Calcio Lazio/Rocca–Lotito, Sforzini (Rinascimento Nazionale): «La proprietà privata non è sottoposta all’applausometro. Un presidente di Regione non decide quando un proprietario deve vendere. E su una società quotata le parole delle istituzioni possono influenzare il mercato: è gravissimo, si rischia l’aggiotaggio»
Il presidente del Centro Studi: «La Lazio non è una partecipata della Regione. I tifosi hanno diritto di contestare, Rocca di tifare, Lotito di non vendere»
«Con le ultime dichiarazioni di Francesco Rocca sul futuro della S.S. Lazio è stato superato un limite che riguarda assai meno il calcio di quanto possa sembrare. Il presidente della Regione Lazio non si limita più a criticare la “postura” di una società privata: arriva addirittura ad affermare che la stagione di Claudio Lotito sarebbe conclusa e a suggerirgli di valutare interlocutori interessati a subentrargli. No. Non funziona così. Non in una società occidentale».
Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.
«Non abbiamo alcun interesse a entrare nelle dispute della tifoseria laziale né ad assegnare pagelle alla gestione sportiva di Lotito, ma come Centro Studi esaminiamo dove finisce il potere pubblico e dove cominciano la libertà dell’individuo, dell’impresa e della proprietà. Su questo il confine va tracciato con il righello».
La Lazio non è una partecipata della Regione, Lotito non è un amministratore nominato da Rocca e il presidente della Regione non è l’assemblea degli azionisti della S.S. Lazio.La proprietà privata non è sottoposta all’applausometro.
Il proprietario vende se vuole vendere, quando vuole vendere e alle condizioni che ritiene di accettare, senza pressioni esterne. Questo si chiama diritto di proprietà. Se domani comparirà un compratore e Lotito riterrà conveniente vendere, sarà il mercato a produrre il passaggio di proprietà. Se non vorrà farlo, continuerà a essere il proprietario della Lazio finché ne avrà titolo. È sorprendente doverlo ricordare nel 2026».
«C’è poi un aspetto ancora più delicato. La S.S. Lazio è una società quotata in Borsa. Quando il presidente di una Regione (Rocca) interviene pubblicamente per sostenere che la stagione del suo proprietario (Lotito) è conclusa e per prospettare una cessione, le sue parole sono come pietre: le parole di un’autorità istituzionale possono incidere sulle aspettative, sulle percezioni degli investitori e quindi sul mercato. C’e’ il rischio aggiotaggio. È precisamente per questo che chi ricopre una funzione pubblica dovrebbe osservare la massima cautela. Utilizzare la quotazione per giustificare l’intervento produce il paradosso opposto: proprio la quotazione rende quell’intervento più delicato e ancora più grave.
Essere quotati significa rispondere agli azionisti, al mercato, alla legge e alle autorità di vigilanza competenti; non significa diventare una società a sovranità limitata sottoposta all’indirizzo del presidente della Regione. Il mercato deve formare liberamente le proprie valutazioni, senza che un’autorità politica utilizzi il peso della propria carica per indicare quale dovrebbe essere il futuro della proprietà».
Rocca è liberissimo di essere laziale e di desiderare un altro presidente. Ma dovrebbe avere la disciplina istituzionale di distinguere ciò che desidera Francesco Rocca tifoso da ciò che può indicare Francesco Rocca presidente della Regione. Una carica pubblica non può diventare uno strumento di pressione su un proprietario privato.
È precisamente su questo terreno che Rinascimento Nazionale conduce una battaglia culturale assai più vasta del caso Lazio: lo Stato deve essere forte nelle poche cose che gli competono e deve avere la forza di ritirarsi da quelle che non gli competono. Regole chiare, controlli rigorosi e poi libertà d’impresa, proprietà privata, mercato e responsabilità individuale.
Rocca lavori sul Flaminio, sulle infrastrutture e sui servizi. Non vada oltre: e’ sconfinamento del potere. E contro ogni sconfinamento del potere, Rinascimento Nazionale starà dalla parte della libertà e del mercato», conclude Sforzini.
Castello Sforzini di Castellar Ponzano, 23 Agosto 2026