In Italia e in streaming su MUBI è in arrivo Queer, il (contestatissimo) film di Luca Guadagnino

A più di un anno dal bagno di folla al Festival del cinema di Venezia e dopo la brevissima permanenza nelle sale, Queer arriva nel mercato dell’home video. Dal primo agosto, a sorpresa, è la piattaforma streaming di MUBI (che sponsorizza il cinema indipendente) che porta nel nostro paese il film di Luca Guadagnino. Nel cast c’è Daniel Craig in un ruolo del tutto inedito per il celebre (e oramai ex) 007.

In Italia come all’estero, il “genio” di Luca Guadagnino è conosciuto da tutti. Il regista, nel corso degli ultimi anni, si è imposto come uno dei narratori più intesi della nostra modernità. Solo qualche giorno fa abbiamo aperto una parentesi di After the Sun, il suo ultimo lavoro, che verrà presentato ad agosto durante l’edizione numero 82 del Festival del cinema di Venezia, ma è giusto parlare anche del suo precedente lungometraggio che, più di tutti, ha segnato un vero punto di svolta nella carriera di Guadagnino. Stiamo parlando di Queer che dal prossimo primo agosto sarà disponibile sulla piattaforma di MUBI, adibita a promuovere la bellezza del cinema indipendente (che trova sempre meno spazio nei cinema).

Un’occasione per (ri)vedere uno tra i film più complessi e stratificati del regista e che, a distanza di un anno, continua a far discutere. Liberamente ispirato all’omonimo romanzo-scandalo di William S. Burroughs, Queer vede nel cast l’iconico Daniel Craig in un ruolo del tutto inedito e che prende le distanze dal personaggio che ha interpretato nei film di 007. Un lungometraggio che va capito e compreso, e che non è esente da difetti ma che conferma lo stesso le gradi doti di un regista unico nel suo genere. 

Queer, di cosa parla il film?

Queer è ambientato a Città del Messico negli anni 40, dove l’americano Lee (Daniel Craig) ha trovato rifugio dopo essere scappato da New Orleans per evitare un arresto per droga. Nella capitale messicana, Lee passa il suo tempo frequentando i bar della città pieni di studenti universitari americani espatriati, soldati congedati e altri personaggi ai margini della società che vivono di sussidi. S’infatua di un militare della Marina americana in congedo, Allerton (Drew Starkey), un tossicodipendente, che, sebbene indifferente alle sue avances, alla fine cede, ma solo quanto basta per rendere i desideri sessuali di Lee ancora più un’ossessione. Insieme, intraprendono un viaggio in Sud America alla ricerca di una droga nota come “Yage”, che secondo Lee lo renderà un sensitivo.

Adattamento da molti giudicato impossibile di un libro controverso di William Burroughs, Queer è una storia di passione erotica giocosa giunta nel momento giusto per sedare la malinconia di un quarantenne americano pieno di ferite mentre vive nel Messico degli anni ’40. Daniel Craig dimostra le sue grandi qualità, colpisce per una forma curata ma non polverosa del suo personaggio e piace per quella ricostruzione onirica e sognante di un desiderio che si spinge verso territori inesplorati.

Queer e il romanzo di Burroughs

Al centro del successo del libro che ha ispirato il film c’è una storia molto particolare. È un romanzo conturbante e disturbante, stratificato e sfuggente, la cui digestione da parte del lettore (e si immagina quindi anche da parte dello spettatore) richiede non poco tempo, non poco sforzo. Come spesso accade con Burroughs, la letteratura si fa impresa titanica, sprezzo del pericolo, sfida ai propri limiti. Queer è il secondo romanzo di Burroughs, scritto tra il 1951 e il 1953 ma pubblicato – per evidenti motivi di oscenità e quindi di censura – solo nel 1985. Si tratta in qualche modo della continuazione della sua opera d’esordio, Junky (in italiano La scimmia sulla spalla), tanto che il protagonista è il medesimo, William Lee, specie di alter ego semiautobiografico dell’autore.

L’autore ebbe grande difficoltà a scrivere il racconto di un momento difficile della sua vita, al punto che terminata la redazione non riusciva neppure a rileggerlo, per questo motivo l’uscita in libreria fu rimandata a oltre vent’anni dopo, quando gli eventi alla base della storia sembravano metabolizzati. Il titolo italiano del romanzo, edito da Adelphi, in un primo tempo è stato Checca, poi modificato in Diverso, quindi nel 2013 la scelta migliore di lasciare l’originale. La storia d’amore omosessuale va di pari passo con il viaggio in Ecuador alla ricerca dello yage, arbusto dal quale si credeva di poter estrarre una sostanza capace di conferire poteri telepatici. Finale onirico e psichedelico, con un epilogo che racconta il disfacimento di un uomo in crisi. “Il libro è motivato e plasmato da un evento che non viene mai menzionato, che è anzi evitato con cura: l’uccisione accidentale di mia moglie Joan con un colpo di pistola avvenuta nel settembre del 1951”, scrive Burroughs nella illuminante introduzione all’edizione del 1985.