Apertura in deciso ribasso per il mercato energetico europeo.
Ad Amsterdam, hub di riferimento per il Vecchio Continente, le quotazioni del gas naturale hanno registrato una significativa flessione in avvio di seduta, segnando un momento di respiro dopo le tensioni delle scorse settimane.
Il contratto TTF (Title Transfer Facility), la principale borsa del gas in Europa, ha aperto la giornata a 48,53 euro al megawattora, con una contrazione del 4,4% rispetto alla chiusura precedente.
Questo calo porta i prezzi sui livelli più bassi degli ultimi mesi, invertendo la tendenza rialzista che aveva caratterizzato la fine di marzo.
Secondo gli analisti, il sentiment positivo è alimentato principalmente da due fattori:
Un rinnovato ottimismo riguardo alle trattative di pace in Medio Oriente, che riduce i timori di possibili interruzioni delle forniture globali.
L’arrivo di temperature più miti e i livelli di stoccaggio europei, rimasti solidi nonostante il periodo invernale, garantiscono una maggiore sicurezza energetica.
Sebbene la volatilità rimanga un elemento costante del mercato energetico nel 2026, la discesa sotto la soglia psicologica dei 50 euro rappresenta un segnale incoraggiante per l’industria e per i consumatori finali, in attesa che il calo dei prezzi all’ingrosso si rifletta sulle bollette dei prossimi mesi.
Al momento, il mercato continua a monitorare con attenzione l’evoluzione dei flussi internazionali, ma la seduta odierna conferma una fase di momentaneo allentamento della pressione sui costi dell’energia.