CNN: “Esplosioni in Iran non collegate ad azioni militari USA



La tensione nel Golfo Persico resta altissima, ma le misteriose esplosioni che hanno scosso diverse città iraniane nelle ultime ore non sarebbero riconducibili a un intervento diretto di Washington.



Lo ha riferito un funzionario statunitense citato dalla CNN, intervenuto per smentire le speculazioni su un possibile inizio dell’offensiva americana contro il regime di Teheran.

Dalle prime ore di oggi, sabato 31 gennaio 2026, si sono susseguite segnalazioni di forti boati in diverse aree del Paese:

Bandar Abbas: Un’esplosione ha sventrato i primi piani di un edificio residenziale di otto piani lungo Moallem Boulevard. Il bilancio provvisorio parla di una vittima (una bambina di quattro anni) e 14 feriti.

Ahvaz: Nella provincia del Khuzestan, un’altra detonazione ha causato la morte di quattro persone.

Teheran e Karaj: Testimoni oculari hanno riferito di boati uditi anche nei pressi della capitale e in altre zone strategiche.

Le smentite e la “guerra psicologica”
Mentre sui social media circolavano voci incontrollate, tra cui il presunto assassinio del generale dei Pasdaran, Alireza Tangsiri, poi categoricamente smentito dai media statali, le autorità di Teheran hanno ufficialmente attribuito gli incidenti a fughe di gas.

Tuttavia, il tempismo degli eventi ha destato sospetti internazionali. Oltre alla smentita statunitense riportata dalla CNN, anche fonti israeliane hanno negato ogni coinvolgimento nelle esplosioni odierne.

Nonostante l’esclusione di un legame diretto con questi specifici episodi, il clima nella regione rimane quello di una vigilia di guerra:

Il Presidente statunitense Donald Trump ha confermato il dispiegamento di una massiccia flotta nell’area, inclusa la portaerei Abraham Lincoln, definendola superiore a qualsiasi schieramento precedente.

Teheran ha dichiarato lo stato di massima allerta, con il comandante Amir Hatami che ha avvertito: “Siamo con la mano sul grilletto”.

È previsto per domani l’inizio di manovre militari iraniane nello Stretto di Hormuz, alle quali potrebbero partecipare anche Russia e Cina.

Mentre la Casa Bianca dichiara che l’obiettivo prioritario resta quello di costringere l’Iran a un nuovo accordo nucleare “equo”, le intelligence regionali non escludono che un attacco mirato possa essere questione di ore.