sabato28 Gennaio 2023
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Qatar 2022: la Spagna cerca di capire i motivi della disfatta

La Spagna calcistica intera si interroga, attonita, sui perché la Roja sia finita fuori dal mondiale per mano di una...

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La Spagna calcistica intera si interroga, attonita, sui perché la Roja sia finita fuori dal mondiale per mano di una squadra che, sulla carta, era nettamente inferiore dal punto di vista tecnico. Ma il Marocco ha messo in campo agonismo e determinazione, tenendo gli spagnoli inchiodati sullo 0 a 0 iniziale e giocandosela ai rigori. E quando il primo spagnolo a presentarsi sul dischetto, Pablo Sanabria,  ha mandato la palla contro il palo, per dirla come El Pais, lo sguardo dell’allenatore Luis Enrique si è fatto ”acquoso”, quasi a intuire il dramma che, di lì a poco, si sarebbe concretizzato con i suoi ragazzi a sbagliare tre penalty su tre. In Spagna la stampa parla già di fine di un ciclo e a poco serve pensare che la squadra ha dei talenti giovanissimi.                                                                                                               Sotto accusa è un modo di giocare che, fatto di mille passaggi, spesso orizzontali o all’indietro, stenta a trovare profondità, a meno che gli avversari non lo consentano in modo clamoroso. Cosa che il Marocco si è guardato bene dal fare.                                                                                                                            Quando ancora lo stadio era una bolgia per i festeggiamenti dei tifosi dei marocchini, Luis Enrique in sala stampa ha detto di non potere dire nulla sul futuro ”perché non lo so. Non è il momento adesso. Non è importante. Non ha alcun interesse. Il mio contratto sta per scadere, ma mi trovo molto bene in nazionale e in federazione. Per quello che intende il presidente, Luis Rubiales, e per l’amore di Molina (il direttore sportivo della nazionale, ndr], se dipendesse da me continuerei tutta la vita. Ma non è il caso. Devo pensare con calma a cosa è meglio non solo per Luis Enrique, ma per la nazionale”.                                    Prima, ai microfoni della televisione spagnola TVE, aveva detto: “Ho più uscite della metro. Voglio tornare a casa e stare con i miei cani. Suppongo che dalla prossima settimana parleremo con la federazione”.
La Spagna, come accaduto ai mondiali del 2018 in Russia, è caduta negli ottavi di finale, lasciando la certezza che, a fronte di un possesso della palla ben sopra il 70%, ha concretizzato poco. “Abbiamo creato abbastanza opportunità per vincere, abbiamo fatto 11 tiri, anche se poteva essere che avremmo potuto generare qualcosa di più. Questo è lo sport – ha detto Luis Enrique -. I giocatori hanno ascoltato tutte le indicazioni che ho dato loro. Loro li hanno seguiti al 99,9%, perché loro volevano fare gol e io cercavo situazioni. È finita. Devi analizzare il gioco con calma. Non ho un solo rimprovero per questo gruppo di giocatori”. Il tecnico ha detto di avere ringraziato alle fine i suoi giocatori  ”per il loro impegno, per la loro capacità di gestire il gioco. Abbiamo creato la migliore occasione al minuto 120. Ho detto loro di andare avanti; non succede niente, la vita va avanti… è un’esperienza che rimarrà con loro per sempre e che in futuro si spera possa essere loro utile”.                                                                                                   “L’importante è la selezione e non io. È una notte difficile e servirà come esperienza per il futuro con un gruppo molto bravo e giovane”, ha detto il capitano, Sergio Busquets.  ”Siamo fottuti e tristi. Ancora ai rigori,”, Marcos Llorente. “Spero che l’allenatore continui. E cercheremo di convincere Busquets e il resto dei veterani”, ha assicurato Ferran Torres con l’innocenza di chi non ha ancora sopportato il passare del tempo.

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