Anno III • Numero 245
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Legge elettorale, in Aula governo sconfitto dai ‘franchi tiratori’: cosa succede ora

Una Aula di Parlamento

Passo falso per quanto riguarda il governo guidato da Giorgia Meloni in Aula sulla legge elettorale. L’emendamento Bignami è stato bocciato a Montecitorio. Cosa succede ora

Manca ormai un anno al voto e il governo sperava di poter trascorrere questi ultimi mesi in maniera compatta per poi presentarsi alle elezioni in una posizione di forza. In realtà le ultime ore sembrano essere una sorta di terremoto per l’esecutivo e il futuro a questo punto sembra essere tutto da scrivere. Pensare ad una sorta di scossone è improbabile considerato che la maggioranza ha intenzione di arrivare fino al termine dell’esecutivo.

Ma di certo quanto successo a Montecitorio nella giornata odierna non può assolutamente passare inosservato. Anzi, si tratta di un passaggio cruciale anche per il futuro. L’emendamento Bignami sulle preferenze introdotto nella discussione sulla nuova legge elettorale non è passato. Il rischio c’era visto che sono stati giorni di lavoro all’interno del governo per trovare una sorta di compromesso (magari anche con le opposizioni).

Nessuno, però, si poteva aspettare un risultato simile. Molto probabilmente all’interno dell’esecutivo si era fatta anche la considerazione su possibili franchi tiratori soprattutto dopo che è stato dato il via libera al voto segreto. Ma una sconfitta non era preventivabile per quanto dimostrato fino ad oggi dalla maggioranza e dal Centrodestra. Cosa succederà nei prossimi giorni sembra improbabile saperlo. Di certo si prospettano giorni intensi e vedremo cosa accadrà.

Legge elettorale, il governo sconfitto alla Camera: le opposizioni chiedono le dimissioni

Prima di analizzare nel dettaglio le possibili conseguenze, bisogna fermarsi per capire cosa è successo in Aula nella giornata odierna. Lo scoglio più grande era sicuramente rappresentato dall’emendamento Bignami sulle preferenze. Un tema che aveva creato non poche tensioni all’interno della stessa maggioranza anche se da parte del governo c’era fiducia sull’esito del voto.

In realtà il tutto è cambiato dopo la decisione dello scrutinio segreto. Una scelta che ampliava il rischio dei franchi tiratori e alla fine così è stato. L’emendamento non è passato con i voti contrati che sono stati 188 rispetto ai 187 favorevoli. Una sconfitta sicuramente di misura, ma che apre la strada a delle riflessioni in vista del futuro. Il governo ad oggi non sembra intenzionato a fare passi indietro.

Dalle opposizioni si è parlato di una sconfitta politica e, di conseguenza, sono state avanzate le richieste di dimissioni. Per adesso Giorgia Meloni ha ribadito l’intenzione di andare avanti, ma comunque ha confermato la necessità di iniziare delle riflessioni magari sul futuro della stessa coalizione. I 31 franchi tiratori rappresentano una sorta di sconfitta interna nel centrodestra e non sono esclusi degli scossoni.

Nel corso dei prossimi giorni possibili delle riunioni fra i tre leader per capire cosa è successo. La Lega con Molinari ha escluso che i no siano arrivati dai propri candidati. Di certo qualcuno ha lanciato un segnale chiaro sulla possibilità di non continuare con questa maggioranza nel prossimo futuro. Vedremo cosa succederà e quale sarà il destino di questo esecutivo.

Cosa potrà succedere nelle prossime settimane

Fare delle previsioni sul futuro in una situazione simile è davvero molto difficile. Come precisato in precedenza, dalle opposizioni è stato richiesto al premier di salire al Colle e rassegnare le dimissioni. Una idea che, almeno per il momento, non è presente nella testa di Giorgia Meloni. Il presidente del Consiglio ha confermato che dovranno essere fatte delle riflessioni, ma non c’è alcuna intenzione di fare un passo indietro.

La sconfitta è stata ammessa dal governo ed ora si dovranno fare tutte le riflessioni del caso per capire come continuare nel prossimo anno. Ma per il momento, almeno di clamorosi colpi di scena, non sono attesi degli scossoni come magari dimissioni e ritorno alle urne.

Di certo dal punto di vista politico il segnale è forte. A distanza ormai di quattro anni dalle elezioni vinte il centrodestra si è diviso. Da qui la necessità di capire il motivo e provare a ricompattarsi in vista del voto previsto nel 2027. Il rischio di una sconfitta dopo oggi aumenta e, dunque, bisognerà fare tutte le riflessioni del caso per trovare una soluzione.

Dall’altra parte si tratta di una vittoria importante. La sinistra ha lanciato un segnale importante in ottica futura e la volontà di riuscire a governare l’Italia. La loro speranza è che si possa andare alle urne sin da subito, ma per ora sembra una ipotesi molto lontana per diversi motivi e, dunque, bisognerà attendere le prossime settimane per avere un quadro più chiaro.

Il futuro di questo esecutivo, comunque, non è più chiaro come magari fino a qualche ora fa. In caso di una ulteriore sconfitta in Aula, infatti, si potrebbero aprire scenari mai presi in considerazione. Dunque toccherà al centrodestra non fare i conti con altri franchi tiratori per non mettere a rischio l’ultimo anno di governo che ormai manca.