Una pausa negli attacchi alle infrastrutture energetiche, se la Russia farà lo stesso. La proposta è stata trasmessa a Mosca tramite mediatori statunitensi.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un appello pubblico alla Russia: fermare reciprocamente gli attacchi alle infrastrutture energetiche, almeno durante il periodo pasquale, per ridurre la pressione sui mercati globali dell’energia e offrire un margine di respiro alle popolazioni colpite dal conflitto.
La proposta, definita da Kiev come un gesto umanitario e strategico, arriva mentre la guerra continua a colpire duramente centrali elettriche, raffinerie, depositi e reti di distribuzione, con effetti diretti sui prezzi internazionali di petrolio e gas.
Una tregua condizionata: “Se gli occupanti faranno altrettanto”
Zelensky ha chiarito che l’Ucraina è pronta a sospendere i propri attacchi contro le infrastrutture energetiche russe, ma solo se Mosca accetterà di interrompere i bombardamenti contro il sistema energetico ucraino.
L’obiettivo è duplice:
– stabilizzare temporaneamente i mercati energetici, messi sotto pressione anche dalla crisi in Medio Oriente;
– creare una finestra diplomatica, pur senza rinunciare ai principi di sovranità e integrità territoriale.
Secondo fonti ucraine, la proposta è stata trasmessa alla Russia tramite mediatori statunitensi, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, coinvolti nei colloqui trilaterali tra USA, Ucraina e Russia.
Zelensky ha discusso la questione in una videoconferenza con:
– i negoziatori USA Witkoff e Kushner,
– il senatore Lindsey Graham,
– il segretario generale della NATO Mark Rutte.
Gli Stati Uniti stanno cercando di mantenere aperti i canali diplomatici, nonostante il rinvio dell’ultimo round di negoziati a causa delle tensioni in Medio Oriente.
Negli ultimi mesi, l’Ucraina ha intensificato gli attacchi contro infrastrutture petrolifere e logistiche russe, contribuendo – secondo stime Reuters – a una riduzione fino al 40% della capacità di esportazione del petrolio russo.
Parallelamente, la Russia ha lanciato centinaia di droni e missili contro centrali e reti ucraine, aggravando la crisi energetica interna.
Alcuni alleati occidentali avrebbero suggerito a Kiev di moderare gli attacchi a lungo raggio, preoccupati per l’impatto sui prezzi globali dell’energia.
Il Cremlino ha dichiarato di non aver ricevuto proposte dettagliate, respingendo inizialmente l’idea come una mossa di comunicazione priva di contenuti concreti.
Mosca ha inoltre risposto con una nuova ondata di attacchi, segnale che la distanza tra le parti resta ampia.
La proposta di Zelensky si inserisce nella tradizione delle tregue pasquali, già tentate negli anni precedenti ma mai pienamente rispettate.
Questa volta, però, l’accento è posto non solo sul valore simbolico, ma anche sulla necessità di:
– evitare un’ulteriore escalation energetica,
– proteggere le popolazioni civili,
– testare la reale disponibilità russa a un percorso negoziale.
Nonostante la durezza del conflitto, i canali diplomatici restano aperti. Zelensky ha ribadito che qualsiasi compromesso territoriale potrà essere discusso solo a livello di leader, proponendo un futuro vertice diretto con Donald Trump e Vladimir Putin.
Per ora, la “tregua energetica” rappresenta un tentativo di rallentare la spirale di attacchi e ritorsioni che sta mettendo in ginocchio le infrastrutture dei due Paesi e destabilizzando i mercati globali.


