Migliaia di persone, un via vai incessante che da questa mattina non si è mai fermato: piazza San Pietro è gremita di fedeli che vogliono dire addio a Papa Francesco. Non tutti riescono a entrare per i funerali papa. Alcuni devono rinunciare ma solo temporaneamente. “Ritenteremo domani”, dicono infatti. C’è chi ha attraversato l’Atlantico per essere qui, come un prete americano giunto dal Maryland. C’è chi ha fatto ore di viaggio in macchina e chi era già a Roma per visitare i parenti, come la signora Giuseppa Mangione, di Agrigento.
Di Bergoglio conserverà “sempre la bontà, il modo di porsi, la capacità di comunicare, che riusciva a trasmettere un messaggio francescano”. C’è chi ha voluto portare i figli per fargli vivere un’esperienza storica, come Mariagrazia De Flandre, arrivata da Concorezzo, in provincia di Monza. Lei è tra quelli che non sono riusciti a omaggiare la salma, ma non si scoraggia. “Riproverò comunque domani”.
Nessuno sembra escluso dalla commozione, nemmeno i medici. “In contesti di questo tipo subentra anche la parte emotiva, che noi invece di solito mettiamo da parte durante i soccorsi, perché dobbiamo essere asettici per aiutare”, spiega Catia, nel gazebo del personale Ares. Lungo il colonnato si sentono tutte le lingue del mondo. Si vedono moltissimi bambini e anche ragazzi. Alcuni sono in equilibrio su una stampella, ma comunque in fila per assistere ai funerali di Papa Francesco.
Le transenne sono costeggiate di reporter: raccontano la piazza e ricordano il pontefice. Riassumono i prossimi step fino al funerale. Poi il Conclave, restituiscono il collegamento in studio a Parigi, Madrid, Pechino, Tirana, ovunque. Anche gli organizzatori faticano a tenere botta per i funerali di questo papa. La sala stampa è piena, con i giornalisti che attendono, armati di telecamere, microfoni e taccuini, in fila all’ombra delle colonne per i funerali papa. Una vera e propria marea umana è venuta a dire addio al Papa degli Ultimi.

