Il termometro della mente: quando caldo e afa diventano stress per il cervello.

Donna stanca davanti al computer.

Intervista alla Dottoressa Beatrice Casoni

L’estate è spesso associata a benessere, vacanze e vita all’aria aperta. Tuttavia, numerose evidenze scientifiche dimostrano che le elevate temperature possono avere effetti significativi non soltanto sul corpo, ma anche sulla salute mentale. Il termometro può essere un utile strumento per monitorare questi cambiamenti.

Ansia, irritabilità, disturbi del sonno, peggioramento dei sintomi depressivi e aumento delle riacutizzazioni nei pazienti affetti da patologie psichiatriche sono fenomeni osservati con maggiore frequenza durante le ondate di calore.  Sull’argomento ne abbiamo fatto chiarezza con la dottoressa Beatrice Casoni, medico psichiatra presso il Poliambulatorio ErreEsse di Ferrara.

Dottoressa Casoni, cosa accade al cervello umano quando è esposto allo stress derivante dalle temperature estreme?

Il cervello umano è un organo altamente sensibile alle variazioni di temperatura e dipende da un delicato equilibrio metabolico per mantenere efficienti le comunicazioni tra le cellule nervose. Quando il caldo intenso si associa a disidratazione, alterazioni del sonno e stress fisiologico, possono verificarsi modificazioni nella trasmissione dei neurotrasmettitori, tra cui serotonina, dopamina e noradrenalina, sostanze fondamentali per la regolazione dell’umore, della motivazione e delle emozioni.

Anche a livello cellulare, l’aumento della temperatura corporea può influenzare l’attività elettrica dei neuroni e la funzionalità delle membrane cellulari, alterando i processi che consentono la corretta propagazione degli impulsi nervosi. Parallelamente, il caldo eccessivo attiva sistemi neuroendocrini coinvolti nella risposta allo stress, determinando un aumento della produzione di cortisolo e una maggiore vulnerabilità psicologica nei soggetti predisposti.

Cosa accade alle persone che convivono con disturbi psichici?

Per le persone che convivono con disturbi psichiatrici, questi cambiamenti possono rappresentare un fattore di rischio aggiuntivo. Alcuni farmaci psicotropi, inoltre, possono interferire con i meccanismi di termoregolazione dell’organismo, rendendo più difficile l’adattamento alle alte temperature. Per questo motivo, la crescente frequenza delle ondate di calore legata ai cambiamenti climatici sta emergendo come una nuova sfida per la salute mentale globale, richiedendo strategie di prevenzione e una maggiore attenzione da parte di clinici, caregiver e istituzioni sanitarie.

 E in caso di stati di ansia e depressione?

Con l’aumento delle temperature estive e le frequenti ondate di calore, non solo il corpo soffre: anche la salute mentale può risentirne. Negli ultimi anni, diversi studi hanno messo in evidenza un legame tra caldo estremo, aumento dell’ansia e peggioramento dei sintomi depressivi.

Il nostro corpo, per mantenere la temperatura stabile, deve attivare meccanismi di regolazione come sudorazione e vasodilatazione. Ma temperature molto alte mettono sotto pressione questi sistemi, causando spossatezza, disidratazione, insonnia e difficoltà di concentrazione.

Questi effetti fisici possono avere un impatto diretto sulla mente: irritabilità, nervosismo e sbalzi d’umore sono molto più frequenti quando si dorme male o si è disidratati.

Uno studio pubblicato su JAMA Psychiatry ha rilevato un aumento dei ricoveri per disturbi dell’umore durante i periodi di caldo intenso. Le alte temperature possono ridurre la qualità del sonno, influenzare la produzione di serotonina e alterare i ritmi circadiani: tutti fattori che incidono sulla depressione.

Inoltre, chi soffre di disturbi mentali può avere una minore capacità di adattamento al caldo (per esempio, alcune terapie farmacologiche riducono la capacità di termoregolazione).

Il caldo può amplificare le sensazioni fisiche (battito accelerato, sudorazione, senso di soffocamento) che sono tipiche anche dell’ansia. Questo “circolo vizioso” può portare chi soffre di disturbi d’ansia a interpretare i sintomi corporei del caldo come segnale di un attacco di panico, alimentando ulteriore preoccupazione.

Inoltre, la difficoltà a svolgere attività quotidiane, la sensazione di isolamento e la frustrazione di non poter uscire nelle ore più calde possono contribuire ad aggravare lo stato ansioso.

Chi è più a rischio?

 Le persone più vulnerabili sono gli anziani, chi vive da solo, chi non ha accesso a luoghi climatizzati e chi soffre già di disturbi psichiatrici. Ma anche chi è in buona salute mentale può sentirsi più irritabile, affaticato e “sotto pressione” durante le ondate di calore.

Cosa si può fare per tutelare la propria salute mentale dagli effetti del caldo estremo? 

Innanzitutto idratarsi regolarmente e mangiare leggero. Ideale è evitare le ore più calde e cercare ambienti freschi. Favorire un sonno di qualità, usando ventilatori o condizionatori se disponibili. Limitare caffeina e alcol, che possono disidratare e disturbare il sonno.

Importante è anche parlare con un professionista se si nota un peggioramento dei sintomi di ansia o depressione. Il grande caldo non è solo una questione di disagio fisico: può rappresentare un vero fattore di rischio per la salute mentale. Essere consapevoli di questo legame aiuta a riconoscere segnali di malessere e a proteggersi meglio, soprattutto nei mesi più caldi.