Anno III • Numero 245
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Chi è Gianmarco Tamberi, la carriera e la vita privata dell’atleta italiano

Gianmarco Tamberi, la carriera dell'atleta italiano

Gianmarco Tamberi: chi è, la carriera e la vita privata dell’atleta italiano che ha conquistato l’oro agli Europei di Parigi

PARIGI (FRANCIA) – Gimbo è tornato. Dopo le grandi difficoltà avute negli ultimi anni, Tamberi sembra finalmente aver messo tutto alle sue spalle e lanciato un segnale molto importante in ottica futuro. L‘oro di Parigi agli Europei di atletica è una sorta di conferma di come finalmente si sta riprendendo ed ora Los Angeles diventa ancora più concreta come possibilità.

Chi è Gianmarco Tamberi, la carriera dell’atleta italiano

La storia dell’atletica leggera italiana moderna trova uno dei suoi punti più alti e affascinanti nel percorso umano e agonistico compiuto da Tamberi. Nato a Civitanova Marche il primo giugno del 1992, questo atleta carismatico è riuscito a scolpire la propria figura nella leggenda dello sport internazionale attraverso una combinazione unica di talento puro, determinazione incrollabile e una spettacolare capacità di emozionare le folle. Conosciuto affettuosamente in tutto il mondo con il soprannome di Gimbo, l’altista marchigiano ha saputo reinventare la disciplina del salto in alto, trasformandola in una vera e propria arte scenica in cui ogni misura superata diventa il capitolo di un romanzo appassionante.

La passione giovanile dell’atleta non è stata fin da subito indirizzata verso la pedana del salto. Durante gli anni della prima adolescenza, il ragazzo prediligeva infatti la palla a spicchi, mostrando un forte legame con il pallacanestro e una naturale predisposizione per il dinamismo degli sport di squadra. Solo successivamente, incitato e guidato dal padre e storico allenatore Marco Tamberi, ex altista di livello nazionale, sceglie di dedicarsi completamente alla disciplina dei saltatori. Questo passaggio si rivelerà vincente, proiettandolo rapidamente ai vertici dei ranking giovanili e poi nazionali. La crescita tecnica è progressiva ma inarrestabile, supportata da una struttura fisica ideale e da una reattività elastica fuori dal comune che lo porta presto a competere ad altissimi livelli internazionali.

Il momento di massimo splendore giovanile e la svolta drammatica della sua carriera coincidono drammaticamente nell’estate del 2016. Durante il meeting di Montecarlo, alla vigilia dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, Tamberi sigla lo straordinario record italiano valicando l’asticella all’altezza di 2,39 metri. Pochissimi minuti dopo aver stabilito la misura primatista, nel tentativo di superare i 2,41 metri, subisce la lesione del legamento collaterale della caviglia. L’infortunio appare devastante sia dal punto di vista fisico sia da quello psicologico, costringendolo a rinunciare alle Olimpiadi brasiliane dove si presentava da assoluto favorito per la medaglia d’oro.

Inizia così un lungo e doloroso calvario fatto di interventi chirurgici, riabilitazioni estenuanti e dubbi sulla possibilità di tornare ai vertici della disciplina. L’atleta decide tuttavia di trasformare il dramma in motivazione purissima. Conserva con cura il gesso che ha avvolto la sua gamba e vi traccia sopra una scritta emblematica indirizzata verso il riscatto olimpico. Quel pezzo di gesso diventa il simbolo tangibile di una rinascita sportiva senza precedenti. Cinque anni dopo, sulla pedana dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 disputati nel 2021, Tamberi scrive una pagina memorabile insieme all’amico e rivale qatariota Mutaz Essa Barshim. I due saltatori, appaiati in cima alla classifica senza alcun errore nelle misure precedenti, decidono di condividere la medaglia d’oro anziché proseguire con lo spareggio. L’immagine dell’azzurro che piange di gioia abbracciando il gesso portato a bordo pedana rimane una delle icone olimpiche più toccanti di sempre.

Negli anni successivi la fame di vittorie non si estingue, ma si rafforza ulteriormente attraverso una maturità agonistica impressionante. Il cammino del campione marchigiano prosegue con la conquista del titolo europeo a Monaco di Baviera nel 2022, per poi raggiungere l’apice iridato nell’estate del 2023 ai Campionati Mondiali di Budapest. In Ungheria, Tamberi conquista l’unico grande titolo che ancora mancava al suo ricchissimo palmarès, domando la gara con una prestazione maiuscola a 2,36 metri e coronando il sogno di completare il Grande Slam dell’atletica leggera, ovvero la contemporanea detenzione di titolo olimpico, mondiale ed europeo.

La straordinaria continuità ad altissimo livello trova ulteriore conferma nelle competizioni continentali successive. Dopo aver trionfato davanti al pubblico di casa agli Europei di Roma 2024 con una prestazione spettacolare e trascinante, la leggenda azzurra continua ad arricchire la propria bacheca conquistando anche l’oro agli Europei di Parigi 2026. Questo ennesimo successo internazionale dimostra come la sua longevità agonistica sia frutto di un lavoro rigoroso e di una tenacia fuori dal comune, capace di resistere all’usura del tempo e alla spietata concorrenza delle nuove generazioni di altisti.

Oltre ai risultati numerici, la figura di Tamberi si distingue per un carisma travolgente che ha rivoluzionato il modo di vivere il salto in alto. È celebre in tutto il pianeta per l’usanza di rasarsi solo metà del viso nelle giornate dedicate alle finali più importanti, un rito scaramantico ribattezzato Half-shave che accende l’entusiasmo degli spalti e spiazza gli avversari. La sua capacità di interagire con gli spettatori, chiamando il tifo prima della rincorsa e trasformando la pedana in un palcoscenico teatrale, è diventata il suo vero marchio di fabbrica.

Gianmarco Tamberi: vita privata, moglie, figlia e passioni

Accanto all’intensa attività agonistica, la dimensione personale dell’atleta ha vissuto tappe fondamentali che ne hanno segnato l’equilibrio emotivo. Nel settembre del 2022 ha coronato la sua storia d’amore sposando Chiara Bontempi, compagna storicamente al suo fianco fin dagli anni dell’adolescenza trascorsi ad Ancona. La città dorica e le Marche rappresentano da sempre il suo rifugio sicuro, il luogo dove l’atleta risiede, si allena e ritrova l’affetto della propria comunità. Più recentemente la vita della coppia è stata lieta dalla nascita del primo figlio, un evento che ha donato una nuova prospettiva di vita all’atleta azzurro.

Il percorso personale e professionale di Tamberi ha attraversato anche momenti complessi sul piano degli affetti familiari, come la dolorosa decisione di interrompere la collaborazione professionale con il padre e storico coach Marco a causa di inconciliabili divergenze di vedute sul piano metodologico e personale. Nonostante queste difficoltà relazionali, la determinazione dell’atleta non è mai venuta meno, permettendogli di riorganizzare la propria struttura tecnica e continuare a vincere al massimo livello. Tra trionfi epici, infortuni superati con orgoglio e una personalità vulcanica, il campione si conferma come uno dei più grandi rappresentanti dello sport italiano di tutti i tempi.