24 Maggio 2022

L’Italia sequestra i beni agli oligarchi russi

A quasi due settimane dallo scoppio del conflitto Russia – Ucraina, l’Italia ha cominciato a sequestrare beni appartenenti agli oligarchi russi colpiti dalle dure sanzioni imposte dall’Unione Europea dopo l’invasione.

Sarebbero 680 le persone colpite dalle misure, tra questi ventisei sarebbero oligarchi e mega-miliardari, i cui beni, come deciso nei giorni scorsi, hanno iniziato a essere sequestrati in Italia, ma anche in altri Paesi europei.
Come funziona il congelamento dei beni.

È il decreto legislativo 22 giugno 2007, numero 109, quello in base al quale sono state congelate risorse economiche per 143 milioni di euro attribuibili a cittadini russi facenti parte delle ‘black list’ dell’Unione europea.
Come riporta AGI, per “congelamento di risorse economiche si intende il divieto, in virtù dei regolamenti comunitari e della normativa nazionale, di trasferimento, disposizione o, al fine di ottenere in qualsiasi modo fondi, beni o servizi, utilizzo delle risorse economiche, compresi – si legge – a titolo meramente esemplificativo, la vendita, la locazione, l’affitto o la costituzione di diritti reali di garanzia”.

Si parla poi di ambito di applicazione, in cui il decreto “detta misure per prevenire l’uso del sistema finanziario a scopo di finanziamento del terrorismo e del finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa“. Non si applicherebbe, dunque, alle sanzioni di natura commerciale nei confronti di Paesi terzi, incluso l’embargo di armi.
Viene istituito, inoltre, presso il ministero dell’Economia, il Comitato di sicurezza finanziaria composto da 15 membri e presieduto dal direttore generale del tesoro. Suddetto Comitato (con anche un rappresentante dell’Agenzia del demanio), “adotta ogni atto necessario per la corretta e tempestiva attuazione delle misure di congelamento disposte dalle Nazioni unite, dall’Unione europea e dal ministro dell’Economia e delle Finanze“. Il congelamento dura sei mesi, rinnovabili nelle stesse forme fino a quando ne permangano le condizioni.

Infine, riporta il decreto, le risorse economiche congelate “non possono costituire oggetto di alcun atto di trasferimento, disposizione o, al fine di ottenere in qualsiasi modo fondi, beni o servizi, utilizzo“.

I beni sequestrati

I beni sequestrati comprenderebbero barche di lusso e ville, di proprietà di alcuni degli uomini più ricchi di Russia, in gran parte dirigenti delle principali società del paese e considerati molto vicini al presidente Vladimir Putin.

Il governo italiano, come si legge su Il Post, ha fatto sapere che i beni che sono stati già messi sotto sequestro “hanno un valore complessivo di circa 140 milioni di euro”. Tra questi troviamo “Lady M”, una delle barche più grandi e costose del mondo, lo yacht appartiene all’oligarca russo Alexey Mordashov, presidente di Severstal, un conglomerato russo con interessi nel metallo, energia e miniere. Sequestrato a Imperia, nel porto ligure, vale circa 65 milioni di euro, a bordo è presente una pista per l’atterraggio di elicotteri ed una piscina all’aperto.

Non solo Mordashov, tra gli altri è toccato anche ad Alisher Usmanov, oligarca russo di origine uzbeka (tra gli uomini più ricchi al mondo), a cui sono state invece sequestrate alcune proprietà immobiliari in Costa Smeralda, in Sardegna. La villa, affacciata sul mare del golfo del Pevero, ha un valore stimato in 17 milioni di euro. Usmanov, proprietario del quotidiano Kommersant, possiede anche il quinto yacht al mondo per lunghezza, il Dilbar, anch’esso sequestrato nei giorni scorsi in Germania. Il risvolto negativo è che la villa e la barca di Usmanov alimentavano centinaia di posti di lavoro, che ora rischiano di lasciare a casa diverse persone.

Nel porto di Sanremo, invece, è stato sequestrato il maxi-yacht Lena, di proprietà di Gennady Timchenko, magnate russo dell’energia e delle infrastrutture, proprietario di Volga Group e socio di Novatek. Anche questa imbarcazione è di grandi dimensioni, 52 metri, per un valore stimato di 50 milioni di dollari.

A La Ciotat, nei pressi di Marsiglia, è stato il turno dello yacht Amore Vero, di proprietà di una società legata a Igor Sechin, amministratore delegato del colosso energetico russo Rosneft. Tornando in Italia, in provincia di Lucca è stata sequestrata la Villa Lazzareschi, una maxi magione da 3 milioni di euro sulle colline di Capannori, di proprietà di Oleg Savchenko.

A Vladimir Rudolfovich Soloviev, giornalista e presentatore di un programma televisivo noto per fare propaganda a favore di Putin, son stati invece sequestrati immobili in provincia di Como (valore totale di circa 8 milioni di euro).

Putin contro le sanzioni: la Black List

Vladimir Putin non ci sta, e redige una black list in cui ci sono tutti i Paesi che hanno imposto sanzioni a Mosca a seguito dello scoppio del conflitto. Tra gli altri troviamo Stati Uniti, Regno Unito, Unione europea e molti altri, ma ovviamente non poteva mancare l’Italia.

Secondo il decreto approvato dal governo russo, “lo Stato, i cittadini e aziende che hanno obbligazioni in valuta estera nei confronti di creditori stranieri che rientrano nell’elenco dei Paesi ostili potranno pagare in rubli“. Secondo il Consiglio dei ministri, infatti, le misure “sono giudicate necessarie per garantire la stabilità finanziaria della Russia di fronte alla pressione delle sanzioni esterne”.

Inoltre, come riporta Fanpage.it “tutte le transazioni e le operazioni di società russe con cittadini e aziende di Paesi inseriti nella lista saranno approvate dalla commissione governativa per il monitoraggio degli investimenti esteri”.
Il documento ufficiale riporta che “Sulla base di un’analisi dei documenti ricevuti e della natura del futuro accordo, si deciderà sull’approvazione o sul rifiuto di attuarlo. In questo caso, può essere rilasciata l’autorizzazione a condurre un’operazione, indicando le condizioni per la sua esecuzione”.

Tra gli altri si vede anche l’inserimento di piccole nazioni, come Andorra, Islanda, Liechtenstein, Monaco, San Marino e Micronesia. Spicca la presenza della Svizzera, che ha rotto la sua tradizionale neutralità per sostenere le misure internazionali contro la Russia.