Roger W. Sperry, neuroscienziato e neurofisiologo americano, è una figura chiave per comprendere non solo il funzionamento del cervello umano. È fondamentale anche per capire come la nostra percezione influenza la nostra realtà.
Le sue scoperte, culminate nel Premio Nobel per la Medicina o la Fisiologia nel 1985, hanno fornito una prospettiva straordinaria sul potere della mente. Questa prospettiva è tutt’ora dibattuta.
All’inizio degli anni ’80, Sperry e il suo team, in particolare in collaborazione con Michael Gazzaniga, si concentrarono sullo studio dei due emisferi del cervello. Particolarmente, si focalizzarono sui pazienti sottoposti a “commissurotomia” (sezione del corpo calloso) come trattamento per l’epilessia grave.
Questa ricerca sul “cervello diviso” (split-brain) ha rivelato che i due emisferi hanno funzioni specializzate e distinte. L’emisfero sinistro è tipicamente dominante per il linguaggio e l’analisi. Mentre il destro è associato all’orientamento spaziale e alle emozioni.
Il fulcro della scoperta che valse a Sperry il Nobel non fu solo la lateralizzazione delle funzioni. Era un concetto molto più profondo riguardante la percezione e la coscienza.
Sperry dimostrò che la mente è capace di simulare la realtà con una precisione tale da ingannare il cervello.
In termini semplici, la sua ricerca suggerisce che per il cervello, immaginare qualcosa e viverla è quasi la stessa cosa.
Quando visualizziamo intensamente un’azione o un risultato, i percorsi neurali e le aree cerebrali che si attivano sono sorprendentemente simili. Sono quasi identici a quelli che si attiverebbero durante l’esperienza reale.
” La mente crea la realta’. “
Questo principio ha avuto un impatto enorme non solo nella neurofisiologia, ma anche nel campo della psicologia e dello sviluppo personale:
Il cervello non distingue tra un’esperienza vividamente immaginata e una vissuta.
Se la mente è costantemente inondata di paure, preoccupazioni o immagini di fallimento, il cervello le elabora come se fossero minacce o realtà imminenti.
L’immaginazione e la visualizzazione costante, come quelle utilizzate dagli atleti per allenarsi mentalmente, non sono solo “sogni ad occhi aperti”. Esse rimodellano attivamente i circuiti neurali (plasticità), preparando il corpo e la mente ad agire in un determinato modo.
Le emozioni generate da un pensiero intenso sono reali. Questo accade anche se il pensiero riguarda un evento futuro o immaginario. È per questo che l’ansia per un colloquio ancora da sostenere produce sintomi fisici reali.
L’eredità di Roger W. Sperry ci ricorda che la mente non è un mero ricevitore passivo della realtà, ma un potente creatore attivo. Scegliere i pensieri, le immagini e le “simulazioni” mentali che popolano la nostra coscienza non è solo un esercizio spirituale. È un atto neurologico che, passo dopo passo, modella la nostra percezione e le nostre azioni. Questo influenza in ultima analisi la nostra esperienza di vita.


