eBay Italia e Serenis insieme per sostenere la comunità LGBTQIA+. Intervista alla Dottoressa Martina Migliore

eBay Italia e Serenis hanno lanciato una iniziativa molto interessante per promuovere la diversità, l’equità e l’inclusione della comunità LGBTQIA+.

Hanno donano 100 pacchetti di sedute di terapia al MIT – Movimento Identità Trans, da destinare alle persone supportate dalla loro rete associativa. Ogni pacchetto include un primo colloquio gratuito, già previsto da Serenis per chi avvia un nuovo percorso terapeutico, e due sedute aggiuntive offerte in partnership da eBay e Serenis.

Questa iniziativa mira a promuovere il benessere psicologico e una cultura in grado di valorizzare la diversità. È importante focalizzare l’attenzione su questi obiettivi che inevitabilmente consentono la creazione di spazi di lavoro e sociali più inclusivi e solidali. Accogliere e sostenere le differenze contribuisce a generare una società più equa e un dialogo costruttivo, in cui ciascuno può esprimere liberamente la propria identità.

Nonostante i passi avanti fatti nel corso degli anni, purtroppo le persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ sperimentano nella loro quotidianità diversi fattori di stress, inclusi discriminazioni, pregiudizi e marginalizzazioni, che possono influire sul loro benessere psicologico. Sull’argomento ne facciamo chiarezza con la Dottoressa Martina Migliore, psicoterapeuta e Direttrice della Formazione e dello Sviluppo in Serenis in questa intervista.

 Quali sono le principali sfide a livello psicologico che la comunità LGBTQIA+ si ritrova ancora ad affrontare nel 2025?

«Nel 2025, nonostante alcuni importanti progressi sul piano dei diritti e della visibilità, la comunità LGBTQIA+ continua ad affrontare sfide psicologiche significative. Il diritto di sentirsi accoltə  riconosciutə  e al sicuro è spesso ostacolato da discriminazioni, micro-aggressioni e omolesbobitransfobia, sia esplicita che interiorizzata. Il senso di isolamento, la fatica di dover spiegare o giustificare la propria identità in contesti diversi, e il timore del rifiuto – in famiglia, nel lavoro o nei servizi sanitari – sono ancora esperienze comuni. Tutto ciò può generare stress cronico e sofferenza emotiva.»

 Quanto i pregiudizi e gli stigma che sono ancora diffusi nei confronti della comunità LGBTQIA+ minacciano l’autostima?

«In modo profondo e persistente. I pregiudizi sociali e culturali possono essere interiorizzati e tradursi in una percezione negativa di sé. Quando l’identità di una persona viene messa in discussione o derisa, soprattutto in età evolutiva, si creano delle ferite psicologiche che possono durare a lungo. L’autostima si forma nel confronto con gli altri, e se il messaggio che si riceve è che “c’è qualcosa di sbagliato in te”, questo può compromettere la fiducia personale, la sicurezza nelle relazioni e il benessere generale, creando un ambiente psicologico non sicuro per l’espressione di sé in ogni contesto del quotidiano.»

Uno studio recente ha fatto emergere che la prevalenza della depressione è maggiore nelle persone LGBTQIA+ (di circa il 32,2%). Cosa genera questo tipo di sentimenti?

«La depressione in ambito LGBTQIA+ non nasce dall’identità, ma dal modo in cui la società reagisce a quella identità. Discriminazioni, rifiuto familiare, mancanza di supporto e invisibilizzazione sono fattori che aumentano drasticamente il rischio di depressione: il messaggio “ciò che sei è contro natura” attiva implicitamente una spinta all’accettazione che passa per un annullamento di sè. In un contesto psicologico simile, la fatica di dover costantemente difendere il proprio diritto ad esistere con dignità è già un passo da conquistare, perché ci si percepisce come sbagliatə  e non accettatə . Senza un sostegno adeguato e spazi sicuri, è facile sviluppare sentimenti di tristezza, solitudine e impotenza, i quali favoriscono pensieri di tipo depressivo.»

Cosa potrebbe incentivare il benessere psicologico della comunità?

«Il benessere psicologico si costruisce su più livelli. Servono politiche realmente accoglienti, un’educazione affettiva e sessuale nelle scuole che tenga conto dell’unicità di ogni persona, e rappresentazioni positive nei media; a monte di tutto questo è necessario promuovere l’accesso a professionistə della salute mentale preparatə e competentə  sulle tematiche LGBTQIA+, che per primə  non vedano come “sbagliata o da curare” quella che è un’espressione del tutto naturale dell’essere umano. Anche la creazione di reti di supporto tra pari e il riconoscimento delle famiglie queer giocano un ruolo fondamentale. Più una persona sente che la propria identità è legittima e rispettata, più sarà libera di esprimersi e stare bene.»

In quali casi è importante chiedere aiuto a un  professionista?

«Quando il disagio comincia a interferire con la vita quotidiana, è importante chiedere aiuto. Ma non solo: è utile anche quando si sente il bisogno di maggiore chiarezza su di sé, di sostegno nell’affrontare momenti delicati come il coming out o l’affermazione del proprio genere, o semplicemente per esplorare la propria identità in un contesto protetto. Non serve aspettare che la sofferenza diventi ingestibile: la psicoterapia, se scelta liberamente, è uno strumento di conoscenza e cura, non solo una risposta all’emergenza.»

Secondo lei, come famigliari e amici possono contribuire al benessere psicologico della comunità LGBTQIA+?

«Essere accoglienti, presenti e disposti ad ascoltare senza pregiudizi è il gesto più potente che si possa fare. Non si tratta di accettare ad ogni costo qualcosa che si considera sbagliato, ma cercare aiuto, validare le emozioni, usare un linguaggio rispettoso, informarsi e correggersi se necessario sono azioni concrete che rafforzano la fiducia e l’autostima. I legami affettivi – se sani – sono una protezione fortissima contro lo stigma e la solitudine. La presenza autentica di familiari e amici può rappresentare una risorsa psicologica fondamentale, soprattutto nei momenti più vulnerabili.»

 Qual è l’impegno di Serenis nel supportare la comunità LGBTQIA+?

«In Serenis ci impegniamo ogni giorno per costruire uno spazio terapeutico realmente accogliente. Formiamo i nostri terapeuti su identità di genere, orientamenti sessuali e relazionali, affinché nessuna persona debba “spiegarsi” o sentirsi giudicata durante un percorso di supporto. Promuoviamo contenuti informativi per combattere i pregiudizi, e collaboriamo con realtà come eBay per facilitare l’accesso alla salute mentale. Il nostro obiettivo è che ogni persona possa sentirsi legittimata, compresa e libera di essere sé stessa.»