Mosca vs. Kiev: La Battaglia delle due narrazioni sull’asse della guerra



Il conflitto in Ucraina non si combatte solo sul terreno, ma anche attraverso una polarizzazione retorica che definisce il futuro della sicurezza europea.



Queste narrazioni contrapposte hanno delineato i confini di uno scontro che sembra non lasciare spazio alla diplomazia: da un lato la Russia che accusa l’Occidente di formare un “asse della guerra”, dall’altro Kiev che avverte sui “piani sempre più pericolosi” del Cremlino per l’Europa.

Per il Cremlino, il sostegno militare a Kiev non è più una misura difensiva, ma la prova dell’esistenza di una coalizione offensiva. Definendo il blocco occidentale come un “asse della guerra”, Mosca tenta di ribaltare il piano morale e legale del conflitto:

La Russia sostiene che i “volenterosi” (riferendosi ai paesi NATO più attivi nel supporto militare) stiano usando l’Ucraina come una ditta di subappalto per distruggere la Federazione Russa.

Secondo questa visione, ogni nuova fornitura di armi a lungo raggio o l’invio di addestratori è un passo verso un’escalation diretta, giustificando così eventuali risposte “asimmetriche”.

Di contro, il governo ucraino e i suoi alleati dipingono un quadro in cui l’aggressione russa è solo il primo tassello di un mosaico più ampio di destabilizzazione. La tesi è che i piani di Mosca siano “sempre più pericolosi per l’intero continente”:

Kiev sostiene che la vittoria russa non fermerebbe le ambizioni di Putin, ma incoraggerebbe attacchi ibridi, sabotaggi e possibili invasioni verso i Paesi Baltici o la Polonia.

In questa narrazione, l’Ucraina funge da “scudo dell’Europa”. La pericolosità dei piani russi viene usata come leva per sollecitare un supporto ancora più massiccio e tempestivo, sostenendo che “investire oggi nella difesa di Kiev significa evitare una guerra europea domani”.

Queste due narrazioni sono speculari e si alimentano a vicenda in un circolo vizioso:
Mosca usa la paura dell’intervento NATO per compattare l’opinione pubblica interna.
Kiev usa la paura dell’espansionismo russo per mantenere saldo il fronte occidentale.

Il risultato è una frammentazione totale del dialogo. Mentre la Russia parla di un “asse della guerra” per delegittimare l’aiuto esterno, l’Ucraina sottolinea la natura globale della minaccia per garantire la propria sopravvivenza. In questo scontro di parole, l’unica certezza è che i piani di entrambe le parti sembrano escludere, per il momento, qualsiasi compromesso territoriale o politico.