Il Financial Times dichiara guerra alla Russia: retroscena esplosivo sulla telefonata Trump-Zelensky
Nella telefonata intercorsa lo scorso 4 luglio, Donald Trump avrebbe chiesto a Volodymyr Zelensky se l’Ucraina fosse in grado di colpire Mosca e San Pietroburgo. Lo riporta il Financial Times, citando fonti vicine al colloquio.
Una domanda che, più che una provocazione, assomiglia a una strategia calcolata. L’obiettivo, secondo il quotidiano britannico, sarebbe quello di infliggere “dolore” alla Russia per forzarla al tavolo negoziale. Ma il tono, il momento e il contenuto dell’interazione fanno pensare a un cambio netto nella postura dell’ex presidente americano.
“Volodymyr, potete colpire Mosca?”
“Potete colpire anche San Pietroburgo?”, avrebbe domandato Trump.
“Certamente, possiamo farlo se ci date le armi”, la risposta, altrettanto netta, del presidente ucraino.
Il retroscena, se confermato, segnerebbe un’inversione a U rispetto alla narrativa elettorale del tycoon, che aveva promesso una “pace in 50 giorni” e la fine del coinvolgimento statunitense nei conflitti esteri.
La Casa Bianca: “Era solo una domanda”
Immediata la smentita della portavoce Karoline Leavitt:
“Trump non stava incoraggiando ulteriori uccisioni. Ha solo posto una domanda.”
L’amministrazione ha accusato il Financial Times di aver travisato l’intenzione del presidente, che resterebbe quella di “porre fine alla guerra e fermare le morti”.
Già la seconda volta: il dibattito su un attacco diretto alla Russia è aperto
Non è la prima volta che il mondo assiste alla normalizzazione dell’idea di colpire direttamente la Russia. Già il 29 maggio 2025 il sito internazionale Last News aveva pubblicato un articolo dal titolo eloquente: Can German Taurus Missiles Reach the Kremlin? Check the map.
In quell’occasione, una mappa mostrava chiaramente come i missili da crociera tedeschi Taurus KEPD 350, se lanciati dall’Ucraina nordorientale, potessero colpire obiettivi strategici nel cuore della Russia, incluso il Cremlino.
Ecco la mappa: quanto può spingersi il Taurus?
Legenda della mappa:
- ● Punti rossi: potenziali basi di lancio ucraine per missili Taurus
- ◯ Cerchi blu: raggio operativo stimato (500 km)
- ⚑ Bandiere nere: obiettivi strategici russi ad alta priorità
Trump, i Tomahawk e il piano “shock & awe”
Secondo il Washington Post, Trump starebbe anche valutando l’invio di missili da crociera Tomahawk a Kiev. Gli stessi già utilizzati in Iran, capaci di colpire obiettivi profondi in territorio russo. Al momento, l’opzione sarebbe esclusa dal pacchetto attuale, ma non definitivamente accantonata.
Una partita geopolitica che rischia l’incendio
Dopo le minacce, le promesse e i tweet, il linguaggio si fa operativo. Missili, distanze, obiettivi: la guerra si sposta sulla mappa. E stavolta, il bersaglio non è più un deposito logistico, ma la capitale di una potenza nucleare.
Un missile, un errore, e ci ritroviamo nel 1945. Solo che questa volta non c’è Truman.
