Ponzano Romano, liberati 200 Husky da un allevamento lager: “L’incubo è finito”

Dopo anni di segnalazioni, denunce e proteste, circa 200 Siberian Husky sono stati finalmente liberati da un allevamento lager abusivo a Ponzano Romano, alle porte di Roma. L’intervento ha messo fine a una situazione di maltrattamento protratta nel tempo.



I cani vivevano in condizioni disumane: recinti sporchi, carenza di cibo e acqua, ferite non curate e un livello di stress psicofisico evidente. Molti presentavano segni di denutrizione e comportamenti legati a una detenzione prolungata in spazi inadeguati. Per loro ora inizia la fase più delicata: visite veterinarie, cure, recupero fisico e un percorso di riabilitazione comportamentale per riabituarsi al contatto umano.


L’operazione è stata resa possibile grazie al lavoro congiunto di forze dell’ordine e associazioni animaliste, che da tempo raccoglievano segnalazioni e documentavano la situazione. “Quanto scoperto a Ponzano Romano è solo la punta dell’iceberg”, spiegano i volontari. Il mercato delle razze più richieste alimenta troppo spesso una rete di allevamenti illegali dove il profitto prevale sul benessere animale.


La liberazione dei 200 Husky riaccende l’attenzione su un problema strutturale. Le associazioni chiedono controlli più severi e una maggiore responsabilità da parte di chi acquista un cane. Dietro un cucciolo “di moda” può esserci una storia di sfruttamento.

Per questi animali la prigionia è finita. Adesso inizia il lavoro più lungo: restituire loro fiducia, salute e una vita che non conosca più le sbarre.