25 Settembre 2022

ACCADDE DOMANI – Giacomo Puccini, un anniversario al femminile

La formazione e la carriera

Ultimo di una dinastia di compositori che deteneva il monopolio della vita musicale della sua città, Giacomo Puccini nasce a Lucca il 22 dicembre del 1858 e riceve i primi insegnamenti dal padre; inizia a studiare dapprima violino, per poi passare alla composizione. La messa a 4 voci vede le sue origini proprio in fase di età giovanile, come brano per l’esame di diploma nel 1880. Dal 1880 al 1883 frequenta il Conservatorio di Milano sotto la guida di Antonio Bazzini e Amilcare Ponchielli
La prima parte della sua carriera è a tratti scricchiolante, con le Vili e Edgar. Il successo arriva con i suoi capolavori: Manon Lescaut, La Bohème, Tosca. A Brescia la Madama Butterfly, riproposta con qualche modifica rispetto alla versione andata in scena come prima alla Scala, ottiene il successo straordinario che l’accompagna anche oggi. 

Puccini e l’amore per le donne

Le donne hanno avuto un ruolo importante nelle opere come nella vita di Puccini che è passato alla storia anche per la sua fama di tombeur de femmes. Il rapporto con il genere femminile risulta, da un’analisi, articolato e spesso contraddittorio: se nella vita pratica Giacomo è un Don Giovanni, nelle sue opere le scelte che compie sembrano mosse da un amore che si fonde integralmente con l’altro sesso, ponendolo al centro della scena: la musica diviene infatti donna e viene messa  in risalto rivelando il lato più puro e nobile dell’amore pucciniano.
La passione per il sesso femminile si riflette dunque in modo totalitario nelle sue opere e attraverso di esse sviscera i sentimenti degli animi delle protagoniste dalle molteplici sfaccettature.
Le donne pucciniane sono figure variegate e tutte contraddistinte, con tratti differenti e caratteristici che ricoprono i ruoli più importanti e di maggiore profondità psicologica delle sue opere e questo amore profondo viene trasferito nelle melodie che diventano elemento caratterizzante  delle singole figure.  
Sarebbe riduttivo parlare di “una presenza” del gentil sesso, poiché Puccini ci mette davanti ad un vero e proprio universo femminile eterogeneo, in cui la musica è donna e attraverso il quale lo spettatore riesce ad osservarne le caratteristiche, sempre attuali, emozionandosi, seguendone la crescita, le paure, gli stati d’animo, i cambiamenti, come attraverso un caleidoscopio che ne mette in risalto tutte le emozioni e le fragilità possibili.