Anno III • Numero 245
9772039198001

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE LIBERA E INDIPENDENTE

E’ guerra tra UEFA e FIFA dopo l’apertura di Infantino a investitori privati: “La Coppa del Mondo non è in vendita”. Pronto il boicottaggio

In foto due uomini con una coppa nel mezzo

UEFA, guerra alla FIFA. Il calcio europeo dice no alla proposta di Infantino di aprire i Mondiali ad investitori privati. Ecco cosa succederà nei prossimi giorni

L’ultimo Mondiale aveva aperto una frattura non semplice da sanare fra la UEFA e la FIFA. Da Nyon non avevano apprezzato alcune decisioni da parte di Infantino tanto che i vertici del calcio europeo stavano lavorando per individuare il giusto candidato alle elezioni in programma il prossimo anno. Ma l’ultima mossa del presidente della Federazione Internazionale ha dato il via ad uno scontro totale che rischia di fare male all’intero mondo del calcio.

Tutto è partito dalla possibilità di cedere parte del valore del Mondiale a investitori privati (tra loro ci sarebbe anche il fratello del genere di Trump). Una percentuale minima (20%) che rischiava, però, di aprire ad una competizione molto diversa rispetto a quella vista fino ad oggi. La novità più grande è la possibilità di disputare la Coppa del Mondo ogni due anni avendo naturalmente un peso sugli Europei.

Infantino a questa proposta ci crede realmente tanto da aver inviato una lettera alle 211 Federazione affiliate alla Fifa aspettandosi una risposta entro il 19 settembre. In caso di via libera si riceverebbe una cifra economica di 20 milioni di dollari una tantum con un aumento dei pagamenti da 2 a 5 milioni. Se si rifiuta, i fonsi si ridurrebbero del 75%.

Il pugno duro della UEFA al comunicato della FIFA

La UEFA non ci sta e decide di adottare un pugno duro nei confronti della FIFA. Le 55 Federazioni si sono riunite nella giornata di oggi per analizzare la proposta e all’unanimità hanno detto di no decidendo di boicottare finché l’idea i Infantino resterà in piedi. Se non ci dovessero essere cambiamenti, dal prossimo 5 settembre in Polonia le nazionali europee partecipanti al Mondiale femminile Under 20 non ci dovrebbero essere come i play-off iridati donne in programma ad ottobre con dentro l’Italia.

Il comunicato della UEFA

Di seguito il duro comunicato della UEFA riportato da La Gazzetta dello Sport:

La Uefa le sue 55 federazioni affiliate sono unite. Respingiamo all’unanimità e senza riserve la proposta della Fifa di trasferire la proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni Fifa a investitori privati. La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati.

La Coppa del Mondo non è in vendita. È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale importanza per il calcio sia stata concepita in segreto e portata quasi all’approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro a cui è affidata la gestione di questo sport. Non si tratta solo di una grave mancanza di leadership, ma di una vera e propria abdicazione al dovere della Fifa di custode del calcio mondiale. Le federazioni nazionali di tutto il mondo si trovano ora di fronte a un ultimatum: accettare l’irreversibile acquisizione delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze.

Questa non è una “decisione democratica”, ma un governo basato sull’intimidazione, un atto di coercizione indegno di un’istituzione a cui è affidata la tutela del calcio mondiale. Ma la nostra opposizione va ben oltre la procedura. Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni Fifa, il calcio cambia per sempre. Il profitto commerciale diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori diventano una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione sul calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più guidata da ciò che meglio serve al gioco, ma da ciò che meglio serve agli azionisti. Questo modello non ha posto nel calcio mondiale. Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di coloro il cui primo dovere è massimizzare il profitto finanziario.

Né gli interessi delle federazioni nazionali, delle leghe, dei club, dei giocatori e dei tifosi possono essere subordinati ai profitti degli investitori. Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno finanziario. La posizione dell’Europa è chiara. Non daremo mai legittimità a questo modello. Nessuno ha l’autorità morale per vendere ciò che detiene in custodia per la prossima generazione. A seguito della discussione odierna, nessuna nazionale Uefa parteciperà ad alcuna competizione Fifa finché queste proposte rimarranno in piedi, a meno che non vengano abbandonate nella loro interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la Fifa non aprirà mai più la sua governance o le sue competizioni alla proprietà privata.

Nessuno deve avere dubbi: la Uefa e le sue federazioni nazionali si opporranno a questi piani con assoluta determinazione. Ci sono momenti in cui le istituzioni non vengono giudicate da ciò che sono disposte ad accettare, ma da ciò che si rifiutano di compromettere. Questo è uno di quei momenti. Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo Fifa appartiene al calcio. Appartiene per sempre. E finché l’Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita”.

L’Indonesia aderisce alla proposta della FIFA

Se l’Europa dice no, la Federcalcio indonesiana, guidata dall’ex presidente dell’Inter Thohir, ha promesso di partecipare a questa operazione di Infantino perché si ha bisogno di finanziamenti per continuare il processo di trasformazione del calcio nel Paese.