sabato28 Gennaio 2023
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Apple sotto accusa: una sua app aiuta gli stalker a seguire le vittime

L’app AirTag che Apple ha messo in commercio per consentire di individuare dove si trovino oggetti rischia di essere un...

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L’app AirTag che Apple ha messo in commercio per consentire di individuare dove si trovino oggetti rischia di essere un problema serio per Apple. L’azienda è stata infatti citata da due donne per l’uso dell’applicazione in questione da parte dei loro ex , che grazie al dispositivo tracciavano segretamente i loro movimenti e quindi, in tempo reale, dove esse si trovassero.  I dispositivi bluetooth, che la società tecnologica ha lanciato nell’aprile del 2021, sono commercializzati come strumenti che possono essere utilizzati per tracciare la posizione di oggetti.  Ma, dal loro lancio commerciale, ci sono state lamentele per il fatto che l’applicazione (venduta al prezzo di 29 dollari) consente facilmente di essere usata in modo improprio, ”aiutando” gli stalker di tenere d’occhio le loro vittime. Le due querelanti  (di una sola si conosce l’identità, Lauren Hughes )  accusano Apple di aver rilasciato per negligenza un dispositivo pericoloso, minimizzando le preoccupazioni sulle minacce che circondano gli AirTag e travisando la sicurezza del prodotto.                                                                                                                                  Gli AirTag hanno “rivoluzionato la portata, l’ampiezza e la facilità dello stalking basato sulla posizione”, afferma la citazione, sui cui Apple non ha voluto rilasciare alcun commento. Lauren Hughes, che risiede in Texas, ha detto di essere stata perseguitata da un ex fidanzato che l’ha rintracciata usando gli AirTag dopo la fine della relazione, durata tre mesi. Dopo che il suo presunto stalker ha lasciato oggetti nella sua residenza, ha deciso di trasferirsi temporaneamente in un hotel, dove ha però ricevuto una notifica sul suo iPhone che un AirTag sconosciuto l’aveva rintracciata. Hughes in seguito ha scoperto che il suo stalker aveva attaccato un AirTag camuffato a uno dei pneumatici della sua auto, secondo la denuncia, che è stata presentata al tribunale distrettuale federale della California. Il dispositivo era stato colorato con un pennarello e avvolto nella plastica.  La donna ha anche cambiato casa per sfuggire alla persecuzione, ma i post sui social media fatti dal suo ex hanno confermato che lui l’aveva localizzata anche lì.  La seconda querelante ha affermato che il suo ex coniuge ha utilizzato un AirTag per seguire i suoi movimenti posizionando il dispositivo nello zaino del figlio. Dopo aver tentato di disabilitare il primo AirTag, ne è comparso un altro, secondo la denuncia.                                                                                                          Quando furono segnalati gli utilizzi impropri dell’app, Apple, dopo avere detto di avere aggiornato le funzionalità di sicurezza e privacy per AirTag a seguito di molteplici segnalazioni di stalking, affermò che ”AirTag è stato progettato per aiutare le persone a localizzare i propri effetti personali, non per rintracciare persone o proprietà di un’altra persona, e condanniamo con la massima fermezza qualsiasi uso dannoso dei nostri prodotti”.

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