L’immagine è vivida, quasi brutale nella sua semplicità: “Rischiamo di finire come una salsiccia sulla brace”.
La metafora, attribuita al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, fotografa perfettamente il clima che si respira ai vertici di Fratelli d’Italia.
Non è il Piano A della Premier che resta ufficialmente quello di “arrivare a fine legislatura”. Tuttavia, l’ombra del voto anticipato ha iniziato a proiettarsi sui corridoi di Palazzo Chigi.
Il timore del partito di maggioranza è quello di un lento, inesorabile declino.
Dopo la “scoppola” referendaria, il rischio percepito è quello di restare bloccati in una paralisi amministrativa e politica. Infatti, si teme di subire il logoramento quotidiano dell’opposizione e delle frizioni interne alla coalizione fino alla scadenza naturale delle Politiche.
Per Giorgia Meloni, l’obiettivo è evitare a ogni costo di diventare il bersaglio di un tiro al bersaglio prolungato. Questo potrebbe erodere il consenso costruito in questi anni.Ipotesi di voto anticipato e ipotesi di scenario politico sono oggi al centro del dibattito nazionale.
La tensione è emersa con chiarezza durante gli ultimi confronti governativi.
Prima di un Consiglio dei Ministri ad alta tensione, la Premier ha voluto vedere singolarmente i suoi due vice:
Un colloquio per tastare il polso della Lega e blindare l’azione di governo.
Un confronto necessario per stabilizzare l’asse con Forza Italia.
Il messaggio ai ministri è stato un ultimatum secco: “Ingranare le marce alte e portare risultati”. La Premier non accetta più rallentamenti: o il governo corre. Altrimenti, il rischio di un corto circuito diventa reale.
Oltre alle sfide esterne, a pesare sull’umore di Meloni è il cosiddetto “fuoco amico”. Lo sfogo della Premier con i suoi fedelissimi è amaro: la sensazione di essere lasciata sola o, peggio, ostacolata proprio da chi dovrebbe sostenerla.
“Invece di aiutarmi, c’è chi mi mette i bastoni tra le ruote.”
Questa insofferenza verso alcuni settori del suo stesso schieramento potrebbe essere la scintilla definitiva. Se la macchina del governo dovesse continuare a procedere a strappi, allora l’ipotesi di restituire la parola agli elettori e andare al voto per quanto rischiosa smetterebbe di essere un tabù. Inoltre, questa possibilità diventerebbe un’opzione sul tavolo.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se il richiamo all’ordine della Premier basterà a compattare le fila. In caso contrario, la “brace” della politica italiana costringerà il governo a una mossa d’anticipo per evitare il rosolamento finale.














