Tel Aviv si mobilita per la pace: migliaia in piazza per Gaza e gli ostaggi



Migliaia di israeliani si sono radunati questa sera nella cosiddetta Piazza degli Ostaggi di Tel Aviv, in una manifestazione che ha unito voci civili e familiari dei prigionieri detenuti da Hamas nella Striscia di Gaza. Il messaggio è stato chiaro e potente: basta guerra, serve un accordo globale per riportare a casa gli ostaggi e fermare le ostilità.





Il corteo, che si ripete ogni sabato, ha visto sventolare un enorme striscione con la scritta: “Tutti gli ostaggi, riportateli a casa subito”. Tra i partecipanti, Lishay Miran-Lavi, moglie di Omri Miran, ancora prigioniero a Gaza, ha dichiarato:
“L’unica cosa che può fermare la discesa nell’abisso è un accordo completo e globale che ponga fine alla guerra e riporti a casa tutti gli ostaggi e i soldati”.

La sua richiesta si è rivolta direttamente al presidente Donald Trump, atteso lunedì alla Casa Bianca per un incontro con il premier israeliano Benjamin Netanyahu:
“Usate la vostra influenza su Netanyahu. Prolungare questa guerra non fa che mettere Omri e gli altri ostaggi in pericolo ancora maggiore”.

Familiari contro Netanyahu: “Discorsi vuoti all’Onu”

Il malcontento verso la leadership israeliana è stato palpabile. Il fratello di un altro ostaggio ha definito “vuoto” il discorso di Netanyahu all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, accusandolo di aver contribuito alla tragedia del 7 ottobre. Le famiglie chiedono azioni concrete, non retorica diplomatica.

Un contesto sempre più teso

La manifestazione arriva in un momento critico: l’offensiva israeliana su Gaza continua, con decine di vittime civili e un crescente rischio per gli ostaggi. Le pressioni internazionali si intensificano, mentre l’opinione pubblica israeliana sembra sempre più divisa tra sicurezza e diplomazia.