Fondazione Einaudi propone il ritorno dell’immunità parlamentare: presentata stamane in Cassazione



Un dibattito antico ma sempre attuale torna a infiammare la scena politica e giuridica italiana: quello sull’immunità parlamentare.

La Fondazione Luigi Einaudi ha infatti presentato questa mattina in Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare volta a reintrodurre, o quantomeno a ridefinire, lo scudo protettivo per i membri del Parlamento.


La notizia ha immediatamente generato un’ampia discussione, polarizzando le opinioni tra chi vede nell’immunità un baluardo a garanzia della piena libertà d’azione e indipendenza dei legislatori, e chi la considera un privilegio anacronistico e un potenziale ostacolo alla giustizia.


La proposta della Fondazione Einaudi, un think tank di ispirazione liberale, nasce dalla convinzione che l’indebolimento o la quasi totale abolizione dell’immunità parlamentare, così come concepita originariamente dalla Costituzione, abbia esposto eccessivamente i parlamentari a pressioni esterne e a strumentalizzazioni, compromettendo la serenità e l’efficacia del loro mandato.


Secondo i promotori, un ritorno a forme più robuste di immunità garantirebbe ai rappresentanti eletti di svolgere le proprie funzioni senza il timore di azioni giudiziarie pretestuose o di indagini che possano rallentare o paralizzare l’attività legislativa.


Il sistema attuale, che prevede sostanzialmente l’immunità solo per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle funzioni, lasciando i parlamentari soggetti a procedimenti giudiziari per altre fattispecie, è da tempo oggetto di critiche.


I sostenitori della proposta Einaudi argomentano che la paura di indagini o arresti, anche se poi archiviati o conclusi con proscioglimenti, possa influenzare negativamente le scelte politiche, portando a un fenomeno di “difensivismo” e di cautela eccessiva.
Naturalmente, le reazioni non si sono fatte attendere.


Numerosi esponenti politici e opinionisti hanno espresso contrarietà alla proposta, vedendo in essa un passo indietro rispetto ai principi di uguaglianza di fronte alla legge e di trasparenza. Si teme che la reintroduzione di ampie immunità possa favorire fenomeni di impunità e allontanare ulteriormente la politica dai cittadini.


La presentazione in Cassazione rappresenta il primo passo formale per avviare l’iter di una proposta di legge di iniziativa popolare, che richiederà ora la raccolta di un numero significativo di firme per essere poi discussa in Parlamento.


Il dibattito sull’immunità parlamentare è destinato a infiammarsi nei prossimi mesi, mettendo a confronto diverse visioni sulla democrazia, la rappresentanza e il rapporto tra potere politico e potere giudiziario in Italia.