Anno III • Numero 245
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Colombia, il presidente eletto de la Espriella annuncia la rottura delle relazioni con Cuba e Nicaragua

Colombia rompe relazioni con Cuba e Nicaragua

La Colombia si prepara a una profonda svolta nella propria politica estera. Il presidente eletto Abelardo de la Espriella, che entrerà ufficialmente in carica il 7 agosto, ha annunciato l’intenzione di interrompere le relazioni diplomatiche con Cuba e Nicaragua, segnando un cambio di rotta rispetto all’amministrazione uscente guidata da Gustavo Petro.

L’annuncio, diffuso attraverso i social network, rappresenta uno dei primi indirizzi politici del nuovo capo dello Stato, sostenuto durante la campagna elettorale dal presidente statunitense Donald Trump.

“Nessun legame con le tirannie”

Nel suo messaggio, de la Espriella ha ribadito quella che considera una scelta di principio.

“Nel mio governo non ci saranno legami con le tirannie.”

Secondo il presidente eletto, la Colombia interromperà le relazioni diplomatiche esclusivamente con Cuba e Nicaragua, due Paesi che il nuovo esecutivo considera incompatibili con la propria linea politica e diplomatica.

La decisione si inserisce all’interno di una più ampia revisione dell’organizzazione della rete diplomatica colombiana.

Tagli alla rete diplomatica

Il nuovo governo ha annunciato la chiusura di:

  • 15 consolati;
  • 14 ambasciate.

Pur prevedendo una significativa riduzione della presenza diplomatica all’estero, la rottura delle relazioni riguarderà formalmente soltanto Cuba e Nicaragua.

Secondo de la Espriella, la riorganizzazione consentirà di ridurre i costi dello Stato e destinare maggiori risorse ai settori considerati prioritari, in particolare alla sicurezza nazionale.

Rapporti più stretti con gli Stati Uniti

La vittoria elettorale di Abelardo de la Espriella è stata accompagnata dal sostegno pubblico del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

I rapporti tra Bogotá e Washington avevano attraversato una fase di forte tensione durante la presidenza di Gustavo Petro, caratterizzata da numerosi contrasti diplomatici con l’amministrazione americana.

Con il nuovo governo colombiano, tutto lascia intendere un progressivo riavvicinamento tra i due storici alleati.

Le accuse di Gustavo Petro

L’annuncio del presidente eletto ha immediatamente provocato la reazione dell’attuale capo dello Stato Gustavo Petro.

Secondo Petro, de la Espriella riceverebbe:

“Ordini diretti dal Dipartimento di Stato americano.”

L’attuale presidente ha inoltre criticato quello che definisce un intervento diretto degli Stati Uniti nella politica colombiana, facendo riferimento al sostegno espresso da Donald Trump durante la campagna elettorale.

Le dichiarazioni confermano il clima di forte contrapposizione politica che accompagna il passaggio di consegne tra le due amministrazioni.

Nicaragua nel mirino della comunità internazionale

La decisione di interrompere i rapporti con Managua arriva mentre il governo del presidente Daniel Ortega, al potere dal 2007, è nuovamente al centro delle critiche internazionali.

Secondo quanto annunciato dalle autorità nicaraguensi, è in corso una riforma del sistema elettorale che potrebbe escludere gran parte delle opposizioni dalla partecipazione alle future consultazioni.

Il progetto è stato duramente contestato dagli Stati Uniti, che hanno espresso forti preoccupazioni sul rispetto dei principi democratici nel Paese centroamericano.

Rapporti sempre più difficili con Cuba

Anche nei confronti di Cuba il nuovo governo colombiano intende adottare una linea molto diversa rispetto a quella dell’amministrazione Petro.

Negli ultimi mesi le relazioni tra L’Avana e Washington hanno attraversato una nuova fase di tensione, mentre Donald Trump ha assunto una posizione particolarmente critica nei confronti del governo cubano.

La scelta di interrompere le relazioni diplomatiche con l’isola rappresenta uno dei segnali più evidenti del nuovo orientamento internazionale di Bogotá.

Cambia anche la strategia in Medio Oriente

Tra le decisioni annunciate figura anche la volontà di riaprire una rappresentanza diplomatica colombiana a Gerusalemme.

Parallelamente, il nuovo presidente intende sospendere il progetto, promosso da Gustavo Petro, relativo all’istituzione dell’ambasciata colombiana nei Territori Palestinesi.

La decisione conferma una politica estera destinata ad avvicinarsi maggiormente alle posizioni degli Stati Uniti e di Israele.

Razionalizzazione delle ambasciate

La revisione della rete diplomatica interesserà numerosi Paesi.

Tra quelli indicati dal presidente eletto figurano:

  • Algeria;
  • Haiti;
  • Barbados;
  • Ungheria;
  • Senegal;
  • Etiopia;
  • Sudafrica.

In alcuni casi, come Italia e Francia, le sedi diplomatiche saranno riorganizzate e accorpate, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la spesa pubblica senza interrompere la rappresentanza diplomatica.

Una nuova politica estera per la Colombia

L’insediamento di Abelardo de la Espriella segna dunque l’inizio di una nuova fase per la politica internazionale colombiana.

La rottura con Cuba e Nicaragua, il riavvicinamento agli Stati Uniti, la revisione della presenza diplomatica all’estero e la nuova impostazione sul Medio Oriente delineano una strategia destinata a modificare profondamente il ruolo della Colombia nello scenario geopolitico regionale.

Le prime decisioni del nuovo presidente confermano la volontà di imprimere una netta discontinuità rispetto all’amministrazione Petro, aprendo una stagione politica che potrebbe avere ripercussioni non solo in America Latina, ma anche nei rapporti con i principali partner internazionali.