Don Luca, il Prete della Carità: Una vita dedicata all’apostolato

Articolo di Federico Ferrara


(Con il contributo e le preziose testimonianze di Don Francesco Amatruda, decano della Curia di Amalfi, anni 97).

La celebrazione dell’Anno Santo in corso ci riporta alla memoria il lontano 1925, anno cruciale in cui il giovane Luca, dopo il pellegrinaggio a Roma e la visita delle Sette Chiese, decise di accogliere la chiamata del Signore. Guidato e finanziato dal suo padrino sacerdote, intraprese gli studi teologici presso i Gesuiti a Posillipo. In seguito, fu ordinato sacerdote a Nocera il 21 dicembre 1929.

La missione di Don Luca si concretizzò a Cesarano, una parrocchia isolata tra i boschi. Era raggiungibile solo tramite una faticosa pedonale di diversi chilometri. La comunità era in una situazione delicata, rimasta senza guida spirituale dopo la morte del Parroco Can. d. Alfonso Di Salvio nel 1931. Fu così che un gruppo di uomini influenti di Cesarano, sentendo parlare di Don Luca, si recò a Corbara per chiedergli di diventare il loro nuovo pastore.

Don Luca accettò volentieri l’incarico e, dopo non poche fatiche da parte della popolazione presso il Vescovo, divenne Parroco di Cesarano nell’agosto del 1932.
“Mai decisione fu più saggia”.

Fin da subito, tra Don Luca e i Cesaranesi si stabilì un rapporto meraviglioso di fedeltà e collaborazione.
La Carità come Unica Regola di Vita
L’unico strumento a disposizione di Don Luca per insegnare il Vangelo era la CARITÀ. La massima delle Tre Virtù Teologali fu il faro che guidò la sua intera missione. A Cesarano, dove la vita era semplice, faticosa e basata sul lavoro in montagna (pastori, cestai, contadini), Don Luca si dedicò con instancabile dedizione all’apostolato continuo.

La sua vita fu l’incarnazione della perfetta imitatio Christi:
Insegnava il Catechismo di Pio X in modo semplice. Faceva ripetere le risposte tutti insieme prima del Santo Rosario, e singolarmente dopo la Benedizione Eucaristica. Così permetteva di acquisire le minime nozioni anche a chi aveva poco tempo.

La sua casa, la canonica, era sempre a disposizione di chiunque avesse bisogno. Scriveva o leggeva le lettere dei mariti al fronte e addirittura ospitava maestri, ingegneri e chiunque fosse nel bisogno. Il suo eroismo lo portò a cedere il proprio letto ad anziani e senza fissa dimora, tanto che alcuni morirono perfino nella canonica.

La sua giornata iniziava spesso all’alba con la Santa Messa. Seguiva la recita del breviario e dalla meditazione del Vangelo. Il pomeriggio era dedicato alla visita degli ammalati, e la sera si concludeva con il Santo Rosario, l’insegnamento del catechismo e la Benedizione Eucaristica. Tutta la sua vita era vissuta sotto il “pondus diei et aestus”.

Ogni giorno a tavola compiva un fioretto, come astenersi dal vino, dal secondo, o persino dal mangiare completamente.

Don Luca nacque a Corbara il 1° ottobre 1900 e rimase Parroco di Cesarano per 54 anni. Dal 1° agosto 1932 fino al 1986, anno in cui si ritirò a vita privata, tornando nella sua amata Corbara.

Tra i suoi fedeli, il giovane Don Francesco, prima come chierichetto e poi come seminarista, si è formato alla sua scuola. Ammirandone le doti e associandosi spesso alla visita degli ammalati. Don Francesco Amatruda, che è succeduto a Don Luca come Parroco di Cesarano il 5 maggio 1990, oggi, all’età di 97 anni, lo ricorda ancora con profondo affetto.

Don Amatruda auspica che i giovani sacerdoti della nostra Arcidiocesi possano seguire l’insegnamento di Don Luca. Vivendo la loro missione all’insegna della “PERFETTA CARITÀ”.

In omaggio a questa straordinaria figura di santità, siamo lieti di annunciare che Don Francesco Amatruda (oggi 97enne decano della Curia di Amalfi) ha in preparazione un libro. Sarà dedicato alla vita e all’opera di Don Luca Giordano. L’opera si preannuncia come una toccante e autorevole testimonianza del Prete della Carità.