Con una prosa intensa, decisa e senza nessun freno inibitorio, Salvatore Falzone pubblica per 66thad2nd un romanzo contemporaneo che riflette sui rapporti di coppia in un mondo fatto di ruoli e di etichette. Brutale è un vero pugno nello stomaco e, nonostante non sia un libro esente da difetti, fa discutere proprio perché racconta il mondo in cui viviamo.
Al giorno d’oggi non è facile trovare un romanzo che abbia la capacità di raccontare le sfumature dell’animo umano senza falsi perbenismi. C’è chi ci prova e chi fallisce. Quello che è stato scritto da Salvatore Falzone, alla sua seconda prova da scrittore, è un libro stratificato e di non facile comprensione. Con il titolo “Brutale” – mai così inequivocabile -, l’autore si spinge nel tratteggiare un racconto oscuro senza vinti né vincitori, dove spuntano due personaggi poco definiti ma pieni di contraddizioni che si muovano in un ambiente contemporaneo senza mai scendere a patti con loro stessi.
Il libro è diventato un piccolo fenomeno della rete e si è imposto nel mese del Pride proprio per la sua storia che si è spinta nel fotografare l’ambiente LGBT di oggi, esplorando i rapporti sessuali, i kink, i traumi subiti dal bullismo, il coming out e l’omofobia interiorizzata. Il tutto servito con un linguaggio schietto e fin troppo sincero. Brutale, nella sua interezza, funziona come manifesto moderno del mondo in cui viviamo ma pecca in una prosa sbilenca e in un finale che vira verso il pulp, senza mai implodere fino in fondo.
Brutale, di cosa parla il romanzo
Giulio è un grafico freelance, vive a Vigevano in un appartamento di pregio dono del padre. È fidanzato con Fabio, un ragazzo gentile e rispettoso che tradisce ripetutamente con degli sconosciuti incontrati tramite le app d’incontri. Paolo, che ha lasciato la scuola a sedici anni e ora lavora come aiuto pizzaiolo, convive con Martina nel garage dei genitori convertito in bilocale, ma spera di poter un giorno permettersi di meglio. A letto tra loro due le cose non funzionano da tempo. Se Giulio desidera consapevolmente di essere sottomesso, Paolo capisce che lo eccita dominare gli altri solo quando, per guadagnare qualche soldo extra, apre un account su OnlyFans e, con il viso celato dietro un passamontagna, gira una scena di sesso insieme a un altro ragazzo.
Quel video, che Giulio guarda con una fame spasmodica, riapre uno squarcio nelle vite dei due giovani. Giulio e Paolo, infatti, non sono estranei: hanno frequentato lo stesso liceo e una mattina, nei bagni della scuola, tra loro è successo qualcosa di inconfessabile con cui ora sono chiamati a fare i conti. In questo romanzo potente e ribelle, Salvatore Falzone rappresenta personalità determinate a venire alla luce nonostante la forza delle menzogne, mostrandoci come il sesso, a volte, sia la chiave per rivelare a noi stessi chi siamo davvero.

Brutale non è un romanzo sull’amore
C’è da dire che, pur trattandosi di un libro in cui si parla di amore e di sentimenti, Brutale non ha nessuna caratteristica di un libro romance. Sfugge da genere per cercare di raccontare tutta la sfera dei sentimenti e de-costruisce tutti i suoi cliché. Il racconto di Giulio e Paolo non ha nulla di romantico: il primo vive nel ricordo di una violenza subita da ragazzino, il secondo si nasconde da tutti e persino da se stesso. Per puro caso, i loro destini si intrecciano da adulti ma non è facile trovare un compromesso, non è facile trovare per Giulio di dimenticare il trauma e per Paolo di abbracciare la sua vera sessualità.
Sullo sfondo resta la città di Vigevano, bella come una cartolina, e sullo sfondo resta il mondo dei social, delle relazioni intra-personali, di corpi che si afferrano e che si perdono in quel caos che è la vita stessa. Brutale è convincente perché esplora aspetti inediti del mondo LGBT, ma quella prosa così cruda non è convincente fino in fondo. E, più di tutto, i due protagonisti, si rivelano l’uno all’altro proprio a poche pagine dal finale e proprio quando la storia era arrivata al suo punto di svolta.
Brutale, un romanzo incompleto?
L’autore sceglie un finale aperto che non aggiunge e non toglie nulla alla storia sviluppata fino a quel momento. Giulio e Paolo sfuggono da una situazione compromettente ma cosa resta del loro amore inespresso? Cosa resta di quel patto non negoziabile che c’era tra i due? Su una metro affollata di Milano, prendono a schiaffi la vita e loro stessi, senza una meta, fagocitati da un’esistenza che chiede sempre di più.
