25 Maggio 2022

Il New York Times rimette in discussione la ricetta della Carbonara e gli esperti insorgono

La Pasta alla Carbonara è una vera istituzione della cultura gastronomica italiana e conosce delle regole ben precise che spesso vengono travisate o peggio ancora tradite da coloro che cuochi improvvisati. Per gli integralisti della Carbonara esiste solo una ricetta e tutto il resto è solo una volgare imitazione. La Pasta alla Carbonara è proprio un cult della nostra cucina a tal punto da meritare ogni anno un Carbonara Day, in cui questo piatto viene celebrato con una maratona di eventi che hanno proprio come tema principale questa ricetta ormai diffusa in tutto il mondo. Negli ultimi anni gli adattamenti “inquietanti” della classica ricetta degli spaghetti alla carbonara hanno indignato gli italiani, al punto di creare una sorta di panico per il timore che questa ricetta possa essere stravolta definitivamente con buona pace degli integralisti.

“Il segreto per una buona carbonara… è più in quello che non ci metti dentro, piuttosto che in quello che ci metti dentro” sono state le parole di Eleonora Cozzella, giornalista gastronomica ed esperta di carbonara che ha rilasciato un’intervista ad una nota agenzia di stampa e che è intervenuta a Roma in occasione del lancio di “Carbonara Day”. Insomma, per gli ortodossi di questa ricetta, la carbonara si fa in un solo modo: con uova, guanciale, pecorino e pepe. Tutti coloro che provano ad utilizzare varianti all’insegna della panna, del prosciutto o addirittura del pomodoro, commettono quasi un “sacrilegio”. Non è un caso che molti cuochi italiani diventano pericolosi quando gli ingredienti vengono cambiati o aggiunti all’impasto. Non osate chiamare carbonara ciò che carbonara non è e non sarà mai. L’indignazione è cresciuta a livelli esponenziali quando quest’anno il supplemento di cucina del New York Times ha presentato una ricetta “Tomato Carbonara”, che includeva pomodori insieme alle uova, e ha sostituito guancia di maiale e pecorino con pancetta e parmigiano.

Le reazioni dopo l’articolo “provocatorio”

Una sorta di “provocazione” che ha scosso la coscienza perfino della Coldiretti che ha definito la ricetta del quotidiano americano “un’inquietante imitazione del prestigioso piatto della tradizione popolare italiana”. Uno sfregio inaccettabile che va a cozzare contro le idee degli evoluzionisti della cucina che amano sperimentare e arricchire di sapori nuovi le vecchie ricette. Ma per chi ama questa pietanza, la questione è davvero seria e richiederebbe quantomeno una interrogazione parlamentare.

La pasta alla carbonara è stata inventata a Roma verso la fine della seconda guerra mondiale, quando i soldati statunitensi portarono la pancetta in Italia. Le prime versioni realizzate negli anni ’50 includevano ingredienti quantomeno bizzarri come aglio e formaggio groviera. Poi la sperimentazione e l’innovazione hanno portato questa ricetta a cristallizzarsi nei quattro ingredienti che oggi la compongono e che rappresentano l’unico modo per essere concepita e gustata, secondo gli estremisti. “Il problema – come ha dichiarato la giornalista gastronomica, Cozzella – non è mai tradizione contro innovazione, ma tradizione contro tradimento”.