Dubai-Roma, sola andata : Il caso Crosetto e la difesa che non c’è

guido crosetto in foto



Siamo all’apoteosi: il dramma della geopolitica che scivola inesorabilmente nella farsa ministeriale.



Mentre i venti di guerra soffiano sempre più forti, il Ministro della Difesa Guido Crosetto decide di mettere in scena il teatro dell’indignazione.

L’annuncio è arrivato carico di un vittimismo che ormai sembra essere il tratto distintivo di questo governo: “Sto rientrando in Italia con un aereo militare, lascio a Dubai la famiglia e mi pago il volo il triplo per togliere la possibilità di attaccarmi… Trovo vergognoso questo modo di fare polemica”.

Ma la realtà, purtroppo per il Ministro, è molto diversa dalla narrazione che cerca di imporre.

La polemica sbagliata (e quella giusta)
Il punto non è il “volo di Stato”. A nessuno – o quasi – interessa se il Ministro rientri con un jet militare, un volo di linea o un tappeto volante, specialmente in un momento di crisi internazionale. Quello che l’opposizione e i cittadini sottolineano con forza non è lo scontrino del viaggio, ma l’assenza politica.

L’alleato che non sa: Com’è possibile che il Ministro della Difesa di un governo che si vanta di essere il “braccio destro” di Donald Trump si trovasse a Dubai, apparentemente sorpreso da un attacco militare di cui non sapeva nulla?

Mentre il mondo tratteneva il respiro, il vertice della nostra Difesa sembrava avere le stesse informazioni di un qualunque turista in vacanza negli Emirati.

Il tono offeso di Crosetto ricalca perfettamente lo stile della Presidente Meloni: trasformare una critica politica legittima in un attacco personale per poter indossare i panni della vittima. Ma qui non si parla di privacy o di spese di viaggio; si parla di sicurezza nazionale.

“Ci basterebbe solo AVERLO, un ministro,” tuonano dalle fila dell’opposizione.

Il messaggio è chiaro: l’indignazione di Crosetto non cancella il dato di fatto. Essere “amici di Trump” a parole conta poco se, nei fatti, l’Italia viene lasciata fuori dal giro delle comunicazioni che contano.

Se il Ministro non viene avvertito di un’escalation militare imminente, il problema non è il costo del suo biglietto aereo, ma il peso specifico dell’Italia sullo scacchiere internazionale.

Sentir dire che si paga il volo “il triplo” per senso del dovere, mentre il mondo brucia, mette i brividi. Non è una questione di soldi, è una questione di ruolo.

Se la sicurezza del Paese è in mano a chi non conta nulla nei tavoli che contano, allora la vera vergogna non è la polemica, ma l’impreparazione. Ministro Crosetto, non ci serve un martire che paga il biglietto a prezzo maggiorato; ci serve un Ministro della Difesa che sappia cosa sta succedendo prima che i missili inizino a volare.