’ultimo, infatti, sarà strettamente legato a percorsi di formazione e di reinserimento lavorativo, con un importo massimo di 500 euro al mese per i singoli beneficiari o, in alcuni casi, per nucleo familiare.


Le 500.000 famiglie interessate dalla sospensione si troveranno, quindi, a dover far fronte alle spese di luglio senza l’abituale supporto economico. Si tratta di un periodo di transizione delicato, che richiede una chiara comunicazione da parte delle istituzioni per evitare disagi e incomprensioni. La ripresa dell’erogazione del sostegno è prevista per ottobre, seppure sotto una nuova veste. I criteri saranno, probabilmente, più stringenti.


La decisione ha già scatenato reazioni nel mondo politico e tra le associazioni di categoria. Le opposizioni criticano la gestione della transizione e il rischio di lasciare nell’incertezza le famiglie più vulnerabili.


Si chiede maggiore chiarezza sui tempi e sulle modalità di riattivazione del supporto, per garantire che nessuno venga lasciato indietro in questa fase di passaggio.
Il governo, da parte sua, difende la riforma. Esso sottolinea la necessità di superare un sistema ritenuto troppo assistenzialista. Si preferiscono misure che incentivino attivamente l’occupazione e la formazione.


L’obiettivo dichiarato è quello di spendere in modo più efficiente i 250 milioni di euro stanziati, indirizzandoli verso percorsi di reale inclusione sociale e lavorativa.


Sarà fondamentale monitorare l’impatto di questa sospensione e la successiva implementazione del Supporto per la Formazione e il Lavoro. Questo è importante per valutarne l’efficacia e la capacità di rispondere alle esigenze delle famiglie italiane in difficoltà.