Iran: Pentagono invia truppe a terra

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Escalation in Iran: il Pentagono pianifica operazioni di terra: forti esplosioni a Teheran

La guerra in Iran entra in una nuova, tesissima fase.

Mentre le difese aeree iraniane tornano a illuminare il cielo della capitale, probabile un coinvolgimento diretto di truppe di fanteria sul suolo iraniano.

Si prevedono “Operazioni di terra per settimane”.


Secondo un’esclusiva del Washington Post, che cita alti funzionari della Difesa, il Pentagono sta ultimando i piani per operazioni di terra che potrebbero durare diverse settimane.

Non si tratterebbe di un’invasione su vasta scala, ma di incursioni mirate condotte da una combinazione di forze per le operazioni speciali e unità di fanteria convenzionale.

L’obiettivo primario sarebbe la neutralizzazione delle capacità missilistiche e dei droni nelle zone costiere, con particolare attenzione allo Stretto di Hormuz e all’isola di Kharg, nodo cruciale per l’export petrolifero di Teheran.

Se approvate dal Presidente Trump, queste manovre segnerebbero il più significativo cambiamento tattico dall’inizio dell’operazione Epic Fury.


Testimoni oculari e l’agenzia AFP riferiscono di due violentissime esplosioni avvertite nei quartieri settentrionali della capitale iraniana nelle prime ore del mattino.

I filmati circolati sui social media mostrano l’attivazione dei sistemi di difesa aerea e colonne di fumo che si alzano da aree non lontane da complessi militari e governativi.

Al momento, le autorità iraniane non hanno confermato l’entità dei danni né l’origine specifica delle detonazioni, sebbene l’attività di jet della coalizione sia stata segnalata nell’area.

Punti chiave della situazione:

Circa 3.500 tra Marines e marinai a bordo della USS Tripoli sono arrivati nell’area di responsabilità del CENTCOM venerdì scorso.

I piani del Pentagono includono raid per mettere in sicurezza i depositi di uranio arricchito e distruggere i siti di lancio che minacciano la navigazione commerciale.

Gli analisti avvertono che l’invio di fanteria esporrebbe le truppe americane a droni, mine e attacchi asimmetrici, aumentando drasticamente il rischio di perdite umane rispetto alla campagna aerea delle prime quattro settimane.

La portavoce Karoline Leavitt ha dichiarato che il compito del Pentagono è fornire “massima opzionalità” al Comandante in Capo, precisando però che non è stata ancora presa una decisione definitiva sull’invio dei reparti di terra.