Banche svizzere pronte in caso di crisi: la Bns promuove Ubs e il sistema finanziario elvetico

La Banca nazionale svizzera evidenzia la solidità del settore bancario, ma avverte sui rischi legati a Medio Oriente, commercio internazionale e incertezze geopolitiche

La Bns promuove il sistema bancario svizzero

Le banche svizzere sarebbero in grado di affrontare una nuova fase di crisi. È quanto emerge dall’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria pubblicato dalla Banca nazionale svizzera, che fotografa un settore complessivamente solido, ben capitalizzato e capace di reggere anche scenari avversi rilevanti.

Secondo la Bns, sia Ubs sia la maggior parte delle banche orientate al mercato interno sarebbero in grado di sopportare perdite importanti in caso di shock economici o finanziari.

“Nel complesso, il settore bancario svizzero è ben preparato per far fronte alle difficoltà del contesto attuale”, si legge nel documento dell’istituto centrale.

Il giudizio è positivo, ma non privo di cautele. La Banca nazionale svizzera riconosce infatti che il quadro resta complesso. A pesare sono il conflitto in Medio Oriente, le tensioni sul commercio internazionale e un livello ancora elevato di incertezza geopolitica e macroeconomica.

Riserve di capitale e liquidità rafforzano le banche

Uno dei punti centrali del rapporto riguarda la capacità delle banche svizzere di assorbire perdite grazie alle riserve di capitale e di liquidità.

La Bns sottolinea che gli istituti non risultano soltanto resilienti, ma mantengono anche un’ampia capacità di erogare credito all’economia reale. Questo è un elemento importante perché, in una fase di tensione finanziaria, il rischio principale non è solo la tenuta delle banche, ma anche la possibilità che il credito a imprese e famiglie venga ridotto.

In Svizzera, secondo la Banca nazionale, il sistema bancario appare invece nelle condizioni di continuare a svolgere la propria funzione di finanziamento dell’economia.

La redditività del settore è inoltre complessivamente migliorata nel 2025. Questo rafforza la capacità degli istituti di accumulare riserve, sostenere i propri bilanci e affrontare eventuali shock esterni.

Ubs rafforzata dopo l’integrazione di Credit Suisse

Particolare attenzione viene riservata a Ubs, oggi il principale gruppo bancario svizzero e attore centrale del sistema finanziario nazionale dopo la crisi di Credit Suisse.

Secondo la Bns, nel corso dell’ultimo anno la capacità di Ubs di generare utili è migliorata. A sostenere il gruppo sono state soprattutto le attività di gestione patrimoniale e investment banking.

La Banca nazionale svizzera evidenzia inoltre che Ubs supera i requisiti patrimoniali previsti dalla regolamentazione “too big to fail”, destinata a entrare in vigore a partire dal 2030.

Il dato è significativo perché Ubs, dopo l’acquisizione di Credit Suisse, ha assunto una dimensione ancora più rilevante per l’intero sistema finanziario elvetico. La sua solidità non riguarda soltanto gli azionisti o i clienti del gruppo, ma la stabilità complessiva della piazza finanziaria svizzera.

Il nodo delle partecipazioni estere

La crisi di Credit Suisse continua però a pesare sulle valutazioni regolamentari. La Bns sostiene infatti il pacchetto di misure proposto dal Consiglio federale, che prevede la copertura integrale con fondi propri delle partecipazioni all’estero delle banche.

Secondo la Banca nazionale svizzera, la crisi di Credit Suisse ha dimostrato che i rischi legati a queste partecipazioni non sono adeguatamente coperti dall’attuale regime normativo in materia di capitale.

Il punto è tecnico, ma molto rilevante. Le grandi banche svizzere operano a livello globale attraverso controllate, filiali e partecipazioni estere. Se queste attività generano perdite o diventano difficili da gestire in una fase di crisi, il rischio può tornare sulla casa madre e quindi sul sistema bancario nazionale.

Per questo la Bns ritiene necessario rafforzare la copertura patrimoniale, in modo da ridurre la possibilità che eventuali problemi all’estero diventino un rischio sistemico per la Svizzera.

PostFinance e ZKB migliorano, Raiffeisen in calo

Il rapporto segnala anche un andamento differenziato tra gli istituti di importanza sistemica orientati al mercato interno.

La redditività di PostFinance e della Banca cantonale di Zurigo, ZKB, è aumentata. Al contrario, quella del gruppo Raiffeisen è diminuita.

Questa differenza mostra come il sistema bancario svizzero resti solido nel complesso, ma non uniforme. Ogni istituto risente in modo diverso dell’evoluzione dei tassi, della domanda di credito, dei costi operativi e della composizione del proprio modello di business.

Le banche domestiche, più legate al mercato interno, restano comunque considerate resilienti dalla Bns. La loro capacità di affrontare scenari avversi appare sostenuta da capitale, liquidità e qualità degli attivi.

Medio Oriente e commercio globale restano rischi aperti

La Banca nazionale svizzera non nasconde però le difficoltà del contesto internazionale.

Il conflitto in Medio Oriente rappresenta un rischio rilevante per i mercati, l’energia, le rotte commerciali e la fiducia degli investitori. A questo si aggiungono le tensioni legate al commercio internazionale, che possono colpire esportazioni, supply chain e crescita economica.

La Svizzera, pur essendo una piazza finanziaria stabile, è fortemente esposta agli sviluppi globali. Le sue banche operano in mercati internazionali e gestiscono patrimoni provenienti da tutto il mondo. Per questo gli shock geopolitici possono riflettersi rapidamente sui flussi finanziari, sulla volatilità e sulle decisioni degli investitori.

La Bns invita quindi a non leggere la solidità del sistema bancario come assenza di rischi. Le banche sono preparate, ma il quadro resta fragile.

Una lezione dalla crisi Credit Suisse

Il rapporto della Bns conferma che la crisi di Credit Suisse ha cambiato profondamente il modo in cui la Svizzera guarda alla stabilità finanziaria.

Il salvataggio e l’integrazione di Credit Suisse in Ubs hanno evitato una crisi sistemica, ma hanno anche concentrato ancora di più il peso del settore bancario in un solo grande gruppo.

Per questo il tema “too big to fail” resta centrale. La Svizzera deve garantire che le sue grandi banche siano abbastanza solide da reggere shock severi senza mettere a rischio il Paese.

La richiesta di maggiore copertura patrimoniale sulle partecipazioni estere va letta proprio in questa direzione: ridurre le vulnerabilità prima che diventino emergenze.

La Svizzera vuole rassicurare i mercati

Il messaggio della Bns è dunque doppio.

Da un lato, il settore bancario svizzero è considerato pronto ad affrontare scenari difficili. Ubs e la maggior parte delle banche domestiche dispongono di capitale e liquidità adeguati. La redditività è migliorata e la capacità di erogare credito resta ampia.

Dall’altro lato, il contesto internazionale impone prudenza. Medio Oriente, commercio globale, tensioni geopolitiche e incertezze macroeconomiche restano fattori di rischio.

Per i mercati, il rapporto rappresenta un segnale di fiducia. La Svizzera vuole mostrare che la lezione Credit Suisse è stata compresa e che il sistema finanziario è oggi più attento alla prevenzione dei rischi.

Ma la stabilità non è mai definitiva. Va costruita, controllata e rafforzata nel tempo.

È questo il messaggio più importante della Banca nazionale svizzera: le banche sono pronte, ma la vigilanza deve restare alta.

FAQ

Cosa ha detto la Bns sulle banche svizzere?

La Banca nazionale svizzera ha affermato che il settore bancario elvetico è ben preparato ad affrontare le difficoltà del contesto attuale.

Ubs è considerata solida dalla Bns?

Sì. Secondo la Bns, Ubs ha migliorato la propria capacità di generare utili e supera i requisiti patrimoniali previsti dalla regolamentazione too big to fail.

Quali rischi preoccupano la Bns?

La Bns indica come rischi principali il conflitto in Medio Oriente, le tensioni sul commercio internazionale e le incertezze geopolitiche e macroeconomiche.

Quali banche svizzere hanno migliorato la redditività?

PostFinance e la Banca cantonale di Zurigo, ZKB, hanno registrato un aumento della redditività. Raiffeisen ha invece visto un calo.

Perché la crisi Credit Suisse resta importante?

La crisi di Credit Suisse ha mostrato che alcuni rischi, in particolare quelli legati alle partecipazioni estere, non erano adeguatamente coperti dall’attuale regime di capitale.