Come sono andate le elezioni comunali


L’Italia delle città: tra conferme e ribaltoni. Come sono andate le Comunali

Le urne delle elezioni amministrative si sono chiuse consegnando un quadro politico frammentato, dove il voto locale si conferma slegato dai macro-trend nazionali ma pesantissimo nei rapporti di forza tra i partiti.

Con un’affluenza definitiva che si attesta al 60,1% (in calo di quasi 5 punti percentuali rispetto alle precedenti tornate), i cittadini hanno premiato la continuità in alcuni territori storici, punendo invece le divisioni e le amministrazioni uscenti in altri.

Se il centrosinistra tiene le sue roccaforti rosse e si affida ai “grandi ritorni”, il centrodestra mette a segno due colpi pesantissimi al primo turno, strappando una grande città del Sud e blindando inaspettatamente la Laguna.

La sorpresa più grande e il colpaccio politico di questa tornata arrivano rispettivamente dal Nord e dal profondo Sud, entrambi conquistati senza bisogno del secondo turno.

A Venezia la vigilia elettorale si annunciava complessa e combattuta, ma il candidato del centrodestra Simone Venturini è riuscito a vincere la sfida al primo turno, superando la soglia psicologica del 51,5% dei consensi. Battuto lo sfidante del centrosinistra Andrea Martella, che si ferma intorno al 38,5%.

Un risultato sorprendente per le proporzioni, che ha spinto la premier Giorgia Meloni a commentare con ironia sui social: «E anche oggi il tanto annunciato crollo del centrodestra lo rimandiamo a domani».

Vero e proprio terremoto politico a Reggio Calabria. Dopo oltre due mandati consecutivi di guida progressista, la città dello Stretto passa con decisione al centrodestra.

Un vero e proprio plebiscito ha incoronato Francesco Cannizzaro (Forza Italia), che vola oltre il 60% delle preferenze, staccando nettamente la candidata del centrosinistra Antonella Russo (ferma al 12%) e il civico Michele Scurria.

Il “campo largo” e il centrosinistra incassano colpi duri ma riescono a difendere con i denti i propri fortini e, in alcuni casi, a riconquistare terreno.

A Salerno non c’è stata partita. Vincenzo De Luca torna a indossare la fascia tricolore della sua città per la quinta volta nella sua carriera.

Sostenuto da una coalizione di liste civiche (ma senza il simbolo del Pd), l’ex governatore della Campania ha ottenuto una vittoria schiacciante con oltre il 63% dei voti, relegando il candidato ufficiale del centrodestra a percentuali di pura presenza.

In Toscana, il centrosinistra respira e si conferma a Prato, dove l’ex sindaco Matteo Biffoni ottiene nuovamente la guida della città industriale con un solido 53,6% dei voti, superando lo sfidante di centrodestra Gianluca Banchelli e spegnendo i sogni di sorpasso della destra nella regione.

Buone notizie per il centrosinistra anche da Pistoia, dove il candidato progressista Federigo Capecchi riesce a strappare la città al centrodestra al primo turno.

Questa tornata dimostra come il voto amministrativo sfugga alle rigide polarizzazioni nazionali. Laddove il centrodestra si è presentato unito su candidati forti e radicati (come a Reggio Calabria), ha travolto gli avversari.

Dall’altra parte, il centrosinistra dimostra che l’alleanza progressista allargata regge l’urto nelle città del Centro, ma deve fare i conti con i “signori delle preferenze” locali (come De Luca o Cateno De Luca a Messina) che continuano a dettare legge sui territori a prescindere dai simboli di partito.

Per le città che non hanno superato il 50% al primo turno (tra cui Lecco, Arezzo e Chieti), la partita è tutt’altro che chiusa: la decisione finale è rimandata ai ballottaggi del 7 e 8 giugno.