Cina: “Venezuela resta Stato sovrano sulle risorse naturali”

L’escalation di tensione tra Washington e Pechino ha raggiunto un nuovo picco dopo le recenti dichiarazioni del Presidente Donald Trump sul futuro energetico del Venezuela.

In Cina, un comunicato ufficiale del Ministero degli Esteri cinese ha ribadito con fermezza che il Venezuela è uno “Stato sovrano con piena e permanente sovranità sulle proprie risorse naturali”. Hanno respinto categoricamente quello che definisce un atto di “prepotenza” internazionale.

Il cuore della disputa risiede nell’annuncio di Trump riguardante la gestione di una quota massiccia di greggio. Il Presidente statunitense ha dichiarato che le autorità di transizione venezuelane — insediatesi dopo l’operazione militare che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro — consegneranno agli Stati Uniti tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio.

Secondo il piano di Trump:
Il petrolio, precedentemente sotto sanzioni, sarà venduto al prezzo di mercato.
I proventi saranno gestiti direttamente dalla Casa Bianca.
L’obiettivo dichiarato è utilizzare i fondi a beneficio sia del popolo venezuelano che degli Stati Uniti, seguendo la dottrina “America First”.

Pechino, che negli ultimi anni ha acquistato circa il 90% del greggio annuale prodotto da Caracas, vede in questa mossa una minaccia diretta ai propri interessi strategici. E alla sicurezza energetica globale, influenzata anche dalla Cina.

La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha usato toni durissimi.
Le richieste degli USA “ledono la sovranità e minano i diritti del popolo venezuelano”.

La Cina ha investito miliardi di dollari nell’industria petrolifera locale. Inoltre considera gli accordi esistenti come legalmente protetti.

Pechino accusa Washington di voler disporre delle risorse altrui per fini interni. Ignorano così l’indipendenza delle nazioni del Sud globale.

La situazione a Caracas resta incandescente. Mentre il governo ad interim guidato da Delcy Rodríguez cerca di consolidare il potere sotto l’ombrello protettivo americano, le forze di sicurezza locali hanno ricevuto l’ordine di arrestare chiunque sostenga l’intervento statunitense.

L’amministrazione Trump starebbe inoltre premendo sulle nuove autorità venezuelane affinché interrompano i legami economici e militari. Ciò riguarda Cina, Russia, Iran e Cuba.

Per Pechino, che vede il coinvolgimento della Cina come una parte cruciale, questa non è solo una disputa commerciale, ma una battaglia per mantenere la propria influenza in America Latina. Questo è in risposta a un’America intenzionata a riscrivere le regole del gioco con la forza.