Approvato dal governo il decreto per snellire la burocrazia per sbloccare la prima tranche di aiuti.

Approvato dal governo il decreto per snellire la burocrazia per sbloccare la prima tranche di aiuti.

L’esecutivo italiano, sotto la guida di Mario Draghi, ha avviato un piano per eliminare il più possibile gli ostacoli burocratici e rimodernare la pubblica amministrazione. Un impegno gravoso ma che rappresenterà la chiave per sbloccare la prima tranche di aiuti da 24 miliardi di euro previsto nel cosiddetto Recovery Fund. L’impegno preso dal governo per snellire la burocrazia italiana si sostanzia nel decreto approvato venerdì 28 maggio che renderà meno gravose le procedure burocratiche per assegnare i lavori pubblici, eliminando tutti quegli ostacoli di lunga data che di fatto rendono farraginosa la procedura per l’espletamento degli appalti e che nel corso degli ultimi decenni hanno impedito la crescita del paese.

Il via libera al piano per snellire la burocrazia ha avuto la piena approvazione da parte di tutte le forze politiche che sostengono l’esecutivo guidato dall’ex capo della Banca centrale europea, in carica dal mese di febbraio. Secondo un sondaggio Ipsos pubblicato sabato scorso sul Corriere della Sera, il 66% degli italiani si è detto  favorevole all’agenda di Draghi. Una percentuale in crescita rispetto alla fine di aprile quando i favorevoli erano il 58%.

Le nuove misure mirano a far crescere a livello nazionale la banda larga, accelerando altresì  l’autorizzazione dei progetti di energia rinnovabile e aumentando l’occupazione tra donne e giovani. Nel decreto è previsto un consiglio per la gestione dei fondi Ue di circa 200 miliardi di euro dovuti all’Italia. Sebbene di portata ambiziosa, i piani di Draghi saranno alla fine giudicati per i risultati che riusciranno concretamente a produrre. In passato tanti governi, compreso quello diretto da Giuseppe Conte, hanno cercato di snellire la burocrazia non riuscendo però a centrare l’obiettivo.

L’Italia resterà comunque il paese che riceverà la maggiore quantità di fondi nell’ambito del programma di ripresa e resilienza dell’UE. Una montagna di denaro che il governo Draghi dovrà riuscire a spendere e impiegare fruttuosamente anche al fine di stimolare la ripresa economica dopo che la crescita è diminuita dell’8,9% lo scorso anno a causa delle misure per arginare i contagi dal virus. Un’analisi di Confindustria ha stimato che l’economia si riprenderà in modo significativo nel terzo e quarto trimestre, con una crescita superiore al 4%. Il governo aveva in precedenza approvato un pacchetto di incentivi da 40 miliardi di euro che aveva esteso gli aiuti economici alle imprese e alle famiglie. 

Rimodernare la Pubblica Amministrazione: la seconda sfida di Draghi

Un’altra delle grandi sfide che attende il governo Draghi è quello di efficientare la pubblica amministrazione, oggi fanalino di coda tra i paesi dell’Ue per la qualità dei servizi. Gli ultimi dati diffusi dall’Ufficio studi della CGIA in merito ad una indagine campionaria realizzata dalla Commissione Europea fra i 27 paesi Ue, ha evidenziato come solo il 22% degli italiani ritenga la qualità dei servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione “abbastanza buona e molto buona”. Un dato drammatico se consideriamo che la media dell’Ue è 46%. Gli spagnoli che promuovono la loro pubblica amministrazione sono il 38% mentre in Francia la percentuale è al 50 % e in Germania al 55 per cento. Il terzo gradino del podio è occupato dalla Finlandia il cui apprezzamento è pari all’81 per cento, secondi i Paesi Bassi (86%) mentre in testa si piazza il Lussemburgo con il 92 per cento.