Anno III • Numero 245
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Alaska, Meloni: “Spiraglio di pace”. Conte: “Imbarazzante esultare. La politica guerrafondaia dell’Ue è fallimentare”



Un cauto ottimismo si scontra con una feroce critica politica dopo il vertice in Alaska. La premier Giorgia Meloni, uscendo dalla sessione di colloqui, ha parlato di un “spiraglio di pace”, sottolineando l’importanza del dialogo internazionale per risolvere i conflitti.



Le sue parole, accolte con favore anche dagli alleati di governo come Antonio Tajani e Matteo Salvini, che hanno parlato di “passi avanti per la pace”, sembrano voler tracciare una linea di successo per la diplomazia italiana e, più in generale, europea.




Tuttavia, il clima di esultanza è stato bruscamente interrotto dalla dura reazione di Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle non ha esitato a definire “imbarazzante esultare” per progressi che, a suo dire, arrivano troppo tardi e non sanano i danni di una politica estera percepita come un fallimento.



“La strategia scelta dall’Europa si è rivelata completamente fallimentare,” ha tuonato Conte, accusando l’Unione Europea di aver adottato una “politica guerrafondaia” che non ha portato a una risoluzione, ma ha solo prolungato le sofferenze.



La frattura tra maggioranza e opposizione si fa sempre più evidente. Da un lato, il governo rivendica la propria capacità di mediazione, presentandosi come un attore costruttivo sulla scena internazionale. Dall’altro, il leader pentastellato continua la sua linea di dura contestazione, sostenendo che le recenti aperture diplomatiche siano solo una debole ammissione del fallimento delle politiche passate.



La questione della pace, che dovrebbe unire, si sta invece trasformando nell’ennesimo campo di battaglia della politica interna italiana.