Anno III • Numero 245
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QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE LIBERA E INDIPENDENTE

“In giro per il mondo” . Costa Rica, dove la felicità ha trovato casa

Paesaggio del Costa Rica con vulcano, foresta tropicale, oceano, tucano e cartello Pura Vida al tramonto.

Un viaggio tra foreste pluviali, vulcani e oceani alla scoperta della filosofia della “Pura Vida”, che ha reso il Costa Rica uno dei Paesi più affascinanti del mondo.

Ci sono Paesi che si visitano per i loro monumenti. Altri per i paesaggi, la cucina o il mare.

E poi ci sono luoghi che si scelgono perché promettono qualcosa di più difficile da raccontare: un modo diverso di vivere.

Il Costa Rica è uno di questi.

Non è il Paese più grande dell’America Centrale, né quello con la storia più antica o con le città più spettacolari. Eppure, chi vi arriva scopre quasi subito che il suo vero patrimonio non si misura in chilometri di costa o in ettari di foresta tropicale.

Il suo patrimonio sono le persone.

Ho visitato il Costa Rica circa dieci anni fa e ciò che ho trovato è andato ben oltre le mie aspettative. Non è il “solito” Paese dell’America Centrale, né una semplice destinazione caraibica come, forse superficialmente, si potrebbe immaginare. È molto di più. Ed è proprio questo che vorrei raccontare.

Basta una parola per comprenderne l’essenza.

Pura Vida.

La si sente ovunque. Per salutare, per ringraziare, per augurare buona fortuna, per dire che tutto va bene. Letteralmente significa “vita pura”, ma tradurla sarebbe riduttivo. È un modo di affrontare l’esistenza, una filosofia che invita a vivere con semplicità, gratitudine e rispetto per ciò che ci circonda.

In Costa Rica sembra che nessuno abbia fretta di arrivare da qualche parte. Forse perché hanno capito che il viaggio conta quanto la destinazione.

È una sensazione che si avverte fin dai primi chilometri percorsi tra vulcani, piantagioni di caffè e foreste pluviali. Le strade attraversano una natura rigogliosa dove non è raro rallentare perché un branco di scimmie attraversa gli alberi, un bradipo riposa placidamente tra i rami o un tucano osserva silenzioso il passaggio dei viaggiatori.

Qui la natura non è un’attrazione turistica, è la protagonista.

Il Costa Rica occupa una porzione minuscola della superficie terrestre; eppure, custodisce circa il cinque per cento della biodiversità del pianeta. È uno dei rarissimi luoghi dove, nello stesso viaggio, si può passare dalla foresta nebulosa alle spiagge dell’oceano Pacifico, dalle acque caraibiche ai vulcani ancora attivi.

Il Parco nazionale del Tortuguero, con i suoi canali immersi nella giungla, sembra uscito da un romanzo d’avventura. A Riserva biologica della foresta nebulosa di Monteverde le nuvole camminano tra gli alberi trasformando la foresta in un paesaggio sospeso. Nella zona del Vulcano Arenal il verde domina ogni orizzonte, mentre le sorgenti termali ricordano che la terra, qui, è ancora viva.

Poi arriva il mare. E con esso uno dei luoghi più straordinari del Paese: il Parco nazionale del Corcovado. Oltre quarantaduemila ettari di foresta primaria, spiagge incontaminate e una concentrazione di biodiversità tra le più elevate al mondo. Camminando tra i suoi sentieri ci si rende conto di essere soltanto ospiti di una natura che detta ancora le proprie regole.

Qui è facile incontrare specie che altrove esistono ormai solo nei documentari. I magnifici pappagalli ara, con il piumaggio che sfuma dal rosso intenso al blu cobalto, sembrano confondersi tra le chiome degli alberi. Poco più in là compaiono i tucani, con il loro grande becco variopinto che risalta sul piumaggio nero. Ogni rumore della foresta racconta una presenza, ogni sentiero riserva un incontro inatteso. È in momenti come questi che si comprende quanto l’uomo sia soltanto una piccola parte di un equilibrio infinitamente più grande.

Sul versante del Pacifico il sole tramonta lentamente sull’oceano, colorando il cielo di arancione e rosso. Sulla costa caraibica, invece, l’atmosfera cambia completamente: musica, cultura afrocaraibica e spiagge che sembrano appartenere a un altro continente.

Ma sarebbe un errore pensare che il Costa Rica sia soltanto natura.

È uno dei Paesi che, da decenni, hanno scelto di investire con convinzione nell’ambiente, nell’istruzione e nella qualità della vita. Nel 1948 ha abolito l’esercito, destinando progressivamente maggiori risorse alla scuola, alla sanità e alla tutela del patrimonio naturale. Una scelta coraggiosa che ancora oggi rappresenta uno degli elementi più distintivi della sua identità.

Vale anche la pena sfatare un luogo comune. Molti immaginano il Costa Rica come un Paese dove vivere costi pochissimo. Non è così. Ogni nazione possiede un proprio equilibrio tra redditi, costo della vita e potere d’acquisto. Il fascino del Costa Rica non risiede nella possibilità di spendere meno, ma nella qualità della vita che riesce a offrire ai suoi abitanti e a chi lo visita.

Forse è anche per questo che, viaggiando tra piccoli villaggi e città, si percepisce un clima di serenità difficile da spiegare. Non significa che qui non esistano problemi, ma che la ricerca dell’equilibrio tra uomo e natura non è soltanto uno slogan: è una scelta quotidiana.

Chi arriva in Costa Rica pensando di collezionare fotografie torna a casa con qualcosa di diverso.

Torna con il ricordo della pioggia che cade sulla foresta tropicale. Con il volo improvviso di un colibrì. Con il sorriso spontaneo di chi ti saluta senza conoscerti. Con la sensazione che vivere bene non significhi necessariamente vivere più velocemente.

Ed è forse questa la lezione più preziosa che il Costa Rica regala ai suoi visitatori.

Ci ricorda che la ricchezza di un Paese non si misura soltanto con il suo prodotto interno lordo, ma anche con la capacità di proteggere la propria natura, di investire sulle persone e di coltivare una cultura della serenità.

Quando si lascia il Costa Rica, la parola Pura Vida continua ad accompagnare il viaggio. Solo allora si comprende che non era un semplice saluto. Era un modo di guardare il mondo. Forse il più bel ricordo che il Costa Rica possa lasciare a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

Il Costa Rica mi ha insegnato che la felicità non coincide con la ricchezza.

Viviamo in una società che misura il successo attraverso il reddito, la carriera, la velocità con cui raggiungiamo gli obiettivi. In Costa Rica ho scoperto un’altra prospettiva. Ho incontrato persone che possedevano meno di quanto siamo abituati ad avere in Europa, ma che sembravano possedere molto di più in termini di tempo, serenità e qualità delle relazioni.

“Pura Vida” non è uno slogan turistico. È una filosofia quotidiana. Significa imparare ad apprezzare ciò che si ha, rispettare la natura, concedersi il tempo di vivere senza trasformare ogni giornata in una corsa contro l’orologio.

Non significa che tutto sia perfetto o che i problemi non esistano. Significa semplicemente che il benessere non dipende soltanto da ciò che possediamo, ma anche dal modo in cui scegliamo di vivere.

Quando sono ripartito, non ho portato con me soltanto il ricordo delle foreste pluviali, dei vulcani o dei tramonti sul Pacifico.

Ho portato una domanda.

E se la vera ricchezza fosse imparare a vivere con meno fretta e con più gratitudine?

Amici lettori, arrivederci, alla prossima destinazione di “In giro per il mondo”