Dall’imbarazzo di una pagina bianca nel 2010 alla consapevolezza che la scrittura sia un valore da coltivare quotidianamente: il percorso di Marco Rizzonato non è solo una carriera letteraria, ma un’evoluzione umana profonda.
Nato sotto la guida di un giornalista dell’ANSA e spronato da una proposta universitaria, Rizzonato ha saputo trasformare l’iniziale timore in una missione comunicativa capace di abbracciare generazioni diverse.
Una penna versatile: dai piccoli ai grandi
In oltre quindici anni di attività, l’autore ha esplorato territori narrativi differenti. Se da un lato ha dedicato il suo impegno alla letteratura per l’infanzia — focalizzandosi sulla storia italiana per offrire ai più piccoli radici culturali solide — dall’altro ha scavato nell’animo umano attraverso romanzi ispirati alla realtà e testi di carattere religioso.
Per Rizzonato, scrivere significa offrire al lettore una via di fuga: un modo per evadere dal peso della quotidianità e riscoprire la capacità di sognare, sottraendosi, anche solo per il tempo di un capitolo, alle pressioni del contesto sociale contemporaneo.
L’opera più intima e riflessiva di Marco Rizzonato è senza dubbio “Loro e D(io)”. Il titolo stesso suggerisce il fulcro del libro: un gioco di parole che mette in relazione il “Loro” (i grandi personaggi biblici) con il “D(io)” universale e l’ “Io” dell’autore.
Il libro è il risultato di un lungo processo di studio e meditazione. Rizzonato non si limita a narrare le gesta di figure iconiche come Abramo, Giacobbe, Mosè o Giobbe, ma ne analizza il lato più vulnerabile.
Attraverso figure come Giobbe, l’autore indaga il senso della sofferenza e la tenuta della fede quando tutto sembra perduto.
Il filo rosso che unisce personaggi distanti come Noemi, Rut o Osea è il loro rapporto con il divino: un legame spesso complesso, mai scontato, segnato da dubbi e prove concrete.
Ciò che rende Loro e D(io) un testo unico è la scelta stilistica dell’autore. Non si tratta di una fredda esegesi biblica, ma di un confronto diretto. Rizzonato intreccia le vicende dei patriarchi e delle donne della Bibbia con i propri frammenti di vita vissuta — fatti di sofferenza e bellezza — annullando le distanze temporali.
“L’esperienza con Dio è prima di tutto una relazione d’amore e non di sudditanza.”
A chi si rivolge?
Il libro è un invito aperto a chiunque sia in cammino. Si rivolge ai cercatori di senso, a chi vuole approfondire la propria fede e a chi ha bisogno di sentire che Dio non è un’entità statica del passato, ma una presenza che continua a manifestarsi attraverso segni concreti nella vita di oggi.
In un mondo che impone ritmi frenetici, Marco Rizzonato ci ricorda che il desiderio autentico di entrare in relazione con l’Assoluto è il primo passo per riscoprire la nostra stessa umanità.


