Anno III • Numero 245
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QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE LIBERA E INDIPENDENTE

La governance della sostenibilità: il nuovo ruolo del Consiglio di Amministrazione e dell’alta direzione

Riunione di lavoro in un ufficio

L’integrazione dei fattori ESG nella governance aziendale richiede nuove responsabilità per il Consiglio di Amministrazione, il management e il sistema dei controlli interni, trasformando la sostenibilità in una componente strutturale delle decisioni strategiche e della gestione dei rischi.

Nel precedente articolo abbiamo evidenziato come la sostenibilità abbia progressivamente assunto il ruolo di fattore strategico per la competitività delle imprese. Una volta compreso che i fattori ESG incidono sulla creazione di valore, sulla resilienza e sull’accesso ai mercati finanziari, emerge una domanda fondamentale: chi governa la sostenibilità?

La risposta non può essere individuata in una singola funzione aziendale o nella figura del sustainability manager. La sostenibilità rappresenta oggi una responsabilità che coinvolge direttamente il Consiglio di Amministrazione, l’alta direzione e l’intero sistema di governo societario.

Non si tratta di istituire una nuova funzione, ma di integrare i fattori ESG nelle decisioni strategiche, nella gestione dei rischi e nei sistemi di controllo interno.

La sostenibilità come responsabilità del Consiglio di Amministrazione

Uno degli errori più frequenti consiste nel ritenere che la sostenibilità possa essere affidata esclusivamente a una funzione aziendale dedicata o al Sustainability Manager. In realtà, l’integrazione dei fattori ESG richiede un modello di governance diffuso, nel quale ogni organo e ogni funzione aziendale contribuiscono, secondo le rispettive competenze, alla definizione, all’attuazione e al controllo della strategia di sostenibilità.

Il Consiglio di Amministrazione definisce gli indirizzi strategici e vigila sulla loro attuazione, assicurando che gli obiettivi di sostenibilità siano coerenti con il piano industriale, con la propensione al rischio dell’impresa e con la creazione di valore nel lungo periodo. L’alta direzione è chiamata a tradurre tali indirizzi in politiche operative, integrando i fattori ESG nella pianificazione, nei processi organizzativi e nelle decisioni gestionali.

Accanto agli organi di amministrazione assumono un ruolo sempre più rilevante le funzioni di controllo interno. Il Risk Management identifica e monitora i rischi ESG e ne valuta gli impatti sul profilo di rischio aziendale; la Compliance presidia l’evoluzione del quadro normativo e verifica il rispetto degli obblighi regolamentari; l’Internal Audit valuta l’adeguatezza e l’efficacia dei processi di governo e dei controlli adottati dall’impresa. Il Sustainability Manager, ove presente, svolge prevalentemente un ruolo di coordinamento e di supporto metodologico, favorendo il raccordo tra le diverse funzioni aziendali e contribuendo alla predisposizione dell’informativa di sostenibilità.

Anche il Collegio Sindacale è chiamato a svolgere un ruolo significativo, vigilando sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e verificando che il sistema di governance sia idoneo a supportare una gestione coerente con gli obiettivi strategici dell’impresa.

Ne emerge un modello di governance nel quale la sostenibilità non è attribuita a un singolo soggetto, ma rappresenta una responsabilità condivisa che coinvolge l’intera organizzazione. Ogni funzione contribuisce, con competenze differenti ma complementari, alla creazione di un sistema di governo capace di integrare i fattori ESG nelle decisioni strategiche, nella gestione dei rischi e nella misurazione delle performance.

Tavola 1 – I principali attori della governance della sostenibilità

AttorePrincipali responsabilità
Consiglio di AmministrazioneDefinisce la strategia ESG, approva gli obiettivi, supervisiona i principali rischi e monitora i risultati.
Alta DirezioneTraduce la strategia in politiche operative, integra gli ESG nei processi aziendali e coordina l’attuazione delle iniziative.
Risk ManagementIdentifica, misura, monitora e riferisce i rischi ESG, valutandone gli impatti sul profilo di rischio dell’impresa.
CompliancePresidia il quadro normativo, verifica la conformità agli obblighi regolamentari e supporta l’adeguamento organizzativo.
Internal AuditValuta l’efficacia del sistema dei controlli interni e dei processi di governance della sostenibilità.
Sustainability ManagerCoordina le iniziative ESG, promuove il dialogo tra le funzioni aziendali e supporta la rendicontazione di sostenibilità.
Collegio SindacaleVigila sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sull’efficacia complessiva del sistema di governance.

Dalla strategia all’operatività: una governance integrata

Se il Consiglio di Amministrazione definisce gli indirizzi strategici, spetta all’alta direzione tradurli in processi operativi e in scelte gestionali coerenti. L’integrazione dei fattori ESG non può infatti limitarsi alla definizione di obiettivi generali, ma deve riflettersi concretamente nella pianificazione industriale, nelle politiche di investimento, nella gestione delle risorse umane, nei processi produttivi, nella selezione dei fornitori, nell’innovazione tecnologica e nei sistemi di controllo e monitoraggio delle performance.

La sostenibilità non costituisce, pertanto, una funzione autonoma dell’organizzazione, bensì un criterio trasversale di governo che orienta le decisioni dell’intera impresa. Ogni funzione aziendale è chiamata a contribuire, nell’ambito delle proprie competenze, al perseguimento degli obiettivi ESG, superando una logica organizzativa fondata su compartimenti separati.

Questa evoluzione riflette la crescente interdipendenza tra le diverse dimensioni della sostenibilità. Una decisione ambientale può produrre effetti economici e finanziari; una scelta in materia di risorse umane può incidere sulla reputazione dell’impresa; un investimento tecnologico può generare benefici in termini di efficienza, ma anche nuovi rischi operativi, etici e di cybersecurity. Ne consegue che la gestione dei fattori ESG richiede un approccio integrato, capace di favorire il coordinamento tra tutte le principali funzioni aziendali.

La Tavola 2 evidenzia come la strategia di sostenibilità rappresenti il punto di raccordo tra le diverse aree dell’organizzazione, ciascuna delle quali contribuisce, con competenze specifiche, alla creazione di valore sostenibile nel lungo periodo.

Tavola 2 – La sostenibilità come elemento trasversale della governance aziendale

Funzione aziendalePrincipale contributo alla sostenibilità
Pianificazione strategicaIntegra gli obiettivi ESG nel piano industriale e nella strategia aziendale.
Amministrazione e FinanzaValuta gli impatti economico-finanziari delle iniziative ESG e il fabbisogno di risorse.
Pianificazione e ControlloDefinisce indicatori di performance (KPI) e monitora il raggiungimento degli obiettivi.
Risk ManagementIdentifica, misura e monitora i rischi ESG.
ComplianceAssicura il rispetto della normativa e presidia l’evoluzione regolamentare.
Internal AuditValuta l’efficacia del sistema di governance e dei controlli.
Risorse UmanePromuove formazione, inclusione, sicurezza e sviluppo delle competenze.
Acquisti e Supply ChainIntegra criteri ESG nella selezione e nel monitoraggio dei fornitori.
Operations e ProduzioneMigliora l’efficienza dei processi e riduce gli impatti ambientali.
Innovazione e Sistemi InformativiSupporta la transizione digitale, la gestione dei dati ESG e l’adozione responsabile delle nuove tecnologie.

L’evoluzione del sistema dei controlli interni

L’integrazione dei fattori ESG determina una profonda evoluzione anche del sistema dei controlli interni. La crescente rilevanza dei rischi ambientali, sociali e di governance impone infatti un rafforzamento dei presidi aziendali e una maggiore integrazione tra le diverse funzioni di controllo.

Non è più sufficiente verificare il rispetto degli obblighi normativi o la correttezza delle informazioni riportate nella rendicontazione di sostenibilità. Il sistema dei controlli è chiamato a valutare se i fattori ESG siano effettivamente incorporati nei processi decisionali, nella gestione dei rischi e nella pianificazione strategica dell’impresa.

In questa prospettiva, le attività di controllo si estendono ben oltre la verifica della conformità e riguardano, tra l’altro, l’adeguatezza della governance della sostenibilità, l’efficacia dei presidi organizzativi, l’affidabilità dei dati utilizzati per la rendicontazione ESG, la qualità dei sistemi di monitoraggio, la coerenza tra obiettivi dichiarati e risultati conseguiti, nonché l’integrazione dei rischi climatici, ambientali, sociali e di governance nei processi di risk management.

Ne deriva un modello di controllo maggiormente orientato alla prevenzione, alla misurazione delle performance e al miglioramento continuo, nel quale le diverse funzioni aziendali operano in modo coordinato, condividendo informazioni, metodologie e strumenti di analisi. La sostenibilità diventa così parte integrante del sistema di controllo interno e contribuisce a rafforzare la resilienza e l’affidabilità complessiva dell’organizzazione.

Tavola 3 – Il sistema dei controlli interni e la sostenibilità

Funzione di controlloPrincipale contributo ai fattori ESG
Risk ManagementIdentifica, misura e monitora i rischi ESG e ne valuta gli impatti sul profilo di rischio aziendale.
CompliancePresidia l’evoluzione normativa e verifica la conformità ai requisiti ESG applicabili.
Internal AuditValuta l’efficacia della governance della sostenibilità, dei processi e dei controlli interni.
Controllo di GestioneMonitora KPI e obiettivi ESG, verificandone il raggiungimento.
Amministrazione e FinanzaGarantisce l’affidabilità delle informazioni economico-finanziarie e dei dati utilizzati nella rendicontazione di sostenibilità.

La cultura della sostenibilità e le competenze del futuro

L’efficacia di qualsiasi modello di governance dipende, in ultima analisi, dalla cultura aziendale che lo sostiene. Procedure, regolamenti e sistemi di controllo rappresentano strumenti indispensabili, ma non sono sufficienti se non accompagnati da una diffusa consapevolezza del ruolo che la sostenibilità assume nelle decisioni quotidiane dell’organizzazione.

Integrare i fattori ESG nella gestione d’impresa significa promuovere un cambiamento culturale che coinvolga tutti i livelli aziendali, dagli organi di amministrazione al management, fino ai singoli collaboratori. La sostenibilità deve diventare parte integrante dei comportamenti organizzativi, orientando le modalità con cui vengono assunte le decisioni, gestiti i rischi, valutati gli investimenti e costruite le relazioni con clienti, fornitori e altri stakeholder.

In questo processo assumono particolare rilievo la formazione continua, il coinvolgimento del personale, la diffusione di comportamenti responsabili e la definizione di sistemi di incentivazione coerenti con gli obiettivi strategici dell’impresa. Una leadership capace di promuovere una visione di lungo periodo rappresenta uno degli elementi essenziali affinché la sostenibilità non rimanga un insieme di principi astratti, ma si traduca in prassi operative condivise.

La trasformazione culturale è strettamente collegata allo sviluppo di nuove competenze. La crescente complessità del quadro normativo e dei fattori ESG richiede infatti conoscenze che vanno ben oltre gli aspetti strettamente ambientali. Management e organi di governo sono chiamati a comprendere le implicazioni della gestione dei rischi ESG, della finanza sostenibile, del cambiamento climatico, dell’economia circolare, della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale, della sicurezza informatica e della tutela della reputazione aziendale.

La sostenibilità richiede pertanto un approccio interdisciplinare, nel quale competenze economiche, giuridiche, organizzative e tecnologiche si integrano per supportare decisioni sempre più complesse. Non sorprende, quindi, che un numero crescente di imprese stia investendo nella formazione del Consiglio di Amministrazione, dell’alta direzione e delle principali funzioni aziendali, nella consapevolezza che la qualità delle competenze rappresenti uno dei principali fattori di successo della transizione verso modelli di business sostenibili.

In definitiva, la sostenibilità non si realizza esclusivamente attraverso nuove regole o nuovi strumenti di rendicontazione, ma soprattutto attraverso persone capaci di interpretare il cambiamento e di trasformarlo in un’opportunità di crescita per l’impresa. È proprio l’investimento sul capitale umano che consente alla governance della sostenibilità di esprimere pienamente il proprio potenziale, traducendo gli obiettivi strategici in comportamenti concreti e risultati duraturi.

La governance rappresenta il punto di incontro tra strategia, gestione dei rischi, sistema dei controlli interni e cultura organizzativa. È attraverso la qualità delle decisioni assunte dagli organi aziendali che la sostenibilità cessa di essere un insieme di obblighi regolamentari per trasformarsi in un elemento strutturale della gestione d’impresa.

Integrare i fattori ESG nella governance significa adottare una visione di lungo periodo, nella quale competitività, resilienza e creazione di valore costituiscono obiettivi tra loro complementari. In questo contesto, il Consiglio di Amministrazione, l’alta direzione e le funzioni aziendali sono chiamati a operare in modo sempre più coordinato, affinché la sostenibilità diventi parte integrante dei processi decisionali, della gestione dei rischi e della pianificazione strategica.

Le imprese che sapranno sviluppare modelli di governance realmente integrati saranno meglio attrezzate per affrontare le trasformazioni economiche, tecnologiche e regolamentari che caratterizzano lo scenario competitivo attuale, rafforzando nel tempo la fiducia degli investitori, del sistema finanziario e degli altri stakeholder.

Nel prossimo articolo l’attenzione sarà dedicata al rischio climatico, analizzandone le diverse componenti, gli effetti sui modelli di business e le implicazioni per la governance, il sistema dei controlli e la gestione dei rischi d’impresa, con l’obiettivo di comprendere perché esso rappresenti oggi uno dei principali fattori strategici della sostenibilità aziendale.