Il valico di Rafah resta chiuso: Israele contesta la restituzione dei corpi, Hamas promette nuovi rilasci.



Il valico di Rafah tra Gaza ed Egitto non verrà riaperto oggi, secondo fonti israeliane, a causa di “limiti logistici” e della mancata restituzione completa dei corpi degli ostaggi deceduti.

Uno dei quattro corpi consegnati da Hamas martedì non risulta tra gli ostaggi israeliani identificati, alimentando tensioni e incertezze sul prosieguo degli accordi di tregua. Questo avvenimento ha portato l’attenzione su questioni di transito a il valico di Rafah.



Dopo giorni di trattative e una fragile tregua mediata da attori regionali, Israele ha deciso di non riaprire il valico di Rafah. La decisione sanziona Hamas per non aver rispettato l’impegno di restituire i corpi di tutti gli ostaggi morti ancora detenuti nella Striscia di Gaza. Secondo il Times of Israel, le autorità israeliane hanno rilevato “limiti logistici” e “mancanza di chiarezza” sull’identità delle salme consegnate.

La restituzione parziale ha generato un blocco degli aiuti umanitari. Di conseguenza, nessun camion potrà attraversare Rafah oggi, nonostante le pressioni internazionali per garantire l’accesso a beni di prima necessità.

Fonti diplomatiche citate dal Times of Israel confermano che Hamas ha informato i mediatori dell’intenzione di consegnare altri quattro corpi di ostaggi israeliani mercoledì. Le salme sarebbero state recuperate tra le macerie di edifici e tunnel bombardati dall’esercito israeliano.

Martedì sera, Hamas aveva già consegnato quattro corpi attraverso la Croce Rossa. Tuttavia, uno di essi non corrisponde a nessun ostaggio israeliano noto, sollevando dubbi sull’effettiva collaborazione del gruppo palestinese. Inoltre, si nutrono dubbi sulla tenuta dell’accordo di pace firmato appena 48 ore prima.

Mentre le squadre egiziane continuano a operare nella Striscia per localizzare le salme, Israele mantiene la chiusura del valico come misura di pressione. Il premier Netanyahu ha ribadito che “se Hamas non si disarma, si scatenerà l’inferno”, lasciando intendere che la tregua potrebbe collassare in assenza di progressi concreti.

La situazione resta fluida. Non è chiaro quando il valico verrà riaperto, né se Hamas riuscirà a rispettare le promesse di restituzione. Intanto, 24 corpi di ostaggi risultano ancora dispersi, secondo fonti israeliane.

L’incertezza sul valico di Rafah riflette la fragilità degli accordi in corso. La mancata corrispondenza tra le salme consegnate e gli ostaggi attesi rischia di compromettere ulteriormente il dialogo. La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione, mentre la popolazione civile di Gaza resta intrappolata tra le esigenze umanitarie e le dinamiche geopolitiche.