Delegazione iraniana attesa a Islamabad per faccia a faccia con gli USA

La capitale pakistana si prepara a diventare, nelle prossime ore, il centro di gravità della diplomazia mondiale.

Secondo quanto confermato dall’Ambasciatore iraniano in Pakistan, una delegazione di alto livello guidata dal Presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, raggiungerà Islamabad questa sera.

L’obiettivo è dare concretezza alla fragile tregua di due settimane annunciata nei giorni scorsi, che ha interrotto quasi quaranta giorni di intensi scontri regionali.

L’arrivo della delegazione iraniana è il risultato di una serrata mediazione condotta dal Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif.

Teheran si presenta al tavolo delle trattative con una proposta strutturata in dieci punti, che spaziano dalla revoca delle sanzioni economiche (primarie e secondarie) al riconoscimento del diritto all’arricchimento nucleare, fino alla richiesta di un ritiro coordinato delle forze statunitensi dalle basi regionali.

Sebbene il clima resti segnato da una “profonda sfiducia”, come sottolineato dai media statali iraniani, la scelta di Ghalibaf figura chiave della leadership strategica di Teheran segnala l’intenzione del governo iraniano di affrontare i colloqui con estrema serietà.

Il momento più atteso è previsto per il fine settimana. Sabato mattina inizieranno ufficialmente i colloqui diretti con la delegazione statunitense, che sarà guidata dal Vicepresidente JD Vance.

Si tratterà del primo incontro formale e di persona tra funzionari di alto rango dei due Paesi dall’inizio del conflitto, un segnale di rottura rispetto alla retorica bellica delle ultime settimane.
I temi caldi sul tavolo includono:

Lo Stretto di Hormuz:Gli USA premono per la riapertura totale al traffico commerciale, fondamentale per l’economia globale.

Resta un nodo critico il cessate il fuoco, con Israele che ha espresso riserve sulla possibilità che la tregua includa anche il fronte contro Hezbollah.

L’Iran chiede compensazioni per i danni di guerra e lo sblocco immediato degli asset congelati.

Nonostante l’ottimismo manifestato da diversi leader mondiali e dalle Nazioni Unite, la Casa Bianca ha definito la tregua “fragile”.

Mentre la delegazione iraniana atterra a Islamabad, il mondo osserva con il fiato sospeso: l’esito di questi colloqui nel fine settimana determinerà se il Medio Oriente si avvierà verso una stabilizzazione duratura o se il conflitto è destinato a riaccendersi allo scadere dei quattordici giorni.