Anno III • Numero 245
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Sentenza Mario Roggero, Salvini chiede la grazia: «A 72 anni non merita il carcere»

Matteo Salvini chiede la grazia per Mario Roggero dopo la condanna definitiva del gioielliere

La condanna di Mario Roggero è diventata definitiva. La Corte di Cassazione ha confermato la pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione per il gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, che il 28 aprile 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo dopo l’assalto al proprio negozio.

La decisione ha immediatamente riacceso il dibattito politico e sociale sulla legittima difesa. Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e leader della Lega, ha pubblicato un video sui social nel quale ha espresso solidarietà al commerciante. Salvini ha inoltre rivolto un appello affinché venga valutata la grazia per Mario Roggero.

Secondo il leader della Lega, il gioielliere non dovrebbe trascorrere in carcere una parte così rilevante della propria vita. Roggero ha 72 anni ed è stato descritto da Salvini come un padre, un nonno, un marito e un lavoratore che avrebbe reagito in un momento di paura estrema.

La Cassazione, tuttavia, ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa. Ha quindi confermato quanto stabilito nel dicembre 2025 dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino. Dopo la sentenza, Roggero ha annunciato sui social che si sarebbe costituito senza attendere l’esecuzione forzata del provvedimento. ni: «Io sto con Mario Roggero»

La posizione di Matteo Salvini è stata netta. Nel messaggio pubblicato su Instagram, il vicepresidente del Consiglio ha dichiarato di considerare la condanna “profondamente ingiusta”.

Salvini ha sottolineato il contesto nel quale avvennero i fatti. Nel negozio si trovavano anche la moglie e la figlia del gioielliere. La famiglia era stata coinvolta in una situazione violenta, improvvisa e potenzialmente pericolosa.

Il leader della Lega ha invitato chi commenta la vicenda a non sottovalutare ciò che può accadere nella mente di una persona durante una rapina. Secondo Salvini, non è semplice stabilire quali reazioni emotive possa provocare un’aggressione subita nel proprio luogo di lavoro, soprattutto quando sono presenti i propri familiari.

Pur dichiarando di non voler entrare tecnicamente nel merito della decisione giudiziaria, Salvini ha rivolto un appello pubblico al Presidente della Repubblica. L’obiettivo è raccogliere sostegno per una richiesta di grazia a favore del gioielliere.

«Un uomo onesto, a 72 anni, non merita di condividere una cella con veri criminali», è il senso del messaggio politico diffuso dal leader della Lega. Anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha manifestato la disponibilità a sostenere l’iniziativa. accadde nella gioielleria di Grinzane Cavour

La vicenda risale al 28 aprile 2021. Tre uomini entrarono nella gioielleria Roggero di Grinzane Cavour. Secondo quanto ricostruito nel processo, erano armati di una pistola giocattolo e di un coltello.

Dopo aver preso alcuni preziosi, i rapinatori uscirono dal negozio e cercarono di raggiungere l’automobile utilizzata per la fuga. Mario Roggero li inseguì all’esterno con una pistola legalmente detenuta e sparò diversi colpi.

Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli morirono. Alessandro Modica, indicato come l’autista del gruppo, rimase ferito.

Il processo non ha riguardato il diritto del gioielliere a difendersi durante la rapina. Il punto centrale è stato il momento nel quale vennero esplosi i colpi.

Secondo i giudici, quando Roggero sparò, l’azione violenta all’interno della gioielleria era già terminata. I rapinatori si trovavano fuori dal locale e stavano cercando di fuggire. Per questa ragione, i tribunali hanno escluso l’esistenza di un pericolo attuale per il commerciante e per i suoi familiari. é i giudici hanno escluso la legittima difesa.

La legittima difesa richiede che il pericolo sia attuale. La reazione deve inoltre essere necessaria per proteggere sé stessi o altre persone da un’aggressione ingiusta.

Nelle motivazioni della sentenza d’appello, i giudici hanno sostenuto che, al momento degli spari, nessuno dei familiari di Roggero fosse ancora esposto a un’offesa concreta.

Le immagini delle telecamere di sicurezza avrebbero mostrato che tutti i colpi furono esplosi fuori dal negozio. La rapina era terminata e gli uomini stavano salendo sull’automobile.

La Corte ha quindi ritenuto che non si potesse applicare la legittima difesa. Ha escluso anche l’eccesso colposo, perché la reazione non avvenne durante un’aggressione ancora in corso.

In primo grado, la Corte d’Assise di Asti aveva condannato Roggero a 17 anni. La pena era stata successivamente ridotta a 14 anni e 9 mesi in appello. La Cassazione ha ora reso definitiva la condanna. ntenza divide l’opinione pubblica

Il caso Roggero continua a dividere profondamente l’opinione pubblica italiana.

Da una parte ci sono coloro che considerano la pena troppo severa. Questa posizione sottolinea il trauma subito dal gioielliere, il rischio corso dalla famiglia e la difficoltà di controllare le proprie reazioni durante un evento così violento.

Secondo questa lettura, la giustizia dovrebbe tenere maggiormente conto dello stato emotivo della vittima. Una rapina non termina necessariamente, sul piano psicologico, nel momento esatto in cui i responsabili attraversano la porta del negozio.

Dall’altra parte, c’è chi richiama il principio secondo il quale nessun cittadino può sostituirsi alle forze dell’ordine. Una volta cessato il pericolo, l’uso di un’arma non può trasformarsi in un inseguimento o in una punizione privata.

I giudici hanno applicato proprio questa distinzione. La sentenza non nega la gravità della rapina subita dalla famiglia Roggero. Stabilisce, però, che la reazione armata non può essere considerata difensiva quando l’aggressione è ormai terminata.

La discussione riguarda quindi il confine tra comprensione umana e responsabilità penale. Due piani differenti, che nel dibattito pubblico vengono spesso sovrapposti.

Che cosa significa chiedere la grazia per Mario Roggero

La richiesta avanzata da Salvini non rappresenta un nuovo grado di giudizio. La grazia non modifica la ricostruzione dei fatti e non annulla la condanna.

Si tratta di un provvedimento di clemenza individuale previsto dall’articolo 87 della Costituzione. Può estinguere interamente o parzialmente la pena, oppure trasformarla in una pena diversa.

La decisione finale spetta al Presidente della Repubblica. La domanda deve essere presentata al ministro della Giustizia dal condannato, da un familiare, dal convivente, dal tutore oppure da un avvocato.

Prima della decisione viene svolta un’istruttoria. Sono raccolte informazioni sulla posizione del condannato, sul suo comportamento, sulla situazione familiare e sulle eventuali ragioni umanitarie.

Il ministro della Giustizia trasmette quindi gli atti al Capo dello Stato, esprimendo un parere favorevole o contrario. La decisione conclusiva resta comunque di competenza del Presidente della Repubblica. ichiesta politica, non una decisione automatica

L’appello di Salvini può aumentare l’attenzione pubblica sul caso, ma non determina automaticamente l’apertura o l’esito favorevole della procedura.

La grazia viene generalmente valutata in presenza di circostanze straordinarie, soprattutto di carattere umanitario. L’età di Roggero, le sue condizioni personali e la durata della pena potrebbero essere inserite in un’eventuale istanza.

Dovrebbero però essere considerate anche la gravità dei reati accertati, le motivazioni della sentenza e la posizione delle persone danneggiate.

La clemenza individuale non può essere utilizzata come uno strumento per cancellare una sentenza politicamente sgradita. Deve restare distinta dalla polemica tra partiti e dal consenso generato sui social.

Proprio per questo, una possibile domanda di grazia dovrà seguire il percorso istituzionale previsto dalla legge.

Il caso Roggero riapre il confronto sulla sicurezza

La sentenza definitiva non chiuderà il dibattito sulla sicurezza dei commercianti. Gioiellieri, tabaccai e titolari di attività esposte alle rapine chiedono da anni maggiori strumenti di protezione.

La paura di subire aggressioni può cambiare profondamente la vita di una persona. Può condizionare il lavoro, i rapporti familiari e la percezione quotidiana del pericolo.

Allo stesso tempo, lo Stato deve impedire che la difesa si trasformi in vendetta. Il principio della proporzione e l’attualità del pericolo restano elementi centrali dello Stato di diritto.

La vicenda di Mario Roggero si trova esattamente dentro questa frattura. Da una parte c’è un commerciante che ha subito una rapina nel proprio negozio. Dall’altra ci sono due persone uccise mentre, secondo le sentenze, stavano fuggendo.

Salvini ha scelto di schierarsi apertamente dalla parte del gioielliere e di chiedere clemenza. Ora l’eventuale iniziativa dovrà trasformarsi in una domanda formale.

La giustizia ha concluso il proprio percorso con una condanna definitiva. Il dibattito politico e umano, invece, è destinato a proseguire.

Domande frequenti sulla sentenza Mario Roggero

A quanti anni è stato condannato Mario Roggero?

Mario Roggero è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione. La Cassazione ha confermato la pena stabilita dalla Corte d’Assise d’Appello.

Perché non è stata riconosciuta la legittima difesa?

Secondo i giudici, quando Roggero sparò, la rapina era già terminata. I responsabili erano usciti dal negozio e stavano cercando di fuggire. Non esisteva quindi un pericolo attuale.

Chi può concedere la grazia a Mario Roggero?

La grazia può essere concessa dal Presidente della Repubblica dopo un’istruttoria condotta attraverso il ministero della Giustizia. La decisione non annulla la condanna, ma può ridurre o estinguere la pena.