In Lombardia il fenomeno inizierà intorno alle 19.27 e raggiungerà il massimo verso le 20.20. Il Sole sarà coperto per oltre il 90 per cento nell’area di Milano, ma per guardarlo saranno indispensabili protezioni oculari certificate
Una sottile falce luminosa sospesa sopra l’orizzonte occidentale. È lo spettacolo che potrà apparire questa sera, mercoledì 12 agosto 2026, agli osservatori che si troveranno nelle zone più favorevoli d’Italia. Una profonda eclissi solare parziale accompagnerà infatti il tramonto, con effetti particolarmente evidenti nelle regioni settentrionali e nord-occidentali.
In Lombardia il fenomeno comincerà poco prima delle 19.30. A Milano il primo contatto tra il disco apparente della Luna e quello del Sole è previsto intorno alle 19.27, mentre il massimo dovrebbe verificarsi verso le 20.20. In quel momento la superficie solare oscurata sarà superiore al 90 per cento. Il dato indicativo riportato per il capoluogo lombardo è del 92,32 per cento.
Il fenomeno sarà osservabile anche nel resto del Paese, ma con durata e intensità differenti. Più ci si sposterà verso il Nord-Ovest, maggiore sarà la porzione di Sole nascosta dalla Luna. Procedendo verso il Centro e il Sud, la copertura diminuirà progressivamente e l’intervallo utile prima del tramonto diventerà più breve.
L’eclissi del 12 agosto 2026 sarà totale in una fascia che attraverserà la Groenlandia, l’Islanda e la Spagna. Dall’Italia non si raggiungerà invece la totalità: una parte del Sole resterà sempre visibile. È una differenza fondamentale anche dal punto di vista della sicurezza, perché durante tutte le fasi osservabili dal territorio italiano sarà necessario utilizzare dispositivi specifici per la protezione degli occhi.
A che ora vedere l’eclissi solare in Lombardia
Secondo i calcoli astronomici disponibili, a Milano l’eclissi inizierà alle 19.27 circa e raggiungerà la fase più avanzata intorno alle 20.20. Il Sole, tuttavia, sarà ormai molto vicino all’orizzonte. La possibilità di assistere allo spettacolo dipenderà quindi non soltanto dalle condizioni meteorologiche, ma anche dalla conformazione del territorio.
Edifici, alberi, colline e rilievi possono nascondere il Sole prima del tramonto astronomico. Per questo sarà necessario scegliere un punto con una visuale completamente libera verso ovest o nord-ovest. Terrazze autorizzate, aree panoramiche, campagne aperte e zone sopraelevate possono offrire condizioni migliori, purché siano raggiunte senza entrare in proprietà private o creare situazioni di pericolo.
Anche nelle altre province lombarde il momento centrale sarà compreso, con piccole differenze, attorno alle 20.18-20.21. A Bergamo, per esempio, l’inizio è calcolato intorno alle 19.27 e il massimo verso le 20.20. Nelle località montane l’orizzonte reale può però essere coperto dai rilievi, rendendo determinante la scelta del punto di osservazione.
L’Unione Astrofili Italiani segnala che a Belluno l’eclissi inizierà alle 19.26 e raggiungerà il massimo alle 20.18, mentre il Sole e la Luna staranno tramontando. A Ventimiglia l’inizio è previsto alle 19.30 e il massimo alle 20.23, con circa il 94,8 per cento del diametro solare coperto e l’astro ad appena 1,6 gradi sopra l’orizzonte.
Gli orari nel resto d’Italia
L’eclissi sarà visibile, almeno in parte, anche nelle regioni centrali e meridionali. A Roma l’inizio è previsto intorno alle 19.33. Il Sole tramonterà verso le 20.13 mentre l’eclissi sarà ancora in corso. A Napoli il fenomeno comincerà attorno alle 19.34 e sarà osservabile fino al tramonto, poco dopo le 20. A Palermo il primo contatto è atteso verso le 19.38, ma la finestra utile sarà più breve perché il Sole scenderà sotto l’orizzonte intorno alle 20.
Le percentuali pubblicate possono variare tra una fonte e l’altra perché alcuni calcoli indicano la frazione dell’area del disco oscurata, mentre altri fanno riferimento alla magnitudine o alla porzione del diametro coperta. Sono grandezze diverse e non devono essere confrontate come se rappresentassero lo stesso dato.
In termini generali, l’oscuramento sarà superiore al 90 per cento in diverse zone del Nord-Ovest, sensibilmente inferiore al Centro e più contenuto nel Mezzogiorno. L’Unione Astrofili Italiani indica una variazione che va da oltre il 90 per cento nelle aree settentrionali più favorite a circa il 20 per cento nel Sud.
Per conoscere l’orario esatto nella propria località è consigliabile consultare una mappa astronomica geolocalizzata. Anche pochi chilometri possono incidere sull’altezza del Sole rispetto all’orizzonte, soprattutto in presenza di montagne o altri ostacoli. L’Istituto nazionale di astrofisica ha pubblicato mappe di visibilità ad alta risoluzione realizzate utilizzando il modello altimetrico TinItaly.
Perché si verifica un’eclissi di Sole
Un’eclissi solare avviene quando la Luna passa tra la Terra e il Sole e nasconde, completamente o parzialmente, il disco della nostra stella. Il fenomeno è possibile perché, visto dalla superficie terrestre, il diametro apparente della Luna è molto simile a quello del Sole.
Il Sole è enormemente più grande del nostro satellite, ma si trova anche molto più lontano. Questa particolare combinazione di dimensioni e distanze permette alla Luna di coprirlo nel cielo. La totalità è visibile soltanto all’interno della stretta fascia raggiunta dall’ombra lunare; nelle aree attraversate dalla penombra si osserva invece un’eclissi parziale.
Il 12 agosto la fascia della totalità interesserà alcune aree dell’emisfero settentrionale e raggiungerà la Spagna. L’Italia resterà fuori dal cono d’ombra principale, ma sarà investita dalla penombra. Il risultato sarà un Sole trasformato progressivamente in una falce sempre più sottile, soprattutto nelle regioni nord-occidentali.
Il fatto che l’evento coincida con il tramonto renderà il paesaggio particolarmente suggestivo. Allo stesso tempo, complicherà l’osservazione: il Sole sarà basso e potrà scomparire dietro ostacoli lontani molto prima dell’orario teorico.
Come proteggere gli occhi durante l’eclissi
La regola più importante è semplice: non si deve mai guardare direttamente il Sole senza una protezione progettata appositamente per l’osservazione solare. Questa precauzione vale anche quando la maggior parte del disco è coperta dalla Luna, quando il Sole appare meno intenso o quando si trova vicino all’orizzonte.
La luminosità residua può danneggiare la retina. Il pericolo è particolarmente insidioso perché l’esposizione non provoca necessariamente dolore immediato. I sintomi di una retinopatia solare possono comparire successivamente e comprendere visione offuscata, alterazione dei colori, macchie scure o una riduzione della capacità di distinguere i dettagli.
Gli occhiali adatti devono essere specificamente destinati all’osservazione diretta del Sole e conformi alla norma internazionale ISO 12312-2:2015. Lo standard riguarda i filtri solari utilizzati per osservare direttamente la nostra stella. Prima dell’uso occorre verificare che il dispositivo provenga da un produttore affidabile e che le lenti non presentino graffi, fori, piegature o altri danni.
Gli occhiali da sole comuni non sono sufficienti, anche se molto scuri o sovrapposti. Non devono essere usati come sostituti neppure vetri affumicati, pellicole fotografiche, radiografie, CD, filtri artigianali o materiali colorati. Questi sistemi possono ridurre la luce visibile senza bloccare adeguatamente le radiazioni potenzialmente dannose.
Particolare attenzione va riservata ai bambini. Gli occhiali devono aderire correttamente al volto e non scivolare durante l’osservazione. È opportuno che un adulto controlli sempre il loro utilizzo e che i più piccoli guardino il fenomeno soltanto per brevi intervalli.
Attenzione a smartphone, binocoli, telescopi e fotocamere
Gli occhiali certificati proteggono gli occhi nell’osservazione diretta, ma non rendono automaticamente sicuro l’uso di strumenti ottici. Binocoli, telescopi e teleobiettivi concentrano la luce solare e possono causare danni gravissimi in pochissimo tempo.
Il filtro deve essere collocato davanti all’obiettivo dello strumento, cioè prima che la luce venga concentrata. Non bisogna osservare attraverso un binocolo o un telescopio indossando semplicemente gli occhiali da eclissi: il fascio concentrato può surriscaldare e danneggiare il filtro.
Anche per fotografare l’evento è necessario un filtro solare adeguato all’obiettivo e compatibile con l’attrezzatura impiegata. In assenza di esperienza specifica, la scelta più prudente è affidarsi a un’associazione di astrofili, a un osservatorio o a un evento pubblico organizzato da personale competente.
Puntare lo smartphone verso il Sole senza protezione può inoltre danneggiare il sensore o produrre immagini scadenti. Un video visto attraverso lo schermo non elimina tutti i rischi, perché durante l’inquadratura si può essere tentati di guardare direttamente nella direzione della luce.
Cosa fare se non si possiedono gli occhiali certificati
Chi non dispone di un visore sicuro non deve improvvisare. Una possibilità è seguire una diretta realizzata da istituti scientifici o associazioni astronomiche. L’INAF, l’Unione Astrofili Italiani e l’Associazione dei planetari italiani hanno annunciato una trasmissione dedicata all’evento a partire dalle 19.30.
È possibile anche ricorrere a metodi di proiezione indiretta, a condizione di non guardare mai attraverso il foro o lo strumento utilizzato. Una semplice camera oscura può proiettare l’immagine del Sole su una superficie bianca. Il metodo va predisposto con attenzione e, in presenza di bambini, sotto la supervisione di un adulto competente.
Un altro sistema naturale consiste nell’osservare le immagini del Sole proiettate sul terreno attraverso le piccole aperture create dalle foglie degli alberi. Durante l’eclissi, ciascun punto luminoso assume la forma della falce solare. È un modo sicuro e suggestivo per seguire il fenomeno senza fissare il cielo.
Cielo sereno e orizzonte libero saranno decisivi
La visibilità effettiva dipenderà dalle condizioni meteorologiche locali. Nubi basse, foschia e velature lungo l’orizzonte potrebbero ridurre o impedire l’osservazione. Non bisogna inoltre lasciarsi ingannare dalle nuvole: anche quando attenuano la luminosità, non costituiscono un filtro sicuro per gli occhi.
Chi intende spostarsi dovrebbe scegliere il luogo con anticipo, controllare le previsioni aggiornate e raggiungere soltanto aree accessibili in sicurezza. È sconsigliato fermarsi sul ciglio delle strade, invadere terreni privati o affollare punti panoramici non attrezzati. Dopo il tramonto la luminosità diminuirà rapidamente, quindi può essere utile portare con sé una torcia e organizzare il rientro.
L’eclissi solare del 12 agosto 2026 offrirà all’Italia un appuntamento astronomico raro e facilmente riconoscibile, soprattutto al Nord. Lo spettacolo, però, durerà poco e avverrà con il Sole molto basso. Preparazione, posizione e protezione faranno quindi la differenza.
La Luna nasconderà gran parte del disco solare e il tramonto avrà un aspetto insolito, ma la prudenza dovrà rimanere la priorità. Nessuna fotografia e nessuna osservazione valgono il rischio di un danno permanente alla vista.
Fonti consultate: Unione Astrofili Italiani, Media INAF, ISO 12312-2:2015, Ufficio federale svizzero della sanità pubblica, Timeanddate.