22 Maggio 2022

Pil Italiano in netta ripresa: ma sarà vera gloria?

E’ giusto accogliere in modo trionfale, come hanno fatto le principali testate giornalistiche italiane, gli ultimi dati sul Pil italiano? E’ vero che l’economia italiana sta viaggiando meglio di quella tedesca nel breve periodo? Di certo il +2,7% fatto registrare nel secondo trimestre è un dato confortante, anche se la Spagna ha fatto meglio toccando quota +2,8% contro il +1,5% della Germania. Ma prima di prodigarsi in analisi affrettate e superficiali, occorrerebbe analizzare i dati in maniera approfondità, depurando i giudizi dalle tendenziose velleità di quella parte della carta stampata che ormai tende a venerare l’operato dell’attuale governo a piè sospinto e in maniera acritica.

I dati del prodotto interno lordo vanno sempre scorporati e letti in prospettiva. Le riaperture delle attività hanno contribuito in maniera sostanziosa alla crescita dei dati del secondo trimestre. Ma non va nemmeno sottovalutato il contributo che viene dato stagionalmente dal terziario che in Italia occupa un ruolo nevralgico nella parte centrale dell’anno. Ma quando la stagione del turismo andrà in letargo e gli effetti dello sblocco dei licenziamenti si dispiegheranno in tutta la loro cruda durezza, quei dati che oggi lusingano alcune testate giornalistiche potrebbero drasticamente cambiare segno. Non vi sono segnali infatti che fanno intendere che questa crescita possa acquisire un trend da crescendo rossiniano e che il presunto “effetto Mario Draghi” non possa presto dissolversi nel nulla. La partita del PNRR è ancora aperta e potrebbe rivelarsi decisiva per l’uscita dalla crisi ma restano ancora tanti nodi e tante questioni ancora aperte sulle modalità con cui questi fondi verranno distribuiti e impiegati per ridare ossigeno a tanti settori oggi in crisi.

I timori per un nuovo lockdown

L’economia italiana, checchè se ne dica, rimane disperatamente attaccata al respiratore del sostegno esterno, senza il quale ogni tentativo potrebbe risultare velleitario. Mentre sullo sfondo aleggia come un fantasma il timore che la variante Delta possa indurre i governi a chiudere le proprie frontiere e le proprie società con notevoli ripercussioni sulla flebile ripresa in atto.

Non va sottovalutato infatti il messaggio sibillino espresso da Joe Biden che non ha nascosto il rischio di nuove restrizioni se la situazione contagi dovesse nuovamente precipitare. Il ritorno alla mscherina e alle restrizioni potrebbe far ripiombare l’economia mondiale nell’incubo vissuto nel 2020. Ecco perchè non occorre vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. Festeggiare è sicuramente giusto, ma occorre non abbassare la guardia perchè le incognite continuano a rimanere ancora troppe.