Anno III • Numero 245
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La Russa: “Meloni presidente della Repubblica? Sarebbe un bene per l’Italia”. Si riapre il confronto su Quirinale e legge elettorale

Giorgia Meloni incontra Sergio Mattarella al Palazzo del Quirinale

Le dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa riaccendono il dibattito politico sia sul futuro del Quirinalesia sulla riforma della legge elettorale. Nel corso dell’incontro pubblico L’Estate del Principe, a Viareggio, la seconda carica dello Stato ha espresso un giudizio estremamente positivo nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ipotizzando che in futuro possa diventare presidente della Repubblica.

Parallelamente, La Russa è tornato sul tema della riforma elettorale, soffermandosi sul sistema delle preferenze, sulle quote di genere e sulle criticità emerse durante il voto parlamentare che ha portato alla bocciatura di un emendamento particolarmente significativo.

Meloni al Quirinale? La Russa: “Prima o poi accadrà”

La frase destinata a far discutere è arrivata rispondendo a una domanda sul possibile futuro istituzionale della leader di Fratelli d’Italia.

Secondo La Russa:

“Secondo me lo diventerà presidente della Repubblica, magari la prossima volta e non questa.”

Un’affermazione che, pur non indicando alcuna tempistica, rappresenta un’esplicita manifestazione di fiducia nelle qualità istituzionali dell’attuale presidente del Consiglio.

Il presidente del Senato ha inoltre aggiunto:

“Quando, non lo so. Ma se un giorno Meloni diventasse presidente della Repubblica sarebbe un grande bene per l’Italia.”

Parole che arrivano in un momento in cui il mandato dell’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella non è oggetto di alcun percorso di successione imminente, ma che inevitabilmente alimentano le riflessioni sul futuro della politica italiana.

Nessun allarme politico

La Russa ha però precisato che non esiste alcuna intenzione immediata da parte di Giorgia Meloni di puntare al Quirinale.

Secondo il presidente del Senato:

“Non credo voglia farlo adesso e non c’è nessuna ragione che possa suonare come allarme.”

L’obiettivo delle sue dichiarazioni, dunque, non sarebbe quello di aprire una fase politica nuova, bensì quello di esprimere una valutazione personale sulle capacità istituzionali della premier.

“Anche parte del centrosinistra sarebbe contenta”

Tra i passaggi più sorprendenti dell’intervento figura il riferimento ai possibili consensi trasversali.

La Russa ha infatti sostenuto che, a suo giudizio:

“Anche una fetta del centrosinistra” potrebbe vedere positivamente una futura elezione di Giorgia Meloni al Quirinale.

Una considerazione che evidenzia come, secondo il presidente del Senato, la figura della premier potrebbe essere valutata anche oltre gli attuali confini della maggioranza di governo.

La Russa esclude una propria candidatura

Nel corso dell’incontro è stato chiesto anche se lui stesso possa ambire alla Presidenza della Repubblica.

La risposta è stata netta.

La Russa ha escluso qualsiasi interesse personale, affermando che quello del Capo dello Stato è un ruolo particolarmente complesso e molto diverso dalla propria personalità.

Con una battuta ha spiegato:

“La presidenza della Repubblica non è una cosa che io potrei reggere.”

Ha poi definito il ruolo del Capo dello Stato come una funzione:

“Un po’ ingessata, un po’ chiusa.”

Parole pronunciate con tono ironico ma che ribadiscono la volontà di non essere considerato tra i possibili candidati futuri.

Il nodo della legge elettorale

Oltre al tema del Quirinale, La Russa ha affrontato uno dei dossier più delicati della legislatura: la riforma della legge elettorale.

Il presidente del Senato ha ricordato quanto accaduto durante l’esame parlamentare dell’emendamento sulle preferenze, sottolineando come il voto sia stato influenzato da alcune assenze e da quella che ha definito una “grave disattenzione” della maggioranza.

Secondo La Russa:

  • alcuni ministri non hanno partecipato al voto;
  • la gestione della seduta ha inciso sull’esito finale;
  • l’emendamento è stato respinto in circostanze particolari.

Per questo motivo ritiene che il tema possa essere riaperto.

Preferenze, voto palese e responsabilità politica

Uno degli aspetti centrali dell’intervento riguarda il sistema delle preferenze.

La Russa si è detto convinto che, qualora l’emendamento venisse ripresentato, il risultato potrebbe essere diverso.

Ha spiegato infatti che:

“Se sarà votato senza scrutinio segreto, ciascuno dovrà metterci la faccia.”

Il presidente del Senato ritiene infatti che il voto palese renda più evidente la posizione politica dei singoli parlamentari e favorisca una maggiore trasparenza nei confronti degli elettori.

Il tema della costituzionalità

Altro punto affrontato riguarda il possibile profilo costituzionale della riforma.

Secondo La Russa, la maggioranza dovrebbe riflettere attentamente sulla struttura del disegno di legge, soprattutto nella parte relativa all’assenza delle preferenze.

Ha inoltre evidenziato che esistono margini per correggere alcuni aspetti tecnici, tra cui:

  • il meccanismo delle preferenze;
  • la disciplina delle cosiddette quote rosa;
  • l’equilibrio complessivo della rappresentanza.

Il ruolo di Giorgia Meloni

Nel corso del suo intervento, La Russa ha richiamato anche la posizione espressa dalla presidente del Consiglio.

Secondo quanto riferito dal presidente del Senato, Giorgia Meloni ritiene importante garantire ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti.

Da qui nasce l’ipotesi di una mediazione politica capace di conciliare due orientamenti presenti nella maggioranza:

  • chi preferisce mantenere il sistema senza preferenze;
  • chi, come la presidente del Consiglio, considera il voto di preferenza uno strumento utile per rafforzare il rapporto tra eletti ed elettori.

Una riforma ancora aperta

Le dichiarazioni di Ignazio La Russa confermano che il percorso della riforma elettorale è tutt’altro che concluso.

Il presidente del Senato lascia intendere che vi siano ancora margini di modifica e che il Parlamento possa intervenire nuovamente sul testo prima della sua eventuale approvazione definitiva.

L’intreccio tra la discussione sulle preferenze, il dibattito sulla rappresentanza e le prospettive istituzionali di Giorgia Meloni contribuisce a mantenere alta l’attenzione politica su uno dei temi più rilevanti della legislatura.

Se da un lato l’ipotesi di una futura candidatura della premier al Quirinale resta, almeno per il momento, una valutazione personale di La Russa, dall’altro la riforma della legge elettorale rappresenta un dossier concreto sul quale maggioranza e opposizioni continueranno a confrontarsi nei prossimi mesi.