Il caso arbitri si chiude (almeno per ora) con un nulla di fatto. La Procura di Milano ha archiviato le posizioni di Rocchi e dell’Inter. Ma ora ci sono altri passaggi
Ha tenuto banco per diversi mesi, ma alla fine il caso arbitri si è concluso praticamente con un nulla di fatto. La Procura di Milano, come era stato anticipato in queste ultime settimane, ha deciso di chiudere l’inchiesta dedicata ai direttori di gara con una archiviazione. Un passaggio finale cruciale per, almeno dal punto di vista legale, confermare che non è stato fatto nulla di punibile.
Naturalmente la vicenda per il momento non è finita visto che ci sono altri filoni a Monza e Milano e la giustizia sportiva dovrà fare il suo corso. Ma ad oggi non sembrano esserci possibilità di sanzioni con Rocchi e la stessa Inter che possono tirare un sospiro di sollievo. I nerazzurri, infatti, rischiavano di essere coinvolti in maniera diretta per alcune intercettazioni.
Ora, però, è arrivata la notizia che in molti si aspettavano. L’archiviazione è il primo passo verso la parola fine a questa vicenda. Come spiegato in precedenza, ci sono ulteriori passaggi da verificare e il rischio è quello che ci possano essere delle decisioni differenti rispetto a quella di oggi. Di certo quanto accaduto nella giornata odierna rappresenta una sorta di conferma che non c’è stato nulla di irregolare almeno dal punto di vista della giustizia ordinaria. Vedremo se la sportiva sarà dello stesso avviso.
Inchiesta arbitri, le questioni ancora aperte
L’archiviazione della Procura di Milano è stato un passaggio obbligato da fare oggi anche per questioni burocratiche. Il pm Ascione con oggi finisce la sua esperienza nel capoluogo lombardo e si è parlato tanto della possibilità di affidare le carte al suo sostituto Ielo. Alla fine, vista l’accelerazione arrivata nell’ultimo mese, si è preferito chiudere sin da subito la vicenda senza prolungarla di altri mesi.
Alla fine si deciso per una archiviazione che era nell’aria. Le testimonianze e le indagini, almeno dal punto di vista penale, non facevano pensare ad un rinvio a giudizio. Ma, come spiegato in precedenza, la vicenda non è assolutamente finita qui e ci saranno ulteriori passaggi destinati in davvero poco tempo a chiudere in maniera definitiva la vicenda o magari riaprirla.
I fari restano puntati sembra in Lombardia con la Procura di Milano e quella di Monza chiamate ad analizzare nei dettagli alcune cose. La seconda dovrà verificare le condotte dei varisti Nasca e Di Vuolo accusati di frode sportiva per le bussate di Lissone. Mentre nel capoluogo lombardo c’è la posizione di Paterna che chiedeva se era rigore durante un Udinese-Parma.
E la giustizia sportiva? I fascicoli sono in arrivo anche a Roma con l’obiettivo di valutare se sono state commesse delle scorrettezze. Visto quanto successo a Milano con l’archiviazione sembra davvero improbabile pensare a delle sentenze dure da parte di Chiné. La posizione dell’Inter e delle altre squadre è destinata ad essere archiviata e non dovrebbero esserci delle sanzioni. Naturalmente al momento siamo davanti a delle ipotesi e bisognerà attendere la fine dell’inchiesta.
Le parole del legale di Rocchi
La notizia dell’archiviazione è stata accolta con soddisfazione da parte dei difensori dell’ex designatore arbitrale: “L’ho sentito ed è molto contento, ora valuteremo cosa fare. Domani lo vedrò e ne parleremo per bene – ha dichiarato l’avvocato Antonio D’Avirro, legale di Gianluca Rocchi, citato da La Gazzetta dello Sport – fortunatamente si è risolto tutto in tempi brevi, anche se il costo che ha dovuto pagare è stato pesante“.
E a proposito della richiesta della procura, ancora l’avvocato ha aggiunto: “Dopo l’interrogatorio di Rocchi una decina di giorni fa avevo ricavato una impressione favorevole perché aveva risposto puntualmente a tutte le contestazioni che gli erano state mosse e che aveva giustificato. Nel corso dello stesso interrogatorio gli elementi dell’accusa consistevano nel fatto che avrebbe ricevuto dei condizionamenti, ma ha dimostrato che le scelte arbitrali sono sempre state fatte in piena autonomia e che non aveva mai subito alcun condizionamento da parte di nessuno“.
E per il filone sulle “bussate” alla sala Var passate alla Procura di Monza, specifica: “Le `bussate´ non capisco come possano integrare una frode sportiva, erano finalizzate a correggere un grave errore in cui era incorso l’arbitro e non certo ad alterare il risultato della gara. Giuridicamente non vedo come possa profilarsi una frode sportiva”.
Si va verso l’archiviazione completa
Al momento, come precisato in precedenza, l’indagine non è conclusa e ci sono altri filoni da valutare , ma non sono attese delle particolari novità. La vicenda, anche dal punto di vista sportivo, dovrebbe concludersi con una archiviazione sia delle posizioni di tutte le persone coinvolte che dell’Inter, l’unica squadra che è finita al centro dell’indagine.
Naturalmente ad oggi non si hanno certezze e bisognerà attendere la fine di tutti i filoni. Ma per adesso, a meno di clamorosi colpi di scena, non sono attese sorprese.