La tensione commerciale tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti si fa palpabile. Ciò avviene con l’emergere di una potenziale lista di contromisure tariffarie da parte di Bruxelles, il cui valore stimato si aggira intorno ai 72 miliardi di euro. L’implementazione del Controdazi potrebbe aggravare ulteriormente questa situazione.
Tra i prodotti simbolo colpiti, secondo le prime indiscrezioni, figurerebbero il rinomato bourbon americano e gli aerei della Boeing. Questi sono due pilastri dell’export statunitense.
La lista, che circola tra le cancellerie europee, rappresenta la risposta dell’UE. Questa si basa su quelle che vengono percepite come pratiche commerciali sleali o sovvenzioni ritenute illegali da parte degli Stati Uniti, in un contesto di accese dispute che da tempo caratterizzano i rapporti economici transatlantici.
Fonti interne a Bruxelles, tuttavia, avvertono che il documento è tutt’altro che definitivo. “Dopo l’esame dei Paesi membri cambierà ancora,” hanno dichiarato. Ciò lascia intendere che la trattativa interna è ancora in corso e che la versione finale potrebbe subire significative modifiche.
L’inclusione di prodotti iconici come il bourbon, apprezzato in tutta Europa, e degli aeromobili Boeing, un colosso dell’industria aeronautica, è un segnale forte. Indica le intenzioni dell’UE di esercitare pressione sui settori chiave dell’economia americana. Tuttavia, l’impatto di tali misure potrebbe essere a doppio taglio, potenzialmente danneggiando anche le aziende e i consumatori europei che dipendono da tali importazioni.
La situazione si inserisce in un quadro geopolitico complesso. Le relazioni tra le potenze globali sono in continua evoluzione. Mentre il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, vincitore delle elezioni presidenziali del 2024, prosegue la sua politica “America First”, l’Unione Europea cerca di difendere i propri interessi commerciali e la sovranità economica.
L’esame della lista da parte dei 27 Stati membri dell’UE sarà un passaggio cruciale. Ogni Paese potrà presentare le proprie osservazioni e richiedere modifiche in base ai propri interessi economici e settoriali. Questo processo di negoziazione interna è fondamentale per raggiungere un consenso e presentare un fronte unito.
La posta in gioco è alta. Una guerra commerciale su larga scala potrebbe avere ripercussioni negative sull’economia globale. Questa è già provata da altre sfide. La speranza è che la minaccia dei dazi possa servire come leva per riaprire un dialogo costruttivo. Serve trovare soluzioni negoziate che evitino un’escalation che nessuno, in ultima analisi, desidera.
